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Dire NO a chi non riporta miglioramenti sui temi ESG

Dire NO a chi non riporta miglioramenti sui temi ESG

04-10-2022 | Visione

Nell’ultima stagione assembleare, un approccio più rigoroso in termini di governance e di sostenibilità ha aumentato i voti contrari al management.

  • Antonis Mantsokis
    Antonis
    Mantsokis
    Active Ownership Analyst
  • Michiel  van Esch
    Michiel
    van Esch
    Senior Engagement Specialist
  • Diana Trif
    Diana
    Trif
    Engagement Specialist
  • Lucas  van Beek
    Lucas
    van Beek
    Active Ownership Analyst

In breve

  • Voto contrario al management nel 60% di tutte le assemblee societarie
  • Molte proposte Say on Pay e Say on Climate bocciate in assemblea
  • La diffusione dei temi sociali provoca una reazione “anti-ESG”

Le iniziative Say on Pay e Say on Climate hanno consentito a centinaia di azionisti di schierarsi contro aziende caratterizzate, rispettivamente, da pacchetti retributivi inappropriati e da scarso impegno per la riduzione delle emissioni.

Storicamente, il dissenso degli azionisti è sempre stato legato soprattutto a questioni di governance. Ma i temi sociali sono sempre più un’emergenza e, per gli azionisti, rappresentano un buon motivo per opporsi alle delibere del management.

Delibere che sono state contestate anche in caso di progressi insufficienti in materia di diversità, arrivando a votare contro la rielezione dei dirigenti ritenuti responsabili (spesso il Presidente o altri membri del Consiglio di amministrazione).

Per Antonis Mantsokis, Diana Trif e Lucas van Beek, specialisti nelle votazioni in CdA, che hanno seguito oltre 5.000 società a nome di Robeco, è stata una stagione movimentata. Si sono infatti opposti almeno a una delle proposte del management nel 60% delle assemblee a cui hanno partecipato, ogni volta in cui venivano disattese le aspettative su questioni ambientali, sociali e di governance (ESG).

I voti più spesso contrari alle raccomandazioni del management (come percentuale di tutte le proposte) hanno riguardato le retribuzioni dei dirigenti. Robeco ha invece sostenuto la maggior parte delle proposte degli azionisti sul fronte degli ESG.

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Riassunto delle votazioni assembleari espresse da Robeco.

Inchiodare le aziende alle proprie responsabilità

“Negli ultimi anni, abbiamo esteso la nostra politica di voto, per poter inchiodare le aziende alle proprie responsabilità non solo in caso di scarsa indipendenza, insufficiente diversità di genere e inadeguatezza delle pratiche retributive dei Consigli di amministrazione, ma anche per non aver agito con abbastanza decisione in materia di cambiamento climatico, di diritti umani e di questioni sociali” sostiene Mantsokis, riferendosi all’ultima stagione assembleare.

“In termini di Say on Pay, prendiamo in considerazione molteplici fattori, valutando la portata delle retribuzioni, l'allineamento dei compensi rispetto alla performance aziendale, la struttura salariale e la trasparenza sull’argomento. A colpirci in questa tornata di votazioni sono stati i numerosi problemi legati al mancato allineamento tra compensi e performance societarie.

“Continuano infatti ad esserci ampi margini di discrezionalità in materia di retribuzioni. Molte società subiscono ancora gli effetti negativi del Covid e, di conseguenza, stando alla struttura iniziale della maggior parte dei piani retributivi, i dirigenti dovrebbero percepire bonus ridotti. Eppure, spesso le aziende apportano correzioni tali da garantire la distribuzione di bonus ai propri dirigenti.

Temi su cui gli azionisti hanno votato contro il management.

Affrontare i fanalini di coda della transizione climatica

Per quanto riguarda il voto Say on Climate, l’attenzione si è concentrata su ciò che le aziende hanno dichiarato di aver intrapreso per ridurre le emissioni climatiche o per favorire la decarbonizzazione. “Molte società stanno facendo progressi minimi sul clima rispetto ai loro impegni di lungo termine,” afferma Trif.

E se i progressi sono insufficienti, Robeco inchioda i dirigenti alle proprie responsabilità (Presidenti compresi), chiedendo di votare contro la loro rielezione.

“Negli ultimi anni abbiamo espresso le nostre perplessità sulla performance climatica di queste aziende, opponendoci sia ai Presidenti dei Consigli di amministrazione, sia all’approvazione dei loro bilanci,” spiega Trif. “La nostra politica è stata quella di votare contro tutte le società che non stavano prendendo provvedimenti adeguati a favore del clima, basando la nostra analisi su benchmark come Climate Action 100+ e Transition Pathway Initiative.”

La diversità rimane un tema di grande rilievo

La diversità e l’inclusione sono altri temi che scaldano gli animi alle assemblee generali degli azionisti, vista la persistente scarsità di donne nei Consigli di amministrazione, così come di strutture aziendali che riconoscano le qualità delle minoranze.

“Ci aspettavamo che gli aspetti sociali diventassero prioritari, e così è stato,” sostiene Mantsokis. “Molte delibere hanno riguardato la promozione dell’uguaglianza di genere, denunciando il divario di retribuzione tra uomini e donne e promuovendo salari di sussistenza.”

Reazione anti-ESG

Tuttavia, in alcune regioni (in particolare negli USA) alcuni temono che la promozione della diversità possa far assumere persone non necessariamente qualificate, mettendo a rischio la redditività aziendale. Ciò ha provocato un movimento anti-ESG, con soggetti che propongono delibere contrarie alle tematiche sociali.

“Il fenomeno ci preoccupa: soprattutto il forte aumento del numero di proposte anti-ESG,” afferma Trif. “A presentarle sono persone che, in realtà, puntano a vanificare gli sforzi delle aziende per la promozione degli Obiettivi ESG, boicottando temi sociali come la diversità o l’inclusione.”

“Nell’ultimo anno si sono verificati enormi cambiamenti, in particolare in termini di diversità, inclusività e possibilità di discuterne apertamente. Alcuni gruppi stanno cercando il modo di ostacolare questo dibattito. È stato alzato il tiro e alcune specifiche scuole di pensiero vorrebbero invertire la rotta.

La maggior parte delle proposte legate agli ESG puntava a migliorare le pratiche di sostenibilità. Robeco ha sostenuto gran parte delle ben 903 delibere presentate dagli azionisti durante le assemblee generali.

Feedback costruttivo

Ma come reagiscono le società quando ci si oppone alle loro proposte, in particolare quando Robeco vota contro la rielezione di certi dirigenti? La prendono sul personale?

“Credo dipenda molto dall’argomento, dal tema all’ordine del giorno e da come si comunica con la società,” spiega Michiel van Esch, senior manager di Robeco in ambito di azionariato attivo e grande esperto di rapporti diretti con le aziende. “Noi apriamo un dialogo e cerchiamo un contatto per fornire ulteriori informazioni sul nostro voto.”

“In genere le aziende apprezzano l’opportunità di avviare un dibattito e sono interessate al nostro feedback, per implementare cambiamenti che generino un tasso di approvazione più elevato alle assemblee generali successive. Non se ne vanno mai sbattendo la porta.”

“Di solito chiedono una telefonata di follow-up per discutere con noi delle modifiche da implementare e per ricevere un nostro ulteriore feedback. A noi sembra uno sviluppo positivo e lo apprezziamo molto. Le società sono davvero più disposte ad ascoltare le opinioni degli azionisti.

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