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La avventura del Bitcoin nel territorio dei “teradollari”

La avventura del Bitcoin nel territorio dei “teradollari”

08-03-2021 | Statistiche straordinarie
La capitalizzazione di mercato del Bitcoin ha superato il mese scorso la soglia di 1.000 miliardi di dollari, dopo uno stupefacente rimbalzo del 500% su base annua, seguito poi da una rapida diminuzione dei prezzi.
  • Patrick  Lemmens
    Patrick
    Lemmens
    Portfolio Manager Global FinTech Equities
  • Koos  Burema
    Koos
    Burema
    ‎Analyst Emerging Markets at Robeco
  • Michiel  van Voorst
    Michiel
    van Voorst
    Fund Manager Equities

Che cosa è accaduto?

L’andamento del Bitcoin ha evidenziato una nuova dinamica negli ultimi mesi, poiché diversi investitori istituzionali hanno annunciato investimenti diretti nella criptovaluta, mentre altri hanno ammesso pubblicamente di pensare a progetti analoghi. Il nuovo fermento intorno al bitcoin è culminato a febbraio, quando la capitalizzazione di mercato della criptovaluta ha superato per la prima volta la soglia di 1.000 miliardi di dollari.

L’ascesa è iniziata nell’estate del 2020, quando diversi fornitori di servizi finanziari di piccole e medie dimensioni hanno cominciato a rivelare investimenti per centinaia di milioni di dollari in bitcoin. L’annuncio più spettacolare, tuttavia, è arrivato all’inizio di febbraio sotto forma di un investimento di 1,5 miliardi di dollari in bitcoin da parte di Tesla, che ha comunicato l’intenzione di accettare pagamenti in criptovaluta.

Nel giro di pochi giorni diverse grandi imprese, tra cui operatori del settore dei pagamenti, hedge fund, asset manager e fondi pensione, hanno seguito l’esempio, indicando progetti legati alle criptovalute o almeno un vivo interesse per questo tipo di asset. Ma la frenesia è stata di breve durata, perché i prezzi poi sono rapidamente scesi in picchiata. Alla fine di febbraio, la capitalizzazione di mercato del bitcoin era tornata in prossimità di 850 miliardi di dollari.

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Perché è importante?

Al di là dei problemi di sostenibilità – la potenza di calcolo richiesta per estrarre i bitcoin consuma infatti enormi quantità di energia – il recente entusiasmo per la criptovaluta evidenzia il crescente interesse per gli asset digitali, compresi gli “stablecoin” emessi privatamente, le valute digitali delle banche centrali (CBDC) e i cosiddetti progetti di “finanza decentralizzata” (DeFi).

Che si tratti di una riserva di valore, di un sistema di pagamento alternativo o di una copertura contro l’inflazione e i rischi estremi nei mercati finanziari, i casi d’utilizzo dei bitcoin e delle criptovalute sono in aumento. Le autorità di regolamentazione statunitensi hanno finora preferito non approvare strumenti basati sulle criptovalute, ma altri paesi come la Svizzera e il Canada hanno già fatto il grande passo.

Nel frattempo, un numero crescente di paesi in tutto il mondo sembra essere in procinto di emettere CBDC. La Cina sembra aver fatto i progressi maggiori in questo campo. Le autorità cinesi hanno lanciato l’e-yuan e stanno ora effettuando una serie di esperimenti in tutto il paese, per testare la nuova tecnologia prima della sua possibile adozione ad ampio raggio.

Quali implicazioni per gli investitori?

Le valute digitali sono sempre più viste come uno strumento per affrontare gli annosi problemi associati alle valute e ai sistemi di pagamento tradizionali. Ad esempio, le criptovalute possono contribuire a migliorare la concorrenza nell’ambito dei sistemi di pagamento, aiutando enormemente le aziende e gli individui a effettuare pagamenti transfrontalieri veloci ed economici. Possono anche essere usate per tracciare e prevenire transazioni illecite.

Inoltre, diverse iniziative “DeFi” mirano a sfidare i tradizionali fornitori di servizi finanziari esistenti – come gli istituti di credito, le compagnie di assicurazione o le borse valori – in modo decentralizzato, sfruttando la stessa tecnologia blockchain utilizzata per estrarre i bitcoin. Anche se il potenziale dirompente di tali asset non dovrebbe essere ignorato, crediamo che sia ancora troppo presto per buttarcisi a capofitto.

Secondo Morgan Stanley, l’anno scorso il bitcoin ha registrato una volatilità media mensile pari a più del doppio di quella dell’indice S&P 500, mentre tra il 2019 e il 2020 i volumi annuali di negoziazione sulle borse sono raddoppiati, portandosi a 12.000 miliardi di dollari. Inoltre, il rischio di coinvolgimento politico è in aumento. Nel frattempo, i CBDC e le iniziative “DeFi” rimangono ancora allo stato di “progetto” o “prototipo”.

Quindi, per quanto l’ascesa degli asset digitali sia uno degli sviluppi che seguiamo da vicino nell’ambito delle nostre strategie azionarie FinTech e New World Financials, monitorando in particolare le nuove quotazioni di società operanti in questo settore, per ora rimaniamo cauti. In particolare, limitiamo i nostri investimenti alle imprese che forniscono servizi legati alle valute digitali, come il trading in borsa, il regolamento e la custodia.

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