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Il ruolo dello zucchero nella mortalità da coronavirus

Il ruolo dello zucchero nella mortalità da coronavirus

29-07-2020 | Visione

Il contenuto di zucchero di alimenti e bevande ha giocato un ruolo inedito nel bilancio dei morti da Covid-19, afferma lo specialista di engagement Peter van der Werf.

  • Peter van der Werf
    Peter
    van der Werf
    Engagement Specialist

In breve

  • Un terzo dei morti da Covid-19 aveva il diabete
  • Un programma di engagement ha cercato di promuovere l’eliminazione dello zucchero da alimenti e bevande
  • Le imprese hanno fatto progressi, ma la riformulazione procede con lentezza

A detta sua, le aziende alimentari devono accelerare i piani per eliminare lo zucchero dai loro prodotti, poiché questo ingrediente è una delle principali cause di obesità e diabete, che accresce il rischio di morte a causa del coronavirus. 

Una ricerca del National Health Service britannico ha rivelato che un terzo dei morti da Covid-19 aveva il diabete di tipo 1 o di tipo 2, una malattia che impedisce al corpo umano di produrre insulina e che richiede un trattamento per tutta la vita.

Il coronavirus è noto per avere effetti più gravi sulle persone che soffrono di patologie pregresse, poiché manda in tilt il sistema immunitario, provocando un maggior numero di morti tra i diabetici, gli anziani e gli infermi. Il diabete colpisce più di 400 milioni di persone in tutto il mondo, ovvero un decimo della popolazione adulta, mentre un terzo degli adulti statunitensi è obeso.2

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Rischi per le aziende

Al di là dei problemi legati alla salute, l’impatto negativo sulla performance di un’impresa che usa zucchero nei propri processi produttivi può essere elevato. Tra i costi associati all’obesità troviamo l’aumento delle spese sanitarie, la diminuzione della produttività e i decessi prematuri. Per questo motivo i produttori di alimenti e bevande sono esposti a rischi normativi, reputazionali, legali e di mercato. 

Ad esempio, i governi di molti paesi ad alto e basso reddito hanno deciso di introdurre un’imposta sullo zucchero, la cosiddetta “sugar tax”, o di vietare la pubblicità di prodotti poco salutari per i bambini. Si registra inoltre una maggiore regolamentazione dell’uso delle indicazioni nutrizionali e sulla salute, mentre vengono rafforzati i requisiti in materia di etichettatura dei cibi. In definitiva, le imprese che non si adeguano al mutamento delle preferenze alimentari possono perdere quote di mercato, ricavi e profitti.

Crisi di obesità a livello globale

“Lo zucchero ha contribuito sensibilmente all’attuale crisi di obesità a livello globale e all’insorgenza del diabete, data la sua presenza in quasi tutti i cibi e bevande confezionate”, sostiene Van der Werf, che si dedica all’engagement con il settore. 

“I costi economici dell’obesità sono evidenti: 2.000 miliardi di dollari all’anno, ovvero quasi il 3% del PIL mondiale. Si stima che l’obesità, insieme al fumo e alla violenza armata, sia uno dei tre principali oneri sociali indotti dall’uomo.”  

“Lo zucchero ha un collegamento diretto con un terzo dei decessi da Covid-19, essendo questi associati al diabete. Negli Stati Uniti i ricercatori hanno scoperto che i diabetici malati di Covid-19 avevano il doppio delle probabilità di morire entro una settimana rispetto ai pazienti non diabetici.”

Programma di engagement

Robeco sta concludendo un programma di engagement della durata di tre anni con otto aziende dell’industria alimentare, organizzato allo scopo di incoraggiarle ad usare meno zucchero nei loro prodotti.

“L’engagement invitava queste imprese ad accelerare la riformulazione e l’innovazione dei prodotti per assicurare un modello di business di successo a lungo termine, e tutte le otto aziende hanno fatto buoni progressi in questo senso”, spiega Van der Werf. “Ciò ha comportato in media un calo del 10% del contenuto di zucchero nei loro prodotti.”

“Tuttavia, nel comunicare questo cambiamento, molte aziende hanno inizialmente optato per una ‘riformulazione nascosta’, menzionando solo sul retro della confezione che il contenuto di zucchero del prodotto era stato ridotto. Ciò è dovuto al fatto che i consumatori spesso reagiscono negativamente agli annunci prominenti di una riduzione dello zucchero, con una conseguente brusca diminuzione delle vendite.” 

“Rimaniamo inoltre preoccupati per i grandi quantitativi di zucchero che vengono ancora venduti ai consumatori come parte degli alimenti lavorati, soprattutto perché si tratta di alcuni vecchi prodotti di punta che continuano a rappresentare un pilastro del loro portafoglio di prodotti.” 

L’importanza cruciale dell’innovazione

Secondo Van der Werf, l’innovazione si è dimostrata fondamentale per la produzione di alimenti più nutrienti che sono sempre più richiesti da una società più attenta alla salute. Le aziende che non riformulano i loro prodotti sono prese di mira per i “rischi sociali dello zucchero”, nello stesso modo in cui il tabacco ha finito per diventare socialmente inaccettabile per il mercato di massa.

“Non tutte le aziende coinvolte nel programma di engagement hanno evidenziato quel grado di progresso nella gestione dell’innovazione che ci aspettiamo dal settore alimentare”, afferma Van der Werf. “Le imprese leader hanno fatto maggiori passi avanti nella transizione verso categorie di prodotti più salubri, che a nostro avviso costituisce la migliore strategia a prova di futuro quando si tratta di minimizzare il rischio sociale dello zucchero.”

“Altre aziende hanno indicato che, in generale, la presenza di attributi salutari è una considerazione importante per qualsiasi lancio di nuovi prodotti. Tuttavia, alcune imprese sono ancora fortemente dipendenti da bevande analcoliche gassate ad alto contenuto di zucchero, oppure si stanno espandendo nel campo delle bevande energetiche zuccherate. Altre invece continuano a concentrarsi su prodotti alimentari a elevata lavorazione che nella maggior parte dei casi hanno bisogno di zucchero per essere resi appetibili per i consumatori.”

Il Covid-19 ha alzato la posta in gioco

A giudizio di Van der Werf, la maggiore attenzione per la fragilità della salute umana suscitata dalla pandemia di coronavirus potrebbe accelerare i progressi verso la riduzione del contenuto di zucchero da alimenti e bevande.

“La pandemia di Covid-19 ha ulteriormente rafforzato la nostra convinzione che l’obesità sia un importante rischio per la salute globale con un significativo impatto economico”, afferma.

“L’industria alimentare sarà ritenuta responsabile del suo ruolo futuro nella commercializzazione di prodotti ad alto contenuto di zucchero a consumatori che non sono in grado di fare scelte alimentari che prevengano l’obesità. Il rischio di obesità si conferma quindi un problema a lungo termine per il settore.”

1https://www.theguardian.com/society/2020/may/20/type-1-diabetics-type-2-coronavirus-nhs-study
2https://www.diabetes.co.uk/diabetes-prevalence.html

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