italyit
SI Dilemmas: Mantenere la rotta verso la net zero entro il 2050

SI Dilemmas: Mantenere la rotta verso la net zero entro il 2050

24-11-2022 | SI Dilemmas
Il vertice sul clima COP27 ha prodotto qualche risultato concreto, ma nel complesso è stato deludente. Come mantenere la rotta verso la net zero complesso è stato deludente. Come mantenere la rotta verso la net zero in assenza di cooperazione globale? A nostro avviso la transizione per raggiungere le zero emissioni continuerà a prendere piede, poiché paradossalmente sembra che la mancanza di cooperazione a livello globale stia contribuendo ad accelerare la transizione energetica.
  • Lucian Peppelenbos
    Lucian
    Peppelenbos
    Climate & Biodiversity Strategist

In breve

  • I pochi risultati della COP27 si concentrano sui finanziamenti per il clima
  • L’innovazione e gli investimenti possono contribuire a contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C
  • Vi sono segnali inequivocabili che la transizione sta accelerando nonostante i problemi del mondo

La conferenza sul clima COP27 si è svolta in un contesto che vede i paesi di tutto il mondo alle prese con crisi energetiche e alimentari, inflazione, guerre e tensioni sul debito. Due delle controparti fondamentali per il successo dei negoziati – Stati Uniti e Cina – non sono in buoni rapporti e la leadership dell’UE ha perso credibilità, visto il ritorno all’utilizzo delcarbone e dell’aumento significativo dei sussidi ai combustibili fossili. Tutto questo in un anno in cui il cambiamento climatico continua ad avere profonde ripercussioni in ogni parte del mondo, scatenando carestie in Africa orientale, provocando chiusure delle imprese in Cina e in Europa e lasciando mezzo milione di persone senza casa in Pakistan a causa delle inondazioni.

In questo contesto, COP27 si è concentrata su due questioni fondamentali. La prima è quella dei finanziamenti per il clima. Da diversi anni i paesi industrializzati hanno infranto la promessa di aiutare il Sud globale a sostenere i costi dell’adattamento e della mitigazione del cambiamento climatico. La conferenza di quest’anno ha affrontato anche il tema dei danni: le nazioni ricche sono chiamate ad assumersi la responsabilità dei danni che le emissioni passate stanno arrecando ai più paesi vulnerabili. Su questo punto, il vertice ha prodotto un risultato epocale, ossia la costituzione di un fondo loss and damages, anche se a nostro avviso ci vorranno ancora molti negoziati prima che diventi operativo. Nell’immediato, potrebbero essere disponibili maggiori finanziamenti per il clima da parte delle istituzioni finanziarie multilaterali che dovranno essere riformate in base all’accordo di Sharm el-Sheikh.

Il secondo obiettivo della COP27 era quello di dare impulso all’attuazione dell’Accordo di Parigi. In questo caso, sembra quasi che dovremmo essere grati che la mancanza di progressi non si sia tradotta in un esplicito passo indietro. L’obiettivo degli 1,5 °C è sopravvissuto a malapena ai negoziati, e non è stato raggiunto alcun accordo sulla riduzione graduale dell’uso dei combustibili fossili senza abbattimento delle emissioni. Insomma, una dolorosa battuta d’arresto.

Scopri gli ultimi approfondimenti in tema di sostenibilità
Scopri gli ultimi approfondimenti in tema di sostenibilità
Abbonati

Un bicchiere mezzo pieno

Quindi, conclusa la COP27, a che punto ci troviamo nel percorso verso il raggiungimento della a net zero entro il 2050? Noi di Robeco vediamo il bicchiere mezzo pieno. Certo, la conferenza sul clima non ha prodotto molti risultati concreti, mentre le emissioni globali continuano ad aumentare e le politiche climatiche sono ancora insufficienti. Al termine della conferenza siamo avviati a registrare un riscaldamento globale di 2,5 °C.

Cinque anni fa, però, eravamo diretti verso un aumento delle temperature di 4 °C. Si è registrato dunque un progresso: un evidente cambio di rotta. In questo senso, il meccanismo di “ratcheting” dell’Accordo di Parigi, in base al quale le ambizioni climatiche vengono periodicamente riviste al rialzo, si sta dimostrando efficace. La prova del nove sarà il vertice del prossimo anno a Dubai, quando i paesi partecipanti presenteranno nuovi piani basati sui progressi compiuti finora a livello globale. Con l’espansione delle politiche climatiche, come accaduto negli Stati Uniti quest’anno, si potrebbe vedere un cambiamento esponenziale, in quanto le forze del mercato e l’ingegno umano cercano di generare valore dalla transizione verso la net zero.

Consideriamo ad esempio l’abbandono dell’uso smodato di combustibili fossili, che quest’anno è proseguito nel contesto della crisi energetica. Nonostante l’enorme ricorso alle centrali elettriche a carbone in Europa, l’International Energy Agency (IEA) prevede per quest’anno un aumento delle emissioni dalla generazione di energia di appena 1%, molto meno dell’incremento previsto per il 2021. Questo risultato è dovuto alla notevole espansione delle rinnovabili e dei veicoli elettrici a livello globale. Quindi, celata tra le pieghe delle solite statistiche sull’aumento delle emissioni globali, possiamo scorgere un’accelerazione del passaggio all’energia pulita.

Anticipato il picco dell’utilizzo dei combustibili fossili

Nel suo ultimo World Energy Outlook, l’IEA ha concluso che il picco dell’utilizzo dei combustibili fossili arriverà prima del 2030, in quanto molti paesi stanno investendo nelle rinnovabili e nella razionalizzazione dei consumi al fine di perseguire la sicurezza energetica. Politiche di questo tipo sono state adottate quest’anno dalle economie responsabili delle maggiori emissioni, tra cui Stati Uniti, UE, India, Australia, Corea del Sud, Giappone e Cina. In particolare, l’US Inflation Reduction Act, con il suo pacchetto di sostegno da 369 miliardi di dollari, darà impulso all’innovazione tecnologica, consentendo alle aziende statunitensi di competere meglio con i fornitori cinesi di tecnologie rinnovabili.

Tutti questi provvedimenti, sommandosi, permetteranno di arrivare presto a un punto di svolta, in cui la transizione verso la net zero guadagna uno slancio tale da proseguire a ritmo sempre più veloce. Mantenere il riscaldamento globale entro gli 1,5 °C sarebbe un risultato epocale, ma l’innovazione e le forze di mercato tendono ad essere esponenziali, non lineari, quindi chissà che questo non possa davvero accadere.

Investire nella transizione

Cosa comporta tutto questo per gli investitori come Robeco? Stiamo mantenendo la rotta verso la net zero entro il 2050 e continuiamo a investire nella transizione. La decarbonizzazione del nostro portafoglio è attualmente arrivata a -43% rispetto al livello di riferimento di fine 2019. Avendo iniziato l’anno a -35%, durante il 2022 abbiamo continuato a decarbonizzare i nostri investimenti, nonostante la ri-carbonizzazione del mercato provocata dall’aumento del peso del settore energetico nel benchmark.

Dobbiamo notare, tuttavia, che queste cifre forniscono solo un quadro parziale. La decarbonizzazione del portafoglio può essere dovuta all’ingresso o all’uscita di uno o più emittenti dai nostri portafogli. È altrettanto importante esaminare le aziende stesse e il loro approccio alla gestione della propria transizione. Questo aspetto è misurato dal nostro “semaforo” climatico, che valuta il grado di allineamento dei primi 250 emittenti del nostro universo d’investimento con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Nella nostra analisi di quest’anno abbiamo riscontrato strategie di transizione robuste per il 27% delle aziende, mentre il 21% ci sta chiaramente lavorando e il 52% non fa ancora abbastanza. Quest’ultimo gruppo è al centro delle nostre iniziative di engagement e della nostra politica di voto in opposizione al management.

Allineamento con l'Accordo di Parigi dei primi 250 emittenti nel semaforo climatico di Robeco

Transizione nell’economia reale

I risultati che abbiamo ottenuto finora sul fronte della decarbonizzazione sono per lo più imputabili alla strategia d’investimento dei nostri fondi. I nostri team d’investimento hanno selezionato i titoli che a loro giudizio creano valore e, nel far questo, hanno ampiamente rispettato i loro obiettivi in fatto di emissioni Co2. Tutto questo può continuare solo se l’economia reale attua una transizione verso la net zero. Ciò richiede un’azione per il clima in tutti i settori dell’economia, sotto la spinta di politiche e normative ambiziose.

Il nostro ruolo di investitori è quello di dialogare attraverso l’engagement con le società beneficiarie degli investimenti e con i policy maker e indirizzare i capitali verso le aziende che stanno sviluppando soluzioni per il clima, evitando quegli asset che presentano maggiori rischi di venire bloccati.

La buona notizia è che, nonostante l’aumento delle emissioni globali, l’antagonismo politico e l’ennesima conferenza deludente sul clima, vediamo forti segnali di un’evidente accelerazione della transizione nel mercato.

Logo

Disclaimer

Confermo di essere un cliente professionale

Le informazioni e le opinioni contenute in questa sezione del Sito cui sta accedendo sono destinate esclusivamente a Clienti Professionali come definiti dal Regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007 (articolo 26 e Allegato 3) e dalla Direttiva CE n. 2004/39 (Allegato II), e sono concepite ad uso esclusivo di tali categorie di soggetti. Ne è vietata la divulgazione, anche solo parziale.

Al fine di accedere a tale sezione riservata, si prega di confermare di essere un  Cliente Professionale, declinando Robeco qualsivoglia responsabilità in caso di accesso effettuato da una persona che non sia un cliente professionale.

In ogni caso, le informazioni e le opinioni ivi contenute non costituiscono un'offerta o una sollecitazione all'investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un'offerta, finalizzate all'investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.

Prima di  ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare il Prospetto, i KIIDs delle classi autorizzate per la commercializzazione in Italia, la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili sul presente Sito o presso i collocatori.
L’investimento in prodotti finanziari è soggetto a fluttuazioni, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi, ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito.

Rifiuto