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Oltre il prodotto interno lordo: ripensare il nostro modo di valutare il progresso sociale

Oltre il prodotto interno lordo: ripensare il nostro modo di valutare il progresso sociale

22-09-2020 | Visione

Secondo gli esperti di sostenibilità di Robeco, la crisi del Covid-19 ha dimostrato che dobbiamo trovare modi diversi dal PIL per misurare il successo nazionale.

  • Jan Anton van Zanten
    Jan Anton
    van Zanten
    SDG Strategist

In breve

  • I lockdown imposti dai governi per salvare vite umane hanno causato un crollo del PIL 
  • Questo indicatore non rileva costi o benefici che hanno implicazioni di vita o di morte 
  • Servono nuove soluzioni per comprendere davvero la creazione di valore  

La pandemia ha provocato significative diminuzioni del prodotto interno lordo (PIL), in quanto i governi di tutto il mondo hanno introdotto misure di lockdown e di distanziamento sociale per frenare la diffusione del virus. Nel far questo hanno salvato vite umane e protetto il benessere della popolazione, un valore che non si riflette adeguatamente nei calcoli del PIL. 

In una nuova ricerca, Jacob Messina, Senior Sustainable Investing Strategist di RobecoSAM, e Jan Anton van Zanten, Strategist di Robeco per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ostengono che si dovrebbero utilizzare indicatori alternativi, anziché il poco accurato sistema del PIL. 

I due autori analizzano a fondo il quadro macroeconomico fino a considerare le implicazioni microeconomiche per gli investitori, suggerendo che sono necessarie nuove soluzioni che attribuiscano un valore monetario ai principali driver della salute e del benessere per allineare gli incentivi finanziari degli investitori ai loro obiettivi di sostenibilità. Il risultato finale è una migliore comprensione della creazione di valore ed un cambiamento dell’approccio nell’allocazione del capitale.  

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Costi e benefici esternalizzati

“Il problema principale dell’utilizzo del PIL è la sua incapacità di cogliere una miriade di costi e benefici esternalizzati, molti dei quali rappresentano la differenza tra la vita e la morte”, affermano gli autori nella loro ricerca. “Ad esempio, la produzione e il consumo di sigarette, bevande zuccherate e fast food determinano un aumento del PIL. Tuttavia, gli effetti negativi sulla salute dei consumatori non sono adeguatamente rilevati da questo indicatore, e sono pertanto facilmente ignorati.”  

“Seguendo lo stesso ragionamento, il PIL misura i redditi (salari, profitti, imposte) derivanti da servizi essenziali come la sanità e l’istruzione, ma non misura adeguatamente tutti i benefici sociali che queste attività forniscono alla collettività sul lungo periodo. A causa di queste carenze, gli investimenti in un futuro sostenibile risultano meno appetibili dal punto di vista del PIL.” 

“La tutela dell’ambiente, dal canto suo, riduce tipicamente il PIL, poiché quest’ultimo non rileva il valore che la natura ci offre. Ecosistemi sani e biodiversità forniscono numerosi servizi, dall’impollinazione all’acqua potabile, fino alle risorse medicinali e ricreative. La natura ci assicura quindi l’essenziale per un’elevata qualità della vita.”

Il vero valore delle professioni

La crisi del Covid-19 ha anche messo in luce problemi e pregiudizi nel modo in cui valutiamo le cosiddette professioni “a basso valore”, come quelle infermieristiche.  

“Molti lavoratori in prima linea nella lotta contro la pandemia – infermieri, badanti, cassieri, magazzinieri – percepiscono salari relativamente bassi. Il PIL misura il contributo di questi professionisti alla società considerando solo il loro reddito, ma il loro impatto sociale è ovviamente di gran lunga maggiore, in quanto proteggono la salute ed il benessere delle persone e provvedono a sostenerci.” 

“In altre parole, nel computo del PIL si presume che il prezzo corrisponda al valore, quando in realtà spesso non è così.”  

Oltre il PIL

Diversi paesi stanno sperimentando indicatori alternativi al PIL. “Un esempio è la collaborazione Well-being Economy Governments (WEGo) (WEGo) tra nazioni come la Nuova Zelanda e la Scozia, che mirano a concentrarsi più sulla salute che sulla ricchezza delle rispettive società.” 

Nello sviluppo di tali indicatori alternativi, la scienza gioca un ruolo fondamentale. “I concetti scientifici usati per misurare il benessere sociale e la sostenibilità ecologica si stanno traducendo in approcci pratici”, osservano gli autori.  

“La nozione di ‘doughnut economics’ (economia della ciambella), ad esempio, ha acquisito grande popolarità negli ultimi anni. Questo impianto analitico mira ad assicurare che si raggiunga il benessere della popolazione nell’ambito di dodici dimensioni sociali, e al contempo che i limiti ambientali del nostro pianeta non vengano superati attraverso la quantificazione dei nove limiti planetari.” 

Creare ricchezza e benessere

Robeco misura il diverso impatto dei suoi investimenti utilizzando indicatori economici, sociali e ambientali (ESG). Ne sono un esempio il numero di gigawatt puliti per ora di energia generata e la quantità di emissioni di gas serra che vengono evitate nella strategia Smart Energy di RobecoSAM, oppure i volumi di rifiuti riciclati e di quelli evitati nella strategia Smart Materials.  

Tuttavia, la standardizzazione nel settore è carente. Robeco collabora con altri investitori al fine di condividere conoscenze e sviluppare standard d’impatto. Un esempio è la Natural Capital Declaration, un’iniziativa capitanata dall’Environment Programme Finance Initiative delle Nazioni Unite e dal Global Canopy Program, che aiuta il settore finanziario a integrare le considerazioni sul capitale naturale nei prodotti d’investimento, oltre che nei sistemi di contabilità, informativa e rendicontazione.  

“Insieme ad altri investitori e ad alcuni istituti di ricerca abbiamo intrapreso un percorso che ci porterà ad elaborare indicatori più efficaci e ad integrarli nei processi d’investimento, e che richiede un miglioramento e uno sviluppo continui”, affermano gli autori. “Anche se non abbiamo ancora trovato il ‘sacro Graal’, miglioriamo costantemente la nostra valutazione dell’impatto economico, sociale ed ambientale degli investimenti.”   

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