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Una scelta brillante: aggiungere le materie prime al mix

Una scelta brillante: aggiungere le materie prime al mix

05-06-2020 | Previsioni mensili
Con la fine della recessione indotta dal Covid-19, è giunto il momento di investire in materie prime, afferma lo specialista multi-asset Jeroen Blokland.
  • Jeroen Blokland
    Jeroen
    Blokland
    Portfolio Manager

In breve

  • Le materie prime offrono un potenziale rialzista con l’uscita dell’economia mondiale dal rallentamento indotto dal coronavirus
  • Le misure antivirali incidono più sul settore dei servizi che sul manifatturiero
  • I metalli preziosi, e in particolare l’oro, fungono inoltre da copertura se qualcosa va storto

Blokland afferma che quest’asset class solitamente molto trascurata presenta un enorme potenziale una volta superato il peggio della decelerazione economica provocata dai lockdown. I fondi multi-asset di Robeco hanno incrementato la loro esposizione alle materie prime, e ai metalli industriali in particolare, per beneficiare della ripresa.

“Crediamo che abbiamo toccato o appena superato il punto più basso della recessione indotta dal Covid-19”, sostiene Blokland, senior portfolio manager dei fondi multi-asset di Robeco. “Questo significa che la domanda globale inizierà a migliorare da qui in poi. Ciò vale anche per le materie prime, e in particolare per i metalli industriali.”

“Al contempo, nell’universo delle commodity iniziano a prendere forma anche gli aggiustamenti dal lato dell’offerta. I metalli preziosi offrono inoltre un potenziale rialzista in diversi scenari economici, soprattutto nel caso di una battuta d’arresto della ripresa economica globale o di un aumento delle aspettative d’inflazione.”

“Pertanto, è giunto il momento di sovrappesare le materie prime in chiave tattica, posizione che abbiamo implementato in modo neutrale per il portafoglio.”

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Manifattura contro servizi

Secondo Blokland, le prove esistenti suggeriscono che il settore manifatturiero uscirà dalla recessione del coronavirus in condizioni più forti rispetto a quello dei servizi, che è ancora soggetto a misure di contenimento del virus come il distanziamento sociale.

“Le misure prevalenti avranno un impatto più duraturo su determinati settori legati ai servizi anziché sul comparto manifatturiero”, afferma. “Quest’ultimo rappresenta la maggior parte della domanda di materie prime. Il fatto che in tutto il mondo gli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) dei servizi siano scesi a livelli molto più bassi e che da allora abbiano recuperato meno degli omologhi manifatturieri supporta questa ipotesi.”

“Oltre al ritorno della domanda, ci aspettiamo anche un aggiustamento dal lato dell’offerta. Sui mercati delle materie prime è iniziato un processo di riequilibrio che continuerà nei mesi e nei trimestri a venire. Un valido esempio è quello del petrolio, con l’OPEC+ che ha ridotto la produzione di quasi 10 milioni di barili al giorno.”

“Ci aspettiamo che questo riequilibrio si verifichi anche per i metalli industriali, seppur in modo meno centralizzato. I mercati dei metalli sono caratterizzati da enormi distanze geografiche tra produttori e consumatori. Ciò significa che le scorte di metalli industriali hanno registrato un’impennata negli ultimi mesi, poiché la produzione non aveva letteralmente dove andare, a causa delle misure di blocco imposte.”

I prezzi delle materie prime sono tornati ad aumentare. Fonte: Bloomberg.

Un efficace elemento di diversificazione

Oltre a rappresentare un valido investimento sulla base della prevista ripresa economica, Blokland afferma che i metalli preziosi costituiscono un efficace elemento di diversificazione in un portafoglio. Ciò può fungere da copertura (assicurazione) se le cose non vanno secondo i piani.

“L’oro, in particolare, offre una copertura appetibile in diversi scenari macroeconomici”, osserva Blokland. “Il suo status di bene rifugio è stato ampiamente confermato quando il coronavirus ha colpito l’economia globale. In aprile il prezzo dell’oro ha superato i 1.700 dollari, avvicinandosi ai massimi del 2011 e 2012. Nei mesi di marzo e aprile l’oro ha offerto un rendimento positivo di oltre il 6%.”

“Un nuovo rallentamento non fa parte del nostro scenario di base, ma alla luce delle straordinarie misure di stimolo varate dalle banche centrali e dai governi di tutto il mondo, riteniamo che vi siano i margini per un aumento delle aspettative d’inflazione una volta superato lo shock disinflazionistico e iniziata la ripresa.”

L’ “asset reale per eccellenza”

“Considerato da molti investitori l’asset reale per eccellenza, l’oro ha storicamente registrato solide performance a fronte di un aumento delle aspettative d’inflazione. Al momento queste ultime sono molto contenute. Un’impennata dell’inflazione potrebbe richiedere qualche tempo, ma non escludiamo che possa accadere in futuro, non da ultimo perché crediamo che una parte significativa delle misure di stimolo non sarà revocata nell’immediato.”

“Un aumento costante dell’inflazione (e delle aspettative d’inflazione) avrebbe anche probabilmente l’effetto di rinviare la discussione in merito alla sostenibilità del debito. Le banche centrali hanno già manifestato la volontà di tollerare un superamento dell’obiettivo d’inflazione nei rispettivi paesi. Un ritorno della crescita e dell’inflazione favorirebbe a nostro avviso un buon andamento dell’oro.”

Non dimentichiamo inoltre il fratello minore dell’oro, ossia l’argento, dice Blokland. “In queste circostanze ci aspetteremmo anche una buona performance di quest’ultimo, per due motivi: primo, perché l’argento e l’oro il più delle volte si muovono di concerto; secondo, perché a differenza dell’oro, l’argento è usato a scopi industriali (nelle leghe, nell’elettronica) e beneficerebbe pertanto di una ripresa della domanda globale. Negli ultimi anni il rapporto oro/argento ha raggiunto livelli estremi. Ci aspettiamo un ritorno di questo rapporto verso la media una volta che sarà ripartita la domanda industriale.”

Riduzione del rischio connesso ai mercati emergenti

L’aumento dell’esposizione alle materie prime ha comportato la necessità di ridurre la ponderazione delle azioni emergenti, un’asset class che ha evidenziato storicamente una stretta correlazione con le materie prime, che sono estratte in molti paesi in via di sviluppo.

“Le azioni dei mercati emergenti scontano una ripresa significativa, se non addirittura ‘a V’, che lascia pochi margini di errore”, osserva Blokland. “Non è certo così per le materie prime. Ci aspettiamo che la performance relativa di queste ultime migliori con l’avvio della ripresa economica e con il riequilibrio di domanda e offerta.”

“Di tutte le asset class rischiose, le materie prime scontano nella misura minore la ripresa economica globale che dovrebbe aver luogo nei prossimi trimestri. Il riequilibrio di domanda e offerta e il netto miglioramento della crescita del PIL a seguito di questo storico declino economico dovrebbero spingere al rialzo i prezzi dei metalli industriali.”

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