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Collegare attività economiche e SDG

Collegare attività economiche e SDG

30-06-2020 | Visione
Una nuova ricerca descrive l’impatto delle attività economiche sul raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.
  • Jan Anton van Zanten
    Jan Anton
    van Zanten
    SDG Strategist

In breve

  • Una ricerca collega le attività economiche ai 17 Obiettivi SDG e ai loro 169 traguardi
  • É necessario un approccio interconnesso per gestire effetti positivi e negativi
  • I risultati offrono agli SDG ampie opportunità di avanzamento

Gli SDG sono 17 obiettivi finalizzati al miglioramento della società e della sostenibilità ambientale, adottati dalle Nazioni Unite nel 2015. Riguardano una vasta gamma di temi di sostenibilità e si prefiggono, tra l’altro, di eliminare la fame, combattere i cambiamenti climatici, promuovere i consumi responsabili e rendere più sostenibili le città.

Le attività economiche delle aziende possono avere effetti positivi e negativi su ognuno dei 17 SDG e dei loro 169 traguardi. Gli investitori, Robeco inclusa, hanno sviluppato strategie che puntano su società in grado di fornire un contributo netto, a seconda delle proprie attività.

Ma come possono le singole attività economiche, dalla produzione di beni di consumo alla fornitura di servizi finanziari, fare la differenza? Il fenomeno è stato studiato in una ricerca di Jan Anton van Zanten, esperto di strategie SDG dell’SI Center of Expertise di Robeco, e Rob van Tulder, Professore di International Business and Society Management alla School of Management dell’Università Erasmus di Rotterdam.

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Diverse attività economiche

“Nella società, le aziende svolgono attività economiche di vario genere”, afferma Van Zanten, autore di una tesi di dottorato sul contributo del settore privato allo sviluppo sostenibile in generale e agli SDG in particolare. “Queste attività forniscono mezzi di sussistenza e producono beni e servizi che migliorano la qualità della vita ma, al tempo stesso, possono anche avere conseguenze negative.”

“Attività economiche diverse influenzano SDG diversi. Ma le prove sull’interazione tra singole attività economiche e SDG sono insufficienti, il che complica l’adozione, da parte di aziende, governi e investitori, di strategie SDG intelligenti e orientate verso un impatto netto positivo. Speriamo che la nostra ricerca contribuisca a colmare questa lacuna.”

Van Zanten e Van Tulder hanno analizzato con sistematicità 876 articoli, pubblicati tra il 2005 e il 2019 e relativi a 420 attività economiche, nel tentativo di comprendere meglio il nesso, ovvero il legame, tra gli SDG e i loro traguardi. La ricerca, intitolata “Verso una governance interconnessa: come definire l’interazione tra attività economiche e Obiettivi di sviluppo sostenibile” riassume le interazioni positive e negative individuate.

Ampie opportunità

“A livello generale, i risultati rivelano che le attività economiche offrono ampie opportunità per soddisfare gli SDG”, continua Van Zanten. “Molte sono fonti di produttività economica e favoriscono direttamente l’SDG 8 (lavoro dignitoso e crescita economica) o l’SDG 9 (industria, innovazione e infrastrutture).”

“Molte altre attività economiche, invece, creano e/o distribuiscono beni e servizi che aiutano le persone a soddisfare i propri bisogni primari, facilitando il raggiungimento degli Obiettivi 2 (fame zero) e 11 (città e comunità sostenibili).” “Ma gli effetti negativi sono diffusi e mettono in pericolo soprattutto gli ecosistemi, a cui fanno riferimento gli SDG 14 (vita sott’acqua) e 15 (vita sulla terra). Altri aumentano il riscaldamento globale, ostacolando l’Obiettivo 13 (lotta ai cambiamenti climatici) o danneggiando la salute di cui all’Obiettivo 3 (salute e benessere per tutti).”

Le opportunità variano a seconda delle attività economiche. “Le attività agricole, per esempio, nutrono il mondo, fornendo chiaramente un potenziale contributo al raggiungimento dell’SDG 2 (fame zero),” afferma. “Ma sono anche responsabili del 70% dei prelievi idrici mondiali, il che mette in discussione l’Obiettivo 6 (acqua e servizi sanitari), mentre l’uso di fertilizzanti e pesticidi minaccia gli Obiettivi 14 e 15 (vita sott’acqua e vita sulla terra).”

“Facendo un altro esempio, la produzione di energia promuove l’SDG 9 (industria, innovazione e infrastrutture), ma l’energia elettrica generata da fonti non rinnovabili mette a rischio l’SDG 13 (lotta ai cambiamenti climatici), mentre l’inquinamento atmosferico potrebbe nuocere all’SDG 3 (salute e benessere). Le stime suggeriscono che in Cina si sarebbero potuti evitare ben 15 milioni di anni di vita, persi a causa dell’inquinamento generato dalla produzione di energia elettrica.”

Ricorrere all’approccio interconesso

Van Zanten afferma che i risultati possono aiutare a migliorare le strategie di investimento e contribuire al raggiungimento degli obiettivi. “Sempre più scienziati e politici riconoscono che, grazie al cosiddetto ‘approccio interconesso’ gli SDG possono progredire più rapidamente”, dichiara.

“Riconoscendo che il progresso di un obiettivo può promuovere, ma anche penalizzare, il progresso di un altro, l’approccio interconesso punta a gestire l'interazione tra SDG, affinché più obiettivi avanzino contemporaneamente e si riduca il rischio di contribuire a un SDG indebolendone un altro.”

“Per esempio, eliminare la fame (SDG 2) migliora la salute e il benessere (SDG 3) e può aiutare la gente a uscire dalla povertà (SDG 1). Puntare a più obiettivi contemporaneamente, invece di trattarli come realtà singole, crea opportunità per incrementarne l’impatto.”

“Definendo l’impatto positivo e negativo delle diverse attività economiche, la nostra ricerca aiuta a stabilire quali attività favoriscano il raggiungimento di più SDG e quali possano bilanciare gli eventuali effetti negativi di altre. Siamo quindi potenzialmente in grado di creare co-benefici tra SDG e di ridurre il rischio di trade-off, incrementando l’impatto netto.”

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