italyit
I rischi commerciali stanno complicando il quadro obbligazionario

I rischi commerciali stanno complicando il quadro obbligazionario

20-07-2018 | Previsioni trimestrali

Le minacce di una guerra commerciale e la situazione politica in Italia sono i motivi principali che ci portano a mantenere un atteggiamento prudente sulle obbligazioni. Fred Belak, Head del team Global Fixed Income Macro di Robeco, prevede che i mercati obbligazionari si consolideranno in vista delle elezioni di medio termine previste a novembre negli Stati Uniti. Per il momento ha scelto di sottoponderare i titoli di credito e di mantenere un atteggiamento prudente fino a un prossimo allargamento degli spread.

  • Fred Belak
    Fred
    Belak
    Head of Global Macro

In breve

  • Riduzione della liquidità in dollari USA
  • Le valutazioni del debito emergente cominciano a essere interessanti
  • La disponibilità limitata di bund tedeschi potrebbe risultare un dato tecnico significativo
Scopri gli ultimi approfondimenti
Scopri gli ultimi approfondimenti
Abbonati

“Il programma di tagli fiscali dell’amministrazione USA e le iniziative verso una deregolamentazione stanno fornendo nuovi stimoli all’economia USA”, spiega Fred Belak. “Con una crescita in accelerazione verso il 4% nel secondo trimestre, un’economia prossima alla piena occupazione e tassi di risparmi privati scesi a livelli minimi, il ciclo economico può prolungarsi per effetto di una ripresa degli investimenti delle imprese”.

“Nel quadro del programma di riforma fiscale”, spiega Belak “le imprese riceverebbero un trattamento di favore anche per le risorse liquide offshore, gran parte delle quali sono in dollari. Ciò ha contribuito a ridurre la liquidità in dollari USA su scala globale, in seguito al rimpatrio di capitali negli Stati Uniti. Considerando che attualmente la Fed si trova ancora nel mezzo del suo ciclo economico restrittivo, ci troviamo in una situazione insolita, in cui la valuta di riserva globale è eccessivamente costosa da prendere in prestito e meno disponibile rispetto agli anni passati. Ci aspettiamo che questa situazione perduri almeno fino a quando l’economia degli Stati Uniti non rallenti, cosa che non ci aspettiamo nel breve termine, a meno di gravi shock commerciali”.

“Stiamo assistendo a un apprezzamento del dollaro USA su ampia scala”, spiega Belak, “e su base continua i mercati degli asset selettivi si stanno riducendo di nuovo. In presenza di un ciclo economico normale, in cui la valuta di riserva globale risk-free tende ad offrire rendimenti più interessanti, ci aspetteremo che gli attivi rischiosi fossero rivalutati coerentemente a fronte del riposizionamento dei portafogli da parte degli investitori a favore di obbligazioni rifugio. Questo, tuttavia, non è un ciclo economico come gli altri, in quanto per diversi anni le banche centrali hanno prosciugato la disponibilità dei titoli di debito sovrano, al punto da spingere i rendimenti a livelli così bassi che gli investitori sono stati costretti ad avventurarsi al di fuori delle curve del rischio per ottenere rendimenti”.

“Così i portafogli degli investitori obbligazionari in tutto il mondo oggi sono più rischiosi di quanto molti vorrebbero; eppure gli investitori continuano a essere riluttanti all’idea di ribilanciare i propri portafogli a favore di titoli risk-free dati i premi ancora bassi e i bassi livelli dei rendimenti assoluti per gran parte delle obbligazioni al di fuori degli Stati uniti.”

Il debito emergente in USD si è allargato al punto che inizia a sembrare interessante

“Negli Stati Uniti, dove la Federal Reserve ha messo fine al programma di quantitative easing nel 2014 avviando una fase di politica restrittiva, il processo di ribilanciamento dei portafogli di investimento a favore di obbligazioni risk-free è ancora in pieno corso” precisa Belak. “In alcuni mercati gli spread, ad esempio nel debito emergente in dollari USD, si sono allargati al punto da cominciare a risultare interessanti. Benché i timori di una possibile guerra commerciale stiano in parte influenzando i mercati del credito investment grade in USD, le robuste previsioni di crescita interna hanno incoraggiato gli investitori statunitensi a continuare a sovraponderare le obbligazioni high yield USA.”

“Parallelamente, il rafforzamento del biglietto verde ha costretto, da parte sua, i mercati emergenti più vulnerabili a rialzare i tassi, a causa del deciso indebolimento delle rispettive valute. Riteniamo che anche il mercato obbligazionario emergente in valuta locale stia lentamente acquistando interesse. Ciò che attendiamo per essere ancora più ottimisti sui mercati emergenti è la fine del ciclo di rialzi dei tassi USA o, più probabile, una nuova accelerazione della crescita economica al di fuori degli Stati Uniti.”

“Se volgiamo lo sguardo oltre gli Stati Uniti”, continua Belak “osserviamo come la politica del governo cinese avviata a metà del 2017 che mira ad aumentare il controllo sul sistema finanziario e a sgonfiare la crescita del credito, ha cominciato a raffreddare l’economia come previsto. Come era prevedibile, questo ha avuto un impatto sulla crescita delle economie sia in Asia che in Europa alla luce dei rispettivi legami commerciali.”

Le guerra commerciali potrebbero peggiorare

Rispetto ad altri analisti Belak sembra più preoccupato dei rischi di una prolungata guerra commerciale. “La popolarità di Donald Trump tra i repubblicani è arrivata al 90%. La sua politica protezionistica gioca chiaramente bene con gran parte dell’ideologia repubblicana. Questo chiaramente suggerisce a Trump di insistere su questo tema in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Questo è il motivo che ci ha spinto ad assumere una posizione più neutrale sui Treasury. In caso di una brusca ondata di vendite di titoli azionari, assumeremmo una posizione sottopesata nel caso in cui i rendimenti scendessero sensibilmente sotto il 2,7%, in quanto riteniamo che la spinta alla crescita sia ancora forte negli Stati Uniti.”

L’esito delle elezioni politiche in Italia e le posizioni della nuova coalizione di governo hanno riportato a galla i timori mai sopiti che quella dell’eurozona continui a essere un’unione monetaria non praticabile. “Alla luce del sensibile rialzo del premio del rischio nei titoli di debito italiani a maggio, e alcuni segni di contagio ad altri paesi dell’Europa periferica, la BCE è tornata ancora una volta a un atteggiamento più accomodante, allontanando le previsioni di nuovi rialzi dei tassi al 2019. Non prevediamo che Mario Draghi intenda rialzare i tassi prima della scadenza del suo mandato”, aggiunge Belak.

Il volume ridotto dei titoli di stato tedeschi potrebbe far scendere i rendimenti

“Il flottante delle obbligazioni tedesche private si è ridotto a quasi il 10%. Questa scarsità di titoli ha generato un scarso premio per gli asset AAA in Europa, a fronte del rendimento reale negativo dei bund pari a -1,25%. Benché la BCE abbia annunciato la conclusione del programma di quantitative easing per la fine dell’anno, riteniamo che l’impatto delle scorte del quantitative easing continuerà a mantenere i rendimenti dei bund al di sotto degli 80 pb. Se la nuova coalizione di governo in Italia dovesse minacciare l’integrità dell’eurozona, riteniamo che le scorte limitate di bund privati potrebbero portare a rendimenti sensibilmente inferiori o in territorio negativo”.

Alla luce del regime di estrema repressione finanziaria in corso in Europa, della minore liquidità presente sui mercati e dei maggiori rischi politici in Italia, il recente allargamento degli spread sta diffondendo un clima di generale preoccupazione tra gli obbligazionisti che investono sui mercati del credito. “A nostro avviso, gli spread non hanno ancora raggiunto livelli interessanti”, conclude Belak.

Quadro di investimento top-down per l’universo obbligazionario

Il grafico sintetizza la view del team Global Fixed Income Macro sull’attrattività dei mercati dei titoli di Stato e di specifici titoli a reddito fisso, in termini di valutazione, fattori tecnici e fondamentali.

Inserisci i tuoi dati e scarica il paper

La relazione non è consultabile da utenti di paesi in cui l'offerta di servizi finanziari esteri non è consentita, quali i cittadini e i residenti statunitensi.

Disclaimer:

La relazione non è consultabile da utenti di paesi in cui l'offerta di servizi finanziari esteri non è consentita, quali i soggetti statunitensi.

I dati forniti non verranno comunicati a terzi. Le informazioni sono destinate esclusivamente agli investitori professionisti. Tutte le richieste pervenute saranno verificate.

Gli argomenti collegati a questo articolo sono:

Disclaimer

Confermo di essere un cliente professionale

Le informazioni e le opinioni contenute in questa sezione del Sito cui sta accedendo sono destinate esclusivamente a Clienti Professionali come definiti dal Regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007 (articolo 26 e Allegato 3) e dalla Direttiva CE n. 2004/39 (Allegato II), e sono concepite ad uso esclusivo di tali categorie di soggetti. Ne è vietata la divulgazione, anche solo parziale.

Al fine di accedere a tale sezione riservata, si prega di confermare di essere un  Cliente Professionale, declinando Robeco qualsivoglia responsabilità in caso di accesso effettuato da una persona che non sia un cliente professionale.

In ogni caso, le informazioni e le opinioni ivi contenute non costituiscono un'offerta o una sollecitazione all'investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un'offerta, finalizzate all'investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.

Prima di  ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare il Prospetto, i KIIDs delle classi autorizzate per la commercializzazione in Italia, la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili sul presente Sito o presso i collocatori.
L’investimento in prodotti finanziari è soggetto a fluttuazioni, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi, ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito.

Rifiuto