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La logica del Trends Investing

La logica del Trends Investing

23-05-2018 | Visione

Tutti amano una storia avvincente. Il trends investing deve gran parte della propria attrattiva alla narrazione. In questo documento esponiamo la nostra filosofia in materia di trends investing, con l’obiettivo di gettare le basi su un quadro analitico e concettuale che vada oltre la semplice narrazione.

  • Steef  Bergakker
    Steef
    Bergakker
    Senior Portfolio Manager
  • Jeroen van Oerle
    Jeroen
    van Oerle
    Portfolio Manager

In breve

  • Il trends investing sfrutta i bias comportamentali
  • I principali bias sono rappresentati dall’iper-reazione e dall’ipo-reazione alle nuove tecnologie
  • La maturità del cambiamento tecnologico determina l’approccio alla costruzione del portafoglio
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Nel mondo finanziario di oggi, il valore aggiunto dei gestori di portafoglio si misura con la sovraperformance, o alfa, che riescono a offrire. In uno studio ormai classico, Fuller [2000] suggerisce che esistono tre fonti di alpha:

  • Acquisire informazioni (private) migliori per ottenere un vantaggio analitico
  • Adottare approcci (modelli quantitativi) più efficaci per elaborare le informazioni e procurarsi un vantaggio informativo
  • Sfruttare le distorsioni sistematiche (“bias”) dei comportamenti per ottenere un vantaggio comportamentale

Il trends investing mira a sfruttare un vantaggio analitico utile a cogliere le dinamiche di cambiamento secolare e a beneficiare di bias comportamentali sistematici evidenziati dalle persone.

Bias comportamentali

I principali bias nel trends investing sono rappresentati dall’iper-reazione e dall’ipo-reazione. Gli individui si mostrano propensi a un’iper-reazione di fronte a nuove tecnologie entusiasmanti che promettono di rivoluzionare interi settori. Quando queste nuove tecnologie non si dimostrano all’altezza di aspettative irrealisticamente elevate, subentra la delusione e le attese vengono drasticamente ridimensionate. Tuttavia, una volta che queste tecnologie hanno superato i problemi di avviamento e che la loro adozione inizia ad accelerare, gli individui tardano ad assorbire queste nuove informazioni. Questo modello empirico caratterizzato da un’iper-reazione negli stadi iniziali delle nuove tecnologie, seguita da un’ipo-reazione alla loro accettazione in una fase successiva, costituisce la base dell’hype cycle di Gartner, un elemento importante del nostro processo d’investimento.

Al contempo, gli individui tendono a sottostimare nettamente la crescita esponenziale. Questo viene chiaramente documentato, ad esempio, in uno studio sperimentale ampiamente citato di Wagenaar e Sagaria [1975].

Le persone sottovalutano sistematicamente la crescita esponenziale

Fonte: Wagenaar & Sagaria; Robeco Trends Investing

Questi bias comportamentali sono fonti di alpha, poiché potrebbero produrre opportunità di crescita a lungo termine incomprese.

Vi sono tre motori principali di cambiamento secolare: le politiche pubbliche, le dinamiche socio-demografiche e la tecnologia. Il cambiamento dettato dalla tecnologia è il più interessante per il trends investing. A causa della velocità e della specializzazione estrema, è difficile prevedere il modo esatto in cui la nuova tecnologia è destinata a proliferare. Esempi di cambiamento dettato dalla tecnologia sono l’automazione, la digitalizzazione e l’iper-connettività.

La maturità del cambiamento determina l’approccio alla costruzione del portafoglio

L’hype cycle di Gartner è uno strumento interessante e molto utile per analizzare la traiettoria della diffusione tecnologica e, in aggiunta, fornisce indicazioni sulla migliore strategia dal punto di vista della costruzione del portafoglio. Nei primi due stadi dell’hype cycle (innesco della tecnologia e picco delle aspettative esagerate) spesso non è chiaro chi saranno i vincitori destinati a beneficiare maggiormente della nuova tecnologia. Non appena gli investitori iniziano ad entusiasmarsi per un particolare trend i media cominciano a darvi risalto, il momentum dei titoli esposti al trend aumenta e inizia una fase in cui l’alta marea solleva tutte le barche, nel senso che ogni società associabile al trend registra un aumento di valore. Le aspettative sul futuro sono molto ottimistiche e l’iper-reazione in termini di previsioni di crescita e stime sugli utili può sfociare in una bolla delle valutazioni.

Costruzione del portafoglio e hype cycle

Fonte: Gartner; Robeco Trends Investing

In questo primo stadio adottiamo un duplice approccio agli investimenti. In primo luogo, dato che non è ancora possibile individuare in maniera chiara i vincitori, crediamo sia meglio costruire un ampio paniere di società con una buona esposizione (preferibilmente pura) alla tecnologia sottostante, anziché focalizzare gli investimenti su pochi titoli.  Un’altra importante considerazione relativa alla costruzione del portafoglio nel primo stadio è quella di privilegiare le società che facilitano la nuova tecnologia. Abbiamo battezzato questo approccio “picks and shovels”. Invece di puntare a investire in quello che si presume sia un abilissimo minatore durante la corsa all’oro, il nostro approccio consiste nell’investire nella bottega che fornisce pale e picconi, ovvero, nel contesto odierno, nei fornitori di sensori e software di cui hanno bisogno tutti i produttori di automobili a guida autonoma.

Una volta superato il picco delle aspettative, inizia uno stadio difficile in una prospettiva d’investimento. Durante la “valle della disillusione” e parte della “curva della consapevolezza”, prevale un clima di sfiducia e la tecnologia entra in una fase turbolenta, in cui molte imprese cessano di esistere e l’attività di fusione e acquisizione (M&A) raggiunge un apice. Da questo consolidamento emergono i vincitori, ma investire in questo periodo è difficile ed è il motivo per cui l’abbiamo chiamato “baratro degli investimenti”.

Il secondo stadio delle opportunità d’investimento inizia a metà della “curva della consapevolezza” e continua con il “plateau della produttività”. Qui troviamo le società sopravvissute alla fase di consolidamento e in grado di continuare a sviluppare la tecnologia. Le opportunità d’investimento sono particolarmente numerose nello stadio della “curva di consapevolezza”, in cui prevale ancora un clima di sfiducia poiché molti investitori sono reduci dal crollo precedente. L’approccio alla costruzione del portafoglio in questa fase consiste nell’identificare le società vincenti nel lungo periodo e nel concentrare le posizioni su questi titoli, anziché sull’ampio paniere del primo stadio.

Diversificazione ed enfasi sul lungo periodo

L’approccio di Robeco al trends investing coniuga molteplici trend scarsamente correlati fra loro in un unico portafoglio. Questo approccio offre importanti vantaggi in termini di diversificazione, che rendono il portafoglio meno vulnerabile ai trend che in determinati periodi perdono il favore degli investitori. Inoltre, crediamo in orizzonti d’investimento lunghi, generalmente compresi tra tre e cinque anni. Dal momento che è estremamente difficile prevedere il momento in cui un trend inizierà dare risultati, ci posizioniamo in un’ottica di lungo periodo.

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