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Raccogliere monetine davanti a un rullo compressore

Raccogliere monetine davanti a un rullo compressore

12-06-2017 | Previsioni mensili

Secondo Lukas Daalder di Robeco, oggi investire è come “raccogliere monetine davanti a un rullo compressore”

  • Lukas Daalder
    Lukas
    Daalder
    Chief Investment Officer

In breve

  • La solidità degli utili spiega solo in parte il vigore dei mercati azionari
  • Tensioni politiche e outlook incerto sono stati ignorati
  • Una sovraesposizione azionaria sarebbe una mossa basata sul momentum
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“Nei primi cinque mesi dell’anno le principali asset class hanno fatto registrare discrete performance, il che significa che finora i rendimenti generali sono stati senz’altro positivi”, osserva Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions. “Nonostante le tensioni politiche, l’elevata valutazione dell'azionario USA, l’incertezza delle previsioni economiche e persino la stagione avversa (“Vendere a maggio”), le azioni restano in crescita.

“Nel contesto attuale, è come raccogliere monetine davanti a un rullo compressore: ci sono sì buone probabilità di guadagni modesti e costanti, ma esiste anche la possibilità non trascurabile di ingenti perdite future. La questione da porsi è: vogliamo partecipare a questo genere di raccolta?”

Quest’anno la maggior parte delle asset class ha dato buoni risultati.
Fonte: Robeco, Bloomberg

Le monetine sono ancora redditizie

L’espressione “raccogliere monetine davanti a un rullo compressore” è stata coniata da Nassim Taleb, autore di acclamati saggi su casualità e rischio, che descrivono una strategia di investimento caratterizzata da buone probabilità di bassi rendimenti (le monetine) e da un piccola probabilità di perdite molto consistenti (il rullo compressore). In sostanza, secondo Taleb lo scenario di un disastro finale prevarrebbe sulle monetine raccolte.

Nessuno lo mette in dubbio nel caso del rullo compressore (morte certa), ma sui mercati finanziari molto dipende dal tempo in cui si è riusciti a raccogliere monetine con successo e senza farsi male, oppure dalla velocità con cui si è in grado di uscire dal mercato,” continua Daalder. “Di sicuro chi entra sul mercato azionario al momento sbagliato (vicino ai massimi) ha l’impressione di andare a sbattere contro un rullo compressore non appena inizia la fase di correzione, con perdite probabilmente superiori ai guadagni.”

Sinora la raccolta di monetine è stata vincente

“Detto questo, per quanto riguarda i mercati azionari in generale va aggiunto che i rendimenti nominali annuali di più lungo termine si sono attestati intorno all’8% dimostrando che, sinora, la raccolta di monetine è stata vincente. A quanto pare la metafora ingigantisce gli svantaggi.”

“In effetti, per quanto raccogliere spiccioli possa sembrare assurdo, va specificato che la strategia si è rivelata estremamente redditizia su quasi tutti i mercati negli anni successivi alla crisi. Gli investimenti in high yield e obbligazionario corporate hanno garantito agli investitori rendimenti supplementari costanti (spread) a fronte del rischio che si verificasse un grande evento nel credito (per esempio di insolvenza). Se si esclude il settore petrolifero statunitense, non vi è stato alcun evento di rilievo che abbia impattato il credito e gli spread si sono dimostrati stabili o addirittura in calo.”

Dov'è il rullo compressore?

“I mercati azionari, d’altro canto, sono saliti ulteriormente e, nonostante una leggera e saltuaria volatilità, il rullo compressore non è ancora entrato in azione. Molti hanno affermato che acquistare volatilità (per esempio acquistando l'indice VIX) ha portato a guadagni costanti, mentre venderla (garantendosi protezione vendendo VIX) ha generato continue perdite.

Daalder cita una serie di ragioni per questa anomalia, dovuta principalmente al fatto che le banche centrali si sono trasformate da custodi dell’economia a guardiani generali dei mercati finanziari. Nel frattempo, la crescita economica degli ultimi cinque anni potrebbe aver deluso, ma è il risultato di un’inferiore volatilità dei dati sottostanti.

Inoltre, la lunga serie di turbolenze politiche non ha mosso di molto i mercati. “La lezione sembra essere che ignorare semplicemente tutte le incertezze si è rivelata la soluzione migliore,” prosegue Daalder. “Ma non è detto che vada così anche in futuro: è sempre possibile che uno di questi timori provochi un’escalation.”

Monetine, centesimi o dollari?

“Un altro modo di affrontare la questione è quello di porsi due domande strettamente collegate: quanto è grande il rullo compressore e che cosa stiamo raccogliendo, monetine, centesimi o dollari?” precisa Daalder. “Con i mercati azionari USA in crescita del 225% dai minimi del 2009 (se si includono i dividendi, il rendimento annuo per lo stesso periodo passa al 18%) e i prezzi delle azioni USA ormai considerati elevati in base a una serie di criteri di valutazione, è evidente che le monetine più semplici da raccogliere siano già state raccolte.”

“È proprio per questo che preferiamo sovraesporci al mercato europeo, dove riteniamo esserci un maggiore potenziale di crescita, vista la ripresa più contenuta del mercato dal 2009 (+80%, con rendimenti totali annualizzati pari al 12%). L'ulteriore crescita dei mercati azionari statunitensi è pertanto fortemente legata all’aumento degli utili. Tutto considerato, il risultato più probabile sarebbe una “sana” correzione del 10% per le azioni, non esattamente l’arrivo di un rullo compressore...”

“Finora abbiamo quindi evitato di raccogliere monetine sul mercato azionario, preferendo aggiungere rischio attraverso asset class come il debito dei mercati emergenti e l’high yield. Se dovessimo assumere una posizione sovrappesata in titoli azionari, sarebbe determinata esclusivamente dal momentum, e con rigidi parametri di stop-loss.”

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