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Glossario dell’investimento sostenibile

Investire in energia rinnovabile

L’energia rinnovabile nasce da fonti che si rigenerano naturalmente e che, quindi, possono continuare a produrre elettricità in condizioni naturali. Molto diverse sono le risorse limitate nel tempo e destinate ad esaurirsi come i combustibili fossili che, una volta estratti, non sono più in grado di rigenerarsi.

Fonti di energia rinnovabile

Chi vuole investire in energia rinnovabile può acquistare le azioni o le obbligazioni di aziende elettriche o di pubblici servizi che forniscono energia, oppure quelle di società che producono i componenti per le attrezzature necessarie a generarla. Per riuscirci, servono strategie come quelle dei fondi RobecoSAM Smart Energy e Smart Mobility, che si concentrano espressamente su questo settore.

Esistono cinque fonti principali di energia rinnovabile:

  1. La più antica fonte di energia rinnovabile è quella idroelettrica, sfruttata già prima dei tempi dei Romani, quando il mulino ad acqua serviva a macinare il grano. Ancora oggi resta la fonte rinnovabile più diffusa, usata dall’industria a partire dal XIX secolo. Di solito l’energia idroelettrica viene prodotta grazie a dighe costruite sui fiumi. La centrale idroelettrica più grande del mondo si trova in Cina, nel complesso della diga delle Tre Gole, ed è in grado di generare 22,5 gigawatt di elettricità (pari a 40 centrali a carbone di dimensioni medie). Tuttavia, le centrali idroelettriche suscitano timori legati a eventuali danni ambientali e violazioni dei diritti umani e vengono criticate per aver deviato il naturale corso dei fiumi.
  2. L’energia eolica è prodotta da turbine collocate nelle cosiddette “fattorie eoliche”, che raggruppano centinaia di impianti, spesso offshore. Oggi alcune turbine sono alte come grattacieli e le più grandi fattorie eoliche sono in grado di generare elettricità sufficiente per alimentare intere città. Il più grande parco eolico si trova a Gansu, in Cina, è costituito da 7.000 turbine e può produrre fino a 20 gigawatt di elettricità.
  3. L’energia solare viene catturata da pannelli fotovoltaici, capaci di convertire in calore i raggi solari. Sfruttano la rifrazione della luce, quindi non c’è bisogno che il sole splenda intensamente per farli funzionare. Il più grande impianto solare al mondo si trova a Jodhpur in India, si estende su 40 chilometri quadrati e può generare 2,2 gigawatt di elettricità.
  4. L’energia da biomasse nasce dalla combustione di materiale organico di scarto, soprattutto legno, piante, residui forestali e compost. Apposite centrali provvedono alla combustione o alla conversione delle biomasse in biocarburanti come l’etanolo, capaci di alimentare normali motori a combustione interna. Alcune piante come la colza vengono coltivate appositamente per produrre biocarburanti. Se confrontate ad altre fonti rinnovabili, le biomasse sono considerate meno rispettose dell’ambiente, poiché la loro combustione libera gas serra. Molte centrali a carbone come il gigantesco impianto da 4 gigawatt di Drax (Gran Bretagna) vengono convertite in biomassa, con l’obiettivo di ridurne le emissioni.
  5. L’energia geotermica si ricava dal calore naturale della Terra, soprattutto quello generato dalle attività vulcaniche. Equivale al 30% di tutta l’energia elettrica dell’Islanda, che la estrae da fonti termiche riscaldate da colate laviche che giacciono a chilometri di profondità. Tuttavia, questa forma di energia rinnovabile è disponibile solo in zone dotate di fonti vulcaniche e genera solo circa 14 gigawatt di elettricità annua a livello mondiale.
Creating returns that benefit the world we live in
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Sustainable investing
Produzione di energia per fonte: il carbone si conferma leader mondiale, energia idroelettrica al terzo posto. Fonte: IEA

Nuove fonti di energia

Una fonte di energia rinnovabile il cui potenziale deve ancora esprimersi è l’energia mareomotrice. È una forma di energia idroelettrica resa possibile da appositi sbarramenti distribuiti lungo l’estuario dei fiumi che sfruttano le maree in entrata e in uscita. Dal punto di vista geografico, però, lo sfruttamento delle maree richiede sforzi decisamente maggiori e produce meno energia del costante passaggio dell’acqua da una diga o lungo una cascata.

Cresce anche l’interesse per l’idrogeno verde, ottenibile scindendo la molecola dell'acqua in idrogeno e ossigeno attraverso l'elettrolisi, alimentata da elettricità a sua volta prodotta da fonti rinnovabili. L’idrogeno prodotto viene utilizzato in apposite celle che potrebbero sostituire i motori a combustione interna dell’industria dei trasporti. Tuttavia, al momento la complessità degli impianti di elettrolisi necessari per scindere l’idrogeno rende questa fonte rinnovabile più costosa rispetto alle altre.

Rispettare l’Accordo di Parigi

Il fatto che praticamente tutte le fonti di energia rinnovabile sfruttino le turbine invece che la combustione significa che non vi è emissione diretta di gas serra. Di conseguenza, sono fondamentali per raggiungere i livelli di decarbonizzazione sanciti dall’Accordo di Parigi.

E la popolarità dell’energia rinnovabile è in continuo aumento. Quello che un tempo era un settore di nicchia, nel 2020 ha prodotto il 28% dell’energia mondiale, stando alla Global Energy Review dell’International Energy Agency (IEA).1 Di cui il 17% proviene da fonti idroelettriche, il 4% dall’eolico, il 3% dal solare, il 2% dai biocarburanti e il 2% da altre fonti, tra cui quelle geotermiche.

Il settore però non è esente da rischi ESG, viste le pessime condizioni di lavoro nelle miniere dove si estraggono i minerali per le apparecchiature che servono a generare energia rinnovabile e il disboscamento dei terreni per far posto a grandi parchi solari.

1Global Energy Review 2020

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