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Elementi essenziali degli SDG

Modulo di formazione per investitori professionali

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La formazione è una componente importante per la carriera degli investitori professionali, soprattutto in periodi di rapido cambiamento. Il mondo degli investimenti sta mutando velocemente, come si è visto con la rapida adozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Di conseguenza, alcuni professionisti degli investimenti si sono trovati impreparati a spiegare questo concetto a clienti esistenti e potenziali. Questo modulo vuole colmarne la lacuna. 

I partecipanti a questo corso sono invitati ad assimilare le informazioni e a sostenere il test alla fine del percorso. Per migliorare l’esperienza di apprendimento, il materiale di studio viene presentato con un linguaggio chiaro, mostrando grafici, video e case study. Per leggere ognuno dei sei capitoli occorrono circa 15 minuti. 

Un punteggio di almeno 10 risposte corrette su 12 (80%) nel test permette di accumulare due ore di formazione in vista di certificazioni di sviluppo professionale continuo (CPD). l corso è stato accreditato da Efpa Italia per 2 ore ai fini del mantenimento delle Certificazioni EIP, EFA ed EFP.

Inoltre il CFA Institute permette ai suoi membri di autodeterminare e autodichiarare i crediti di apprendimento professionale ottenuti da fonti esterne. I membri del CFA Institute sono pertanto incoraggiati ad autodocumentare tali crediti nel loro sistema di tracking online di formazione professionale.

In bocca al lupo! 

1. Cosa sono gli SDG?

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) delle Nazioni Unite stanno portando l’investimento sostenibile a un nuovo livello, concentrandosi su obiettivi chiaramente definiti per trasformare il mondo in cui viviamo, offrendo al contempo rendimenti agli investitori.

Questo capitolo spiega:

  • L’origine dei 17 SDG quali successori degli Obiettivi di sviluppo del Millennio
  • I metodi per monitorare i loro progressi, e i loro limiti 
  • I finanziamenti necessari per conseguirli e la loro attrattiva pubblica

L’origine degli SDG

L’origine degli SDG

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) sono 17  e vengono pubblicati dalle Nazioni Unite nel 2015, il cui scopo è  migliorare il contesto sociale, la sostenibilità ambientale e la qualità della vita. Riguardano una vasta gamma di temi di sostenibilità  tra cui, eliminare la fame, combattere il cambiamento climatico, promuovere il consumo responsabile e rendere più sostenibili le città. 

Tutti i paesi – non importa quanto ricchi o poveri – si sono impegnati a perseguire i 17 SDG entro il 2030, dandosi così 15 anni per compiere i necessari progressi. Gli SDG fanno parte del programma “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile” e sono definiti dall’ONU “un modello per realizzare un futuro migliore e più sostenibile per tutti.”

Obiettivi di sviluppo del millennio

Gli SDG succedono agli Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goal, MDG), otto obiettivi lanciati nel 2000, che prevedevano l’impegno a eliminare la povertà estrema e la fame, a conseguire l’istruzione primaria universale e a combattere l’HIV/AIDS. Sviluppati a partire dal 2012 tramite un processo di consultazione globale, in cui più di un milione di persone hanno dato il loro contributo, gli SDG hanno una portata molto più ampia e si applicano a tutti i paesi, non solo a quelli considerati “in via di sviluppo”.

Figura 1. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Scopri di più in merito a ciascun obiettivo, cliccando sull’immagine interattiva delle Nazioni Unite di seguito

Il contenuto degli obiettivi

Indicatori

I 17 SDG si articolano in 169 traguardi sottostanti e 232 indicatori approvati, che sono utilizzati per monitorare i progressi compiuti verso la loro realizzazione. Ad esempio, i traguardi dell’SDG 3 (salute e benessere) mirano a porre fine alla mortalità prematura, ad arrestare la diffusione di malattie trasmissibili come la malaria e l’HIV/AIDS e a promuovere il raggiungimento di una copertura sanitaria universale a prezzi accessibili. Gli indicatori misurano fattori quali il tasso di mortalità infantile di un paese, il numero di nuove infezioni da malaria o HIV e il numero di persone coperte dall’assicurazione sanitaria.

In termini di investimenti tangibili, le imprese del settore sanitario possono contribuire all’SDG 3 sviluppando farmaci che combattono determinate malattie o migliorando la disponibilità di medicine a prezzi accessibili. Per contro, alcune aziende possono contribuire negativamente agli SDG, ad esempio producendo articoli nocivi come il tabacco o le armi da fuoco.

Monitoraggio dei progressi

Gli SDG sono stati adottati da tutti e 193 i paesi membri delle Nazioni Unite, che sono tenuti a monitorare i progressi verso il raggiungimento di questi obiettivi. La Divisione statistica delle Nazioni Unite (UNSTATS) è la principale responsabile della raccolta dei dati nazionali sugli SDG. A questi si può accedere tramite “SDG Indicators”, il database dell’ONU sugli SDG.1  

Altre iniziative aiutano a monitorare i progressi. La pubblicazione online SDG Tracker è stata lanciata nel giugno 2018 con il sostegno di Our World in Data, un progetto congiunto della University of Oxford e dell’organizzazione non governativa Global Change Data Lab.2 L’SDG Tracker raccoglie dati su tutti gli indicatori rilevanti per gli SDG. 

Un altro progetto è il Global SDG Index con il relativo Dashboards Report. Il Global SDG Index non si limita a monitorare i progressi compiuti sui 17 obiettivi, ma classifica anche i paesi in base ai risultati raggiunti, agevolando in tal modo il confronto. Questa pubblicazione annuale è co-prodotta dalla Bertelsmann Stiftung, una fondazione gestita dal gruppo di media tedesco Bertelsmann, e dal Sustainable Development Solutions Network dell’ONU.3  

Figura 2. Il Global SDG Index e il Dashboards Report

Scopri i progressi compiuti dalla tua regione su uno dei 17 obiettivi cliccando sul grafico interattivo in basso.

Problemi degli indicatori

A causa della portata e la diversità degli indicatori, spesso è difficile monitorare i progressi compiuti. Gli statistici faticano a ottenere dati, poiché molti indicatori non vengono compilati regolarmente. Altri hanno difficoltà a creare metodologie per indicatori che non sono convenzionali. Persino i paesi più ricchi hanno evidenziato notevoli lacune nella loro capacità di monitorare i progressi.4

Anche le imprese incontrano difficoltà nel misurare i propri contributi agli SDG. Il processo d’investimento di molti asset manager, tra cui Robeco, offre una soluzione in tal senso, poiché dispone di strategie per raggiungere questi obiettivi. Questo aspetto è discusso più approfonditamente nel Capitolo 3. Tuttavia, per realizzare gli SDG bisogna fare molto di più, tra cui risolvere la questione fondamentale dei finanziamenti.

Finanziamenti necessari

Le stime riguardo ai finanziamenti necessari per raggiungere tutti i 17 obiettivi entro il 2030 variano notevolmente. Le stime delle Nazioni Unite si aggirano tra i 5.000 e i 7.000 miliardi di dollari all’anno. Ciò rappresenta il 7-10% del PIL globale e il 25-40% degli investimenti annuali globali ai livelli del 2014. Tuttavia, solo la metà circa di tale importo è attualmente investita da organizzazioni pubbliche e private. L’ONU stima che la carenza di finanziamenti sia attualmente compresa tra i 2.500 e i 3.000 miliardi di dollari all’anno.5

Nonostante i progressi compiuti, la strada da percorrere rimane impegnativa. A complicare in misura sempre maggiore la situazione ha contribuito la crisi del coronavirus del 2020, che ha comportato l’arresto di gran parte dell’attività economica. Oltre a pregiudicare il normale progresso dell’economia, la pandemia ha ridotto i fondi disponibili per gli investimenti in iniziative come gli SDG.6

Uno sguardo al futuro: “We the People”

Ciò nonostante, gli SDG hanno conquistato l’interesse di tutti, dando vita a un movimento che è iniziato sulla scia dell’ottimismo per il futuro arrivato con il nuovo millennio. Come dimostrerà questo modulo didattico, esistono molte opportunità per investire in uno o più obiettivi.

Tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere, come suggerisce questo video intitolato We the People", realizzato con il contributo di alcuni volti molto famosi. Non sono soltanto i governi, le aziende, gli investitori o i gruppi d’interesse che dovrebbero essere coinvolti: serve la partecipazione di tutti.

Sintesi

In sintesi, ora dovreste sapere come e perché i 17 SDG sono stati creati, come sono diventati il successore globale degli MDG, quali sono i metodi per misurare il loro successo (e le difficoltà che questo comporta) e a quanto ammontano i finanziamenti ancora necessari per raggiungere questi obiettivi.

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2. Perché gli SDG sono rilevanti per gli investitori?

Perché mai, allora, gli investitori dovrebbero impiegare i capitali dei loro clienti in un campo che riguarda essenzialmente progetti sociali o di sviluppo, piuttosto che ricorrere a mezzi più consolidati per generare risultati finanziari?

In questo capitolo imparerai:

  • Perché gli SDG rappresentano una grande opportunità di business per le aziende
  • Quali sono gli SDG più (e meno) favoriti per i capitali destinati allo sviluppo
  • Come gli SDG sono collegati con l’impact investing e quali rendimenti si possono generare

L’invito all’azione che sta alla base degli SDG si fonda sul presupposto che, a differenza della maggior parte delle iniziative delle Nazioni Unite, i 17 obiettivi non sono rivolti solo ai governi o alle ONG, ma a tutta la società. Gli SDG rappresentano al contempo una sfida e un’opportunità, rivolta sia alle imprese che agli investitori, il cui ruolo è considerato essenziale per realizzare questi obiettivi. Gli SDG sono un concetto unico nel suo genere, poiché è la prima volta nella storia che viene elaborato un piano globale per promuovere il benessere sociale, lo sviluppo economico e la sostenibilità ecologica. Inoltre, questo piano si applica a tutti i paesi e coinvolge tutti.

In secondo luogo, la possibilità di contribuire agli SDG rappresenta un’opportunità di business per le aziende, anche se queste avranno preferenze diverse sugli obiettivi nei quali investire. Ad esempio, secondo un sondaggio del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, i tre obiettivi più popolari in Uganda sono l’SDG 7 (energia pulita e accessibile), l’SDG 13 (agire per il clima) e l’SDG 11 (città e comunità sostenibili). 7 

Figura 3: Gli obiettivi di sviluppo sostenibile più popolari in Uganda

Infrastrutture

Tutti e tre gli obiettivi riguardano le infrastrutture e forniscono quindi un mezzo fisico per generare valore aggiunto in modo tangibile, ottenendo al tempo stesso un chiaro rendimento. L’SDG 16 (pace, giustizia e istituzioni forti) non è stato considerato molto investibile, ma alla fine qualsiasi SDG può essere oggetto di investimento facendo le scelte giuste. Gli impianti di telecomunicazione degli edifici, ad esempio, migliorano l’accesso alle informazioni, un traguardo che rientra nell’ambito dell’SDG 16. Tutto dipende da come e dove si guarda.

Energie rinnovabili

La ricerca ha dimostrato che servono ancora enormi investimenti per conseguire gli SDG, ma che ciò favorirebbe anche la creazione di nuovi mercati. Ad esempio, si potrebbero vendere energie rinnovabili o medicinali a persone che prima non vi potevano accedere. Secondo le stime, ciò potrebbe generare opportunità di mercato fino a 12.000 miliardi di dollari all’anno, con la creazione di 380 milioni di nuovi posti di lavoro, specialmente nei progetti legati alla lotta al cambiamento climatico.8, 9

Un’opportunità di business

Per le imprese e gli investitori, quindi, gli SDG non sono solo un aspetto desiderabile degli investimenti, o un mero esercizio di pubbliche relazioni, ma un’evidente opportunità di business. In effetti, gli SDG potrebbero fornire alle aziende un futuro vantaggio competitivo fungendo da fonte di innovazione e incoraggiando il miglioramento dei processi e l’efficienza operativa; in altre parole, migliorando i rendimenti.

Quadro normativo

Al contempo, il quadro normativo sta mutando rapidamente e il pubblico esige sempre più spesso un approccio più sostenibile all’attività d’impresa. Le aziende e gli investitori che incorporano gli SDG nella loro strategia sono conseguentemente più propensi ad allinearsi alle politiche e alle normative pubbliche presenti e future. In questo modo eviterebbero il rischio di perdere la loro licenza operativa o di incorrere in costi elevati a causa di cambiamenti strutturali con i quali prima o poi dovrebbero fare i conti. 

Ciò a sua volta riduce i rischi inerenti ai portafogli d’investimento. Al tempo stesso, le aziende orientate alla sostenibilità avranno un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, assicurando uno scenario vantaggioso per tutti.

Impact investing

Impact investing

Il perseguimento degli SDG è una forma di impact investing, definito come “il processo che consiste nell’effettuare intenzionalmente investimenti con l’obiettivo di generare un impatto positivo misurabile sull’ambiente o sulla società, ottenendo al contempo un rendimento finanziario positivo”.10  

Gli SDG sono un mezzo popolare per praticare l’impact investing, in quanto forniscono agli investitori un efficace quadro di riferimento per determinare l’impatto sociale e ambientale previsto degli investimenti prescelti.

Intenzionalità, un risultato finanziario positivo, misurabili

L’impact investing ha tre componenti:

  • In primo luogo, deve esserci intenzionalità: l’investitore compie uno sforzo deliberato e mirato per esercitare un impatto positivo. Ciò potrebbe essere dettato dalla gratificazione che si prova nel fare la differenza, abbinata a una motivazione di fare-business sottostante. 
  • In secondo luogo, l’investimento dovrebbe generare un risultato finanziario positivo; questo è il principale fattore di differenziazione tra fare investimenti e dedicarsi ad attività caritatevoli o filantropiche, dalle quali non si prevede di ottenere alcun rendimento.
  • In terzo luogo, i benefici dell’impact investing dovrebbero essere misurabili. Ciò significa che i risultati dell’investimento dovrebbero essere tangibili, ad esempio con riferimento al numero di ospedali costruiti. La misurabilità degli investimenti è discussa più approfonditamente nel Capitolo 5.

Impegni dei fondi pensione

Fondi pensione

Tali investimenti hanno generato profondo interesse tra gli investitori che desiderano impegnarsi nell’impact investing e intenzionati a contribuire per il progresso sul fronte degli SDG, seppur non ancora di tendenza. Pochi dei maggiori investitori professionali al mondo, come i fondi pensione, destinano attualmente grandi somme agli SDG, che sono considerati un segmento “di nicchia”.

Ad esempio, nel 2019 un’indagine condotta dall’Associazione olandese degli investitori per lo sviluppo sostenibile, che rappresenta circa il 95% del mercato del risparmio previdenziale olandese e circa 1,36 miliardi di EUR di masse in gestione, ha rilevato che solo il 19% dei propri membri aveva stabilito target d’investimento relativi agli SDG.11 

Come l’indagine dell’ONU, la ricerca olandese ha dimostrato che alcuni SDG sono obiettivi d’investimento più popolari di altri. L’SDG 13 (agire per il clima) è considerato l’obiettivo che offre le maggiori opportunità d’investimento, soprattutto perché è accompagnato da traguardi quantificabili riguardo a metriche come la misurazione delle emissioni di CO2.

Figura 4: Enfasi dei fondi pensione sulle opportunità d’investimento e sulla responsabilità d’impresa dei 17 SDG

Fonte: VBDO - Pension Funds and Sustainable Development Goals

In definitiva, realizzare gli SDG è nell’interesse di tutti. Se questi obiettivi saranno raggiunti, il nostro pianeta sarà più protetto e meno soggetto a rischi naturali e antropici. E nel caso si manifestassero problemi di questa natura, come la pandemia di Covid-19, gli investimenti nei nostri sistemi economici e nei bisogni primari delle persone ci renderanno più resilienti. In altre parole, gli SDG possono creare un mondo in cui gli affari possono prosperare in maniera sostenibile.

Sintesi

In sintesi, ora dovreste aver compreso pienamente il motivo per cui gli SDG costituiscono un’opportunità di business anziché un esercizio di pubbliche relazioni, il modo in cui si collegano all’impact investing quale mezzo per realizzare un impatto e un risultato finanziario misurabile, e quali obiettivi si stanno dimostrando più popolari a seconda della loro investibilità percepita.
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3. Valutare il contributo delle imprese agli SDG

Abbiamo visto che gli SDG rappresentano una grande opportunità di business, ma è importante sapere quali aziende sono in grado di contribuire a questi obiettivi prima di decidere se investirvi.

Questo capitolo spiega:

  • La notevole differenza tra i contributi che le imprese possono fornire a seconda del settore
  • L’importanza del risultato netto, frutto della combinazione di contributi negativi e positivi
  • Tre esempi dei diversi modi in cui gli investitori misurano questi obiettivi 

Contribuire agli SDG

Le imprese possono contribuire al conseguimento degli SDG realizzando prodotti oppure offrendo servizi che aiutino a raggiungere uno o più dei 17 obiettivi. Inoltre, le aziende possono promuovere gli SDG integrandoli nelle loro politiche. Per natura, alcune imprese saranno in grado di dare un contributo maggiore rispetto ad altre. 

Ad esempio, non ci sono dubbi sul fatto che un’azienda produttrice di energia solare contribuisca all’SDG 7 (energia pulita e accessibile). Un’impresa che crea materiale didattico per le scuole contribuisce direttamente all’SDG 4 (istruzione di qualità), mentre un’azienda che lavora attivamente per promuovere le donne in ruoli di leadership favorisce il conseguimento dell’SDG 5 (parità di genere).

Contributi negativi e netti

Tuttavia, alcune imprese hanno un impatto negativo sugli SDG. Ciò può essere evidente in alcuni casi, ad esempio in quello di prodotti dannosi come le sigarette. Altre aziende, tuttavia, possono dare contributi sia positivi che negativi. Come classificare, ad esempio, una utility elettrica che utilizza sia energia eolica che carbone termico?

Gas serra

Difficoltà ancora maggiori si presentano con la fornitura di prodotti o servizi che promuovono gli SDG ma che generano contemporaneamente esternalità negative. Ad esempio, i metalli che giocano un ruolo chiave nella produzione di auto elettriche o turbine eoliche hanno anche un impatto negativo sugli ecosistemi e conducono all’emissione di gas serra.

Come valutare i contributi agli SDG

Per affrontare questi problemi, gli investitori hanno escogitato diversi metodologie per confrontare gli impatti positivi e negativi. Questi sistemi sono poi utilizzati per decidere se una determinata impresa debba essere inclusa in un portafoglio di azioni o di obbligazioni societarie. La sezione che segue esamina tre di questi sistemi.

1. L’SDI Asset Owner Platform

I fondi pensione olandesi APG e PGGM gestiscono un patrimonio complessivo di 750 miliardi di euro per 8,7 milioni di persone. I due fondi hanno unito le forze per sviluppare un approccio comune all’analisi dei contributi. La loro Sustainable Development Investments (SDI) Asset Owner Platform consente ai clienti istituzionali di vedere in che misura i loro investimenti di portafoglio contribuiscono agli SDG.12

I dati sono forniti da Entis, un team di analisi dei dati che APG ha rilevato da Deloitte nel 2018. La piattaforma utilizza l’intelligenza artificiale per la parte più sofisticata dell’elaborazione dei dati. L’analisi si basa su una tassonomia SDI che spiega ciascun SDG e definisce soprattutto quali dei suoi traguardi sono investibili. Alla fine del 2018, il team di Entis aveva analizzato un universo d’investimento di circa 10.000 società quotate. 

Il team determina poi in che misura le operazioni di un’azienda contribuiscono a questi traguardi investibili. A tale scopo, si avvale di metriche finanziarie o operative, come la percentuale di ricavi derivanti da una determinata attività favorevole agli SDG. Le metriche esterne comprendono risultati come il numero di persone che hanno accesso all’assistenza sanitaria o ai servizi finanziari in conseguenza delle attività di un’impresa. L’esempio seguente mostra i giudizi della piattaforma sull’investibilità dell’SDG 14 (la vita sott’acqua).

Figura 5: I tipi di imprese che possono essere presi in considerazione per realizzare l’SDG 14

Fonte: The SDI Asset Owner Platform

2. L’SDG Solutions Assessment

L’Institutional Shareholder Services (ISS) Group è la più grande società di proxy advisory al mondo e fornisce servizi di voto, corporate governance e soluzioni d’investimento responsabile agli investitori. Adotta anche un approccio leggermente diverso alla misurazione dei contributi. Il suo SDG Solutions Assessment utilizza 15 obiettivi di sostenibilità proprietari, che sono ampiamente allineati con i 17 SDG, ma che hanno un’enfasi diversa. 

Obiettivi come “risparmiare l’acqua”, “ottimizzare l’uso dei materiali” e “salvaguardare la pace” non sono SDG a sé stanti, anche se compaiono in alcuni dei relativi traguardi; altri obiettivi, come “assicurare la salute”, “alleviare la povertà” e “mitigare il cambiamento climatico”, sono più direttamente correlati agli SDG. 13

L’SDG Solutions Assessment identifica il contributo di una categoria di prodotti o servizi al raggiungimento dei 15 obiettivi di sostenibilità determinando la quota dei ricavi ottenuti da ciascun obiettivo al fine di determinare una serie di “punteggi obiettivo”. Alla fine del processo a ogni impresa viene attribuito un punteggio denominato SDG Solutions Score, che tiene conto degli impatti salienti prodotti  sui diversi obiettivi.

Il punteggio ricade in una di cinque categorie di performance: ostruzione significativa (da -10,0 a -5,1); ostruzione limitata (da -5,0 a -0,2); nessun impatto netto (da -0,1 a 0,1); contributo limitato (da 0,2 a 5,0) e contributo significativo (da 5,1 a 10,0). Una volta noti questi risultati, l’ISS è in grado di offrire ai propri clienti una consulenza in merito al contributo positivo o negativo fornito dal loro portafoglio. 

Figura 6: Gli obiettivi perseguiti possono differire dagli SDG, ma essere allineati con questi ultimi

Fonte: The SDG Solutions Assessment

3. L’SDG Impact Framework

Robeco ha sviluppato un sistema proprietario chiamato SDG Impact Framework per offrire servizi di ricerca per le strategie d’investimento mirate che perseguono tutti e 17 gli obiettivi.

Figura 7: L’approccio in tre fasi adottato da Robeco

Fonte: Robeco

La metodologia utilizza un processo in tre fasi per accertare le credenziali di sostenibilità delle singole aziende: 

  • Fase 1: Cosa produce l’azienda? Gli analisti esaminano ciò che l’azienda produce per determinare se ciò contribuisce positivamente o negativamente agli SDG pertinenti, utilizzando specifici indicatori chiave di performance e soglie. 
  • Fase 2: Come produce l’azienda? In questa fase gli analisti esaminano come vengono prodotti questi beni e servizi e se le imprese considerate promuovono gli SDG nelle loro operazioni, o se alle apparenti buone intenzioni si accompagnano risvolti negativi, come una cattiva governance.
  • Fase 3: L’impresa ha commesso errori? Nella fase finale verifichiamo se l’impresa interessata è stata coinvolta in eventuali controversie. Ne sono un esempio gli episodi di inquinamento o la vendita fraudolenta di servizi.

Si procede quindi ad assegnare punteggi per valutare l’impatto complessivo dell’impresa. Questi vanno da +3 (altamente positivo) a -3 (altamente negativo). Una volta noto il punteggio complessivo, Robeco può utilizzare i suoi prodotti d’investimento SDG per investire nelle imprese che favoriscono il raggiungimento degli SDG.

Guarda il video animato che segue per vedere come funziona questo processo in tre fasi:

Fonte: Robeco

Sintesi

In sintesi, è chiaro che esistono diversi modi per misurare i contributi positivi o negativi forniti dalle imprese a uno o più SDG. Alcuni modelli stabiliscono quali obiettivi sono investibili, mentre altri preferiscono dare priorità agli obiettivi o adottare un approccio più specifico basato sulle imprese. Come molti aspetti dell’investimento sostenibile, non si tratta di una scienza esatta e non esiste un approccio universalmente valido. Si tratta piuttosto di un argomento complesso con diverse sfaccettature.
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4. Soluzioni per investire negli SDG

Una volta che un investitore ha deciso di fare il grande passo e di sostenere gli SDG, diventa necessario scegliere il veicolo d’investimento, utilizzando azioni, obbligazioni o altre forme di finanziamento.

Questo capitolo spiega:

  • Come investire negli SDG attraverso strategie azionarie e obbligazionarie
  • Gli investimenti a impatto tradizionali, come quelli nelle energie rinnovabili
  • I programmi di engagement e altre soluzioni alternative

Esistono diversi modi per investire in aziende e settori potenzialmente in grado di dare un contributo positivo agli SDG. Lo si può fare di solito tramite strategie azionarie e obbligazionarie mirate esclusivamente agli SDG o attraverso strategie più tematiche che pongono enfasi su un tema legato agli SDG, come le energie rinnovabili. 

I gestori che offrono strategie mirate agli SDG sono relativamente pochi, ma un numero sempre maggiore di asset manager sta valutando la possibilità di lanciare prodotti di questo tipo, vista la rapida crescita della domanda di strategie specifiche come queste. A tale scopo, i gestori ricercano azioni o obbligazioni di società che dimostrano di dare un contributo positivo al raggiungimento di uno o più dei 17 obiettivi. Come abbiamo visto nel Capitolo 3, esistono diversi metodi per individuare queste aziende.

Anziché adottare un approccio mirato agli SDG, alcuni fondi di impact investing si concentrano su un tema specifico, come la riduzione dell’inquinamento da plastica. L’investitore contribuisce quindi agli obiettivi associati, in questo caso gli SDG 11, 12, 14 e 15. Si tratta di un metodo più mirato che, pertanto, presenta caratteristiche di rendimento corretto per il rischio diverse da quelle di un approccio più ampio. 

Investimento tematico o issue investing

Tre esempi di strategie d’investimento che si focalizzano su una determinata questione, piuttosto che su uno specifico SDG, si ritrovano in aree tematiche che si stanno progressivamente affermando nell’ambito della protezione dell’ambiente: le energie rinnovabili, l’economia circolare e i green bond.

Energie rinnovabili

  • Le energie rinnovabili costituiscono un genere di investimento a sé stante, che si colloca a cavallo tra l’impact investing e l’investimento sostenibile convenzionale. Un tempo considerati di nicchia, i comparti dell’energia solare, eolica e idroelettrica sono diventati una parte importante del mix energetico internazionale, avendo rappresentato il 28% della produzione energetica globale nel 2020. Gli investimenti nelle rinnovabili, tuttavia, sono spesso effettuati indirettamente tramite strategie più convenzionali.14

Economia circolare

  • Nel 2020 si è registrato il lancio di diversi fondi orientati all’economia circolare. Questi mirano a sostituire l’attuale modello di produzione e consumo del “prendi, produci e getta”, che si basa sull’uso continuo delle risorse. A tal fine, questi fondi investono in imprese impegnate in attività che iniziano per “ri” o “re”: riciclare, riutilizzare, ristrutturare, riparare, riprogettare, recuperare. Non esiste un SDG specifico per l’economia circolare, anche se questa è legata all’SDG 12 (consumo e produzione responsabili).

Green bond

  • I green bond, o obbligazioni verdi, sono titoli di debito utilizzati esclusivamente per promuovere progetti ambientali. Questi strumenti sono emessi principalmente da governi, autorità locali e ONG. Affinché un’obbligazione si qualifichi come “green”, i suoi proventi dovrebbero essere destinati a progetti con evidenti benefici ambientali, come le energie rinnovabili o la gestione dei rifiuti. Il primo green bond è stato il Climate Awareness Bond emesso dalla Banca Europea per gli Investimenti nel 2007. Con titoli in essere per un valore di 700 miliardi di euro, i green bond stanno diventando sempre più diffusi.

Fare buon viso a cattivo gioco

Non è sempre necessario, o persino possibile, effettuare un investimento che contribuisca al 100% a un SDG. Un valido esempio è quello delle energie rinnovabili. Diversi progetti solari ed eolici sono gestiti da grandi aziende energetiche, tra cui le “Big Oil”, come forma di diversificazione rispetto ai combustibili fossili. Molti investitori acquistano quindi le azioni o le obbligazioni delle compagnie petrolifere tradizionali quale mezzo per contribuire alla loro transizione verso le rinnovabili.

Spesso è una questione di sfumature. Tante volte, nel valutare un’impresa tradizionale, gli investitori con un approccio di impact investing considerano la quota delle operazioni aziendali rappresentata dalle energie rinnovabili, pur sapendo che il suo core business non è compatibile con questo. Se le operazioni dell’azienda nel settore delle rinnovabili superano una certa soglia, per alcuni ciò è sufficiente a considerare l’impresa nel novero degli investimenti sostenibili. La questione principale è accertarsi di evitare le attività che arrecano “danni significativi” allo sviluppo sostenibile. 

Uso dell’engagement

Engagement

L’engagement, o dialogo costruttivo con le imprese, può essere un potente mezzo per migliorare le loro metriche ESG. Non tutti gli asset manager hanno team dedicati all’azionariato attivo. Nel processo di ricerca di un gestore, spesso gli investitori chiedono ai candidati se siano dotati di un team di questa natura, in modo da assicurare capacità di voto e di engagement per i propri investimenti.

Unendo le forze, gli investitori possono esercitare un effetto ancora più efficace. Nel maggio 2020 Robeco ha influito sulla nomina di un ex dirigente del settore dell’energia eolica come membro del consiglio di amministrazione di Enel, in collaborazione con l’iniziativa Climate100+. La sua presenza contribuirà ad agevolare il passaggio di Enel dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, con l’obiettivo di azzerare le emissioni carboniche entro il 2050.

Impact investing tradizionale

Gli SDG hanno ampliato la portata dell’impact investing dai veicoli d’investimento tradizionali e per lo più privati, come i fondi di microfinanza o i progetti di energie rinnovabili, ai titoli azionari e obbligazionari quotati. L’impatto diretto degli investimenti nella microfinanza, che fornisce prestiti a persone a basso reddito nei mercati emergenti, o nelle energie rinnovabili, è molto maggiore dell’impatto diretto degli investimenti in azioni o obbligazioni. 

Si potrebbe sostenere che l’investimento in un titolo azionario o obbligazionario non fornisce realmente finanziamenti aggiuntivi per specifici progetti di impatto, e pertanto non è caratterizzato da “addizionalità”. D’altra parte, la liquidità e la scalabilità sono maggiori quando si investe in titoli quotati. In questo campo è possibile investire somme più elevate, e anche la scelta di una grande impresa di compiere qualche piccolo passo verso la sostenibilità può avere un impatto diretto sostanziale.

In breve, veicoli diversi offrono opportunità differenti, ma anche sfide nella generazione di un impatto. Spetta agli investitori valutare quale strategia d’investimento, e quale combinazione di veicoli, sarà la più efficace nel contribuire agli SDG, rispettando al tempo stesso il loro dovere fiduciario nei confronti dei clienti. 

Sintesi

In sintesi, ora dovreste comprendere i diversi veicoli d’investimento disponibili per promuovere gli SDG. Alcune strategie privilegiano le azioni e le obbligazioni delle imprese che possono contribuire a uno o più SDG. Altre utilizzano temi settoriali come le energie rinnovabili e l’economia circolare, o approcci più mirati come i green bond e l’engagement. C’è poi l’investimento tradizionale in progetti sul campo. Nel complesso, adottare un approccio di impact investing significa trovare il giusto equilibrio tra produrre un impatto e ottenere rendimenti finanziari, in modo che gli impatti possano essere sostenuti sul lungo periodo.

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5. Come misurare l’impatto degli SDG?

Ora sappiamo come valutare se le aziende danno un contributo positivo o negativo agli SDG, ma misurare l’impatto sugli utenti finali di queste operazioni aziendali può essere molto più arduo. La misurazione dell’impatto è importante, poiché permette agli investitori di sapere se il loro denaro produce risultati tangibili..

Questo capitolo spiega:

  • Come l’ONU monitora i progressi compiuti sugli SDG, con risultati contrastanti
  • Come si può interpretare l’impatto alla luce della “teoria del cambiamento”
  • I diversi metodi adottati dagli investitori per misurare l’impatto

Quali sono i risultati ottenuti dai diversi paesi? Il rapporto sullo stato di avanzamento redatto dall’ONU

Disuguaglianza, ecosistemi, cambiamento climatico

L’ONU raccoglie statistiche dagli Stati membri per monitorare i progressi compiuti nella realizzazione di ciascuno dei 17 SDG. A cinque anni dall’adozione di tali obiettivi, queste statistiche dipingono un quadro desolante: la disuguaglianza è in aumento, la fame cresce, gli ecosistemi sono interessati da un processo di erosione quanto mai rapido e il cambiamento climatico pregiudica l’intera agenda degli SDG.15

Nonostante queste lente tendenze, si segnalano anche sviluppi più favorevoli, tra cui:

  • Il numero di donne elette alle assemblee legislative è passato dal 19% al 24%
  • Il 17,5% del consumo finale totale di energia proviene ora da fonti rinnovabili
  • Gli investimenti globali in ricerca e sviluppo sono triplicati, portandosi a 2.000 miliardi di dollari
  • Quasi 100 paesi promuovono attivamente il consumo sostenibile
  • La porzione degli oceani attualmente soggetta a tutele legali è più che raddoppiata al 17%

Oceani

Il fatto che i paesi stiano compiendo progressi così lenti verso la realizzazione degli SDG dovrebbe stimolare gli investitori e le aziende a farsi avanti per accelerare il ritmo. A tale scopo, misurare l’impatto è fondamentale.

La misurazione dell’impatto in teoria

Facciamo un passo indietro e consideriamo l’impatto delle imprese sul mondo circostante. La figura che segue presenta un utile quadro di riferimento per comprendere la catena attraverso la quale le aziende producono un impatto. Nelle comunità accademiche e dello sviluppo, questo approccio è denominato “teoria del cambiamento”.

Figura 8: Come gli input diventano impatti secondo la “teoria del cambiamento”

Fonte: Robeco

Prendiamo, ad esempio, una casa farmaceutica. Con i suoi input e le sue attività, l’azienda farmaceutica produce medicine come output. Questi output possono essere quantificati in base ai volumi e al tipo di malattie che curano. I farmaci così prodotti giovano ai malati che hanno bisogno di cure, traducendosi in risultati misurabili considerando il numero di persone che beneficiano di una migliore qualità della vita. Nel corso del tempo, la salute e il benessere delle persone miglioreranno, creando gli impatti desiderati.

Questo quadro mostra quanto sia complesso misurare gli impatti. Mentre gli input, le attività e gli output sono relativamente facili da quantificare, perché sono sotto il controllo di un’azienda, i risultati e gli impatti a lungo termine sono molto più difficili da valutare, poiché si verificano all’interno della società.

Esistono diversi metodi per misurare gli impatti. Questi comprendono robusti “studi controllati randomizzati” che adottano un approccio sperimentale, insignito del premio Nobel, per indagare su ciò che accade quando alcune comunità ricevono un intervento, come la microfinanza, e altre no; a questi si aggiungono poi modelli economici, indagini e case study.16

Indicatori

La professoressa Karen Maas, direttrice accademica dell’Impact Centre dell’Erasmus University Rotterdam, spiega che un buon punto di partenza è la selezione di indicatori chiave e la loro misurazione nel tempo. Una volta che questi indicatori sono stati misurati, gli investitori possono fare il passo successivo e “mettere a frutto il loro denaro per aiutare a risolvere i problemi.”17

Indicatori di impatto per gli investitori

L’Investment Impact Framework, sviluppato dall’Investors Leaders Group del Cambridge Institute for Sustainability Leadership, ha individuato alcuni indicatori di impatto che possono essere misurati dal settore degli investimenti.18

Per prima cosa, gli autori hanno suddiviso i 17 SDG in sei temi; hanno quindi individuato una serie di “metriche ideali” e “metriche pratiche” che sono prontamente disponibili per un campione rappresentativo di aziende dell’universo, attraverso sistemi di dati come Bloomberg. Il risultato è visibile nel grafico sottostante, che descrive gli indicatori di impatto utilizzando uno schema a colori per confrontare gli impatti di 1 milione di USD investiti nel benchmark..

Figura 9: L’impatto che si può avere con un investimento di 1 milione di dollari

Fonte: The Investment Impact Framework
Si tratta di un quadro pragmatico che può essere utilizzato direttamente, poiché gli “indicatori pratici” sono immediatamente disponibili. Tuttavia, è importante notare che questi indicatori pratici sono alquanto rudimentali e che le comunicazioni aziendali ad essi relative devono essere migliorate. Ciononostante, resta la necessità di fare passi avanti nel misurare l’impatto che gli investitori possono avere sulla vita e il sostentamento delle persone di tutto il mondo. Alcuni investitori hanno raccolto questa sfida.

La misurazione dell’impatto

Robeco ha sviluppato un mezzo per misurare gli impatti delle aziende in cui hanno investito le sue strategie mirate agli SDG. Un esempio di misurazione percepibile dell’impatto si ha nella sua strategia Smart Materials, che favorisce il raggiungimento dell’SDG 9 (industria, innovazione e infrastrutture) e dell’SDG 12 (consumo e produzione responsabili).

Le automobili elettriche

Le automobili elettriche sono costruite con componenti diversi rispetto a quelle alimentate a benzina, in particolar modo per quanto riguarda le batterie. Ciò comporta che minerali quali il cadmio e il litio, fra gli altri, siano oggi soggetti a estrazione di massa. Materiali innovativi stanno creando nuove opportunità, in tecnologie quali il laser, la stampa 3D e il riciclaggio avanzato, per non parlare delle plastiche biodegradabili e delle componenti bioniche per il corpo umano.

Biodegradabili

Le aziende comprese nel fondo Smart Materials hanno fatto la differenza riciclando 5.481 tonnellate di materiali nel 2019, ossia l’equivalente della quantità che 26.058 persone consumerebbero in un anno. Sono state così evitate 32.060 tonnellate di rifiuti, equivalenti alla quantità che normalmente viene prodotta da 65.780 persone. Inoltre, i soggetti coinvolti nel ridurre il consumo di energia hanno impedito a 465.095 tonnellate di CO2 di essere immesse nell’atmosfera, il che equivale a togliere 326.065 autovetture non elettriche dalla circolazione stradale.19

Figura 10: L’impatto delle imprese presenti nella strategia RobecoSAM Smart Materials

Fonte: Robeco

Si noti che investimenti aggiuntivi nella strategia non portano necessariamente a impatti aggiuntivi o migliori.
Metriche derivanti dal rapporto sull'impatto del 2019

1. 2017 average CO2 emissions EU 118.5 g/km; 2015 annual distance driven by car EU 12.009 km; in t CO2-eq;1,423 (source:www.eea.europa.eu;www.odyssee-mure.eu)
2. 2014 Recycling rate EU 43.6% 487kg *43.6%=0.21 tonners waste recycled per capita (source www.ec.europa.eu/eurostat).
3. 2017 EU:487 kg = 0.487 tonners waste generated per capita; in tonners; 0.487 (source: www.ec.europa.eu/eurostat).

Sintesi

In sintesi, abbiamo visto quanto sia importante la misurazione dell’impatto, anche se alcuni dei risultati ottenuti dal 2015 sono stati deludenti, come dimostra il rapporto sullo stato di avanzamento redatto dall’ONU. Per quanto la misurazione dell’impatto possa essere impegnativa, esistono diversi metodi e quadri di riferimento che gli investitori possono prendere in considerazione. È solo misurando ciò che conta che possiamo favorire un’accelerazione degli impatti sugli SDG.

15. https://unstats.un.org/sdgs/report/2019/The-Sustainable-Development-Goals-Report-2019.pdf
16. Vedi ad esempio Banerjee, A., Duflo, E., Glennerster, R., e Kinnan, C., 2015. “The miracle of microfinance? Evidence from a randomized evaluation”. American Economic Journal: Applied Economics, 7(1), 22-53.
17. Per l’articolo completo di Karen Maas su SIX. magazine, visita il sito https://www.robeco.com/en/insights/2020/03/new-sustainable-investing-expertise-disguised-as-a-glossy-magazine.html
18. Investment Leaders Group, 2020. “In search of impact. Measuring the full value of capital”. Cambridge, UK: Cambridge Institute for Sustainability Leadership.
19. I dati si riferiscono alle emissioni medie di CO2 nell’UE nel 2017: 118,5 g/km; distanza annua percorsa in auto nell’UE nel 2015: 12.009 km; in tonnellate di CO2 equivalenti; 1,423 (fonte: www.eea.europa.eu;www.odyssee-mure.eu); tasso di riciclaggio nell’UE nel 2014: 43,6% 487kg *43,6%= 0,21 tonnellate di rifiuti riciclati pro capite fonte: www.ec.europa.eu/eurostat); 2017 UE: 487 kg=0,487 tonnellate di rifiuti prodotti pro capite (fonte:www.ec.europa.eu/eurostat). Il grafico mostra il risultato per le posizioni in essere al 30 giugno 2019.

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6. Case study

L’investimento sostenibile e l’impact investing si basano sulla volontà di mettere in pratica i princìpi teorici. Ogni investitore ha una diversa motivazione che lo spinge a investire il proprio denaro nella speranza di fare la differenza.

Questo capitolo spiega:

  • Come l’impact investing aiuta le comunità malservite
  • Come si possono ottenere rendimenti anche da temi non tradizionali, ad esempio  il miglioramento dell’istruzione
  • Come l’innalzamento degli standard alimentari sia un esempio del potere dell’engagement

Ci sono diverse motivazioni per fornire un contributo agli SDG, anche se tutti gli investitori professionali dovrebbero avere un obiettivo di riferimento relativo al desiderio di produrre un impatto, beneficiando al contempo di risultati finanziari. Con lo sviluppo degli investimenti sostenibili nel corso degli anni, oggi esistono forse altrettanti modi di procedere quanti sono gli SDG. Di seguito ne descriviamo alcuni.

Servire le comunità malservite

Consideriamo per prima cosa l’esempio di un investitore dedicato all’impact investing, Vital Capital. La sua principale missione è investire nei mercati in rapido sviluppo dell’Africa subsahariana per migliorare il benessere delle comunità in precedenza malservite, generando al contempo rendimenti corretti per il rischio. Per realizzare questa missione, Vital Capital investe principalmente nelle comunità urbane, nell’agricoltura, nella sanità, nell’energia, nell’acqua e nell’istruzione.

In qualità di investitore specializzato nell’impact investing, è essenziale per Vital Capital riuscire a misurare con precisione l’impatto degli investimenti e produrre relazioni esaustive al riguardo. Lavorando a stretto contatto con le imprese in cui investe, Vital Capital è in grado di ottenere un quadro relativamente completo dei risultati e degli impatti a cui contribuisce attivamente.

Ad esempio, i suoi investimenti hanno permesso di trattare 440.000 metri cubi di acque reflue nel 2019, di processare ogni giorno 50.000 litri di latte fresco e di fornire 15.000 unità abitative a prezzi accessibili ad altrettante famiglie a basso reddito. I suoi risultati sono illustrati nel grafico in basso.20

Figura 11: Le statistiche essenziali di Vital Capital

Fonte: Vital Capital

Migliorare l’istruzione

Il miglioramento dell’istruzione sembra talvolta esulare dalla possibilità di generare rendimenti, ma è realizzabile con il giusto approccio. LGT Impact Ventures è un investitore di private equity specializzato nell’impact investing, che si prefigge di generare rendimenti a tassi di mercato producendo al contempo impatti sociali e ambientali positivi e misurabili. LGT ha investito oltre 80 milioni di dollari in modelli di business scalabili che contribuiscono a migliorare l’accesso a prodotti e servizi nei settori dell’istruzione, della sanità e dell’agricoltura. I suoi investimenti hanno raggiunto 3,8 milioni di persone svantaggiate nel 2015.

Una delle partecipate di LGT, Bridge International Academies (BIA), gestisce scuole primarie pubbliche come operatore privato, offrendo servizi di istruzione a basso costo agli studenti dell’Africa subsahariana e dell’India. Con una rata mensile di 5 dollari  per ciascun alunno, l’azienda fornisce una soluzione sostenibile per aumentare l’accesso all’istruzione. BIA garantisce inoltre la qualità delle scuole, esaminando regolarmente i dati sui progressi degli studenti.

Con una missione di “conoscenza  alla portata di tutti”, BIA prevede di istruire 10 milioni di bambini in una decina di paesi entro il 2025, contribuendo così direttamente all’SDG 4 (istruzione di qualità).

Diventare green

È possibile che un’azienda in precedenza coinvolta in attività non sostenibili intraprenda la strada della ‘conversione’ e decida di giocare un ruolo di primo piano in aree che contribuiscono direttamente agli SDG. L’impresa energetica danese Ørsted un tempo si chiamava Dong Energy ed era un grande operatore nel comparto dell’esplorazione petrolifera. Nel 2017 ha tuttavia cambiato rotta, cedendo le sue attività nel settore petrolio e gas e reinventandosi come leader nelle energie rinnovabili.

Green bond

A tal fine, Ørsted ha emesso un green bond da 750 milioni di euro e un’obbligazione ibrida “verde” da 500 milioni di euro, che gli investitori hanno acquistato molto volentieri. Ørsted utilizzerà questi proventi per installare fino a 12 gigawatt di energia eolica offshore entro il 2025 e sostituire il carbone con l’alternativa più sostenibile rappresentata dalle biomasse. L’acquisto di questo green bond permette agli investitori di finanziare la transizione energetica e di contribuire a mitigare i cambiamenti climatici (SDG 7 e 13). 

Questo titolo è stato selezionato tra i vincitori degli Environmental Finance Green Bond Awards del 2018. È diventato uno strumento di finanziamento che aiuta Ørsted a realizzare la sua ambizione di ridurre del 95% le emissioni di carbonio derivanti dalla produzione di energia e calore entro il 2023. Imprese di questo tipo si trovano di solito nelle strategie SDG che investono in società quotate, come pure nei fondi specializzati in green bond. 21

Innalzare gli standard alimentari

Un impatto può essere prodotto indirettamente anche attraverso l’engagement, come quello mirato a migliorare gli standard alimentari. Lo sviluppo della sicurezza alimentare nei mercati emergenti è stato nel 2018 un tema di engagement di Robeco, che si è concentrato sul ruolo svolto dalle aziende di prodotti agrochimici, sementi e fertilizzanti. I prodotti e i servizi di queste imprese hanno la possibilità di essere perfettamente allineati con l’SDG 2 (fame zero), in quanto possono sostenere gli agricoltori delle regioni a rischio di insicurezza alimentare migliorando la resa dei raccolti in modo da evitare le carenze di cibo.

Questo engagement è partito da un lavoro più specifico svolto nel 2017, quando Robeco ha partecipato a una campagna condotta dal gruppo di ricerca Farm Animal Investment Risk and Return (FAIRR). L’obiettivo era quello di ridurre le quantità di antibiotici utilizzati in agricoltura. L’uso eccessivo di questi farmaci per incrementare la quantità di carne prodotta dal bestiame sta aumentando la resistenza dei batteri agli antibiotici stessi, creando una minaccia per gli esseri umani.

Le infezioni virali nel bestiame si sono rivelate uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell’SDG 2, con ricadute sulla salute umana. Molto prima del coronavirus, l’epidemia di “influenza suina” H1N1, riscontrata per la prima volta nei maiali, ha fatto circa 150.000 vittime nel 2009. Il virus era diventato immune ai vaccini esistenti e si è diffuso rapidamente, prima di sfociare in una pandemia dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Sintesi

In sintesi, questi case studies dovrebbero avervi offerto una panoramica di come funziona in pratica l’investimento negli SDG, dal miglioramento del tenore di vita delle persone nell’Africa subsahariana, alla sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili, all’engagement con le aziende per migliorare gli standard alimentari. I green bond possono fare una differenza significativa in qualità di strumento di finanziamento, offrendo al contempo eccellenti risultati finanziari agli investitori.

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7. Sintesi

Per riassumere, ricapitoliamo ciò che sappiamo sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile e sui relativi investimenti. Quest’ultimo capitolo evidenzia i punti salienti dei sei capitoli precedenti.

  1. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) sono 17 obiettivi finalizzati a migliorare la società umana, la sostenibilità ambientale e la qualità della vita. Sono stati adottati dalle Nazioni Unite nel 2015. Gli SDG succedono agli otto Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) e nelle intenzioni dovrebbero essere raggiunti entro il 2030. Gli SDG riguardano una vasta gamma di temi e si prefiggono, tra l’altro, di eliminare la fame, combattere il cambiamento climatico, promuovere il consumo responsabile e rendere più sostenibili le città. Hanno ottenuto un ampio sostegno da parte delle imprese e degli investitori, anche se permane una notevole carenza di finanziamenti.

  2. Gli SDG presentano grandi opportunità di business e sono rilevanti per gli investitori perché le aziende producono beni e servizi che possono contribuire agli SDG. A oggi, i 17 SDG riscuotono un interesse diversificato tra gli investitori, in quanto alcuni preferiscono obiettivi che si concentrano sulla costruzione di infrastrutture, dove è più facile generare rendimenti. L’impact investing – avendo intenzionalità, essendo misurabile e in grado di produrre risultati finanziari – può aiutare a promuovere un maggior numero di SDG.

  3. Esistono diversi modi per valutare il contributo positivo o negativo delle aziende a uno o più SDG. Alcuni modelli stabiliscono quali obiettivi sono investibili, mentre altri preferiscono dare priorità agli obiettivi o adottare un approccio più specifico basato sulle imprese. Come molti aspetti dell’investimento sostenibile, non si tratta di una scienza esatta e non esiste un approccio universalmente valido; vi sono piuttosto diverse sfaccettature. Ciò significa che è importante capire quali ipotesi e metriche sono incluse nei diversi modelli.

  4. Esistono diversi modi per investire in aziende e settori in grado di dare un contributo positivo agli SDG. Lo si può fare tramite strategie azionarie e obbligazionarie mirate agli SDG o per mezzo di strategie più tematiche che pongono enfasi su un tema correlato, come le energie rinnovabili. C’è poi l’investimento tradizionale in progetti sul campo. Nel complesso, adottare un approccio di impact investing significa trovare il giusto equilibrio tra produrre un impatto e ottenere rendimenti finanziari. 

  5. La misurazione dell’impatto è importante. A livello nazionale, alcuni dei risultati ottenuti dal 2015 sono stati contrastanti, come dimostra il rapporto sullo stato di avanzamento redatto dall’ONU. Gli investitori possono misurare direttamente diversi impatti, come ad esempio il numero di persone sfamate o la quantità di emissioni di carbonio evitate, registrando le variazioni degli indicatori nel tempo. Le teorie di misurazione dell’impatto, i sistemi di dati e i quadri analitici di riferimento sono ancora in fase di sviluppo. Tutti questi elementi ci permetteranno di valutare i progressi compiuti verso la realizzazione degli SDG.

  6. Quattro case study mostrano come esistano diversi modi di promuovere gli SDG, dal miglioramento del tenore di vita delle persone nell’Africa subsahariana, alla sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili all’engagement con le aziende per innalzare gli standard alimentari. Alcuni investitori sono specializzati nell’impact investing, mentre altri scelgono approcci più indiretti. I green bond possono essere un importante strumento di finanziamento, oltre a fornire un rendimento agli investitori. 
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Test

Ora che conosci le base degli SDG, passiamo alla verifica di ciò che hai imparato. Sotto troverai 12 domande a risposta multipla sui 7 capitali del modulo. Se risponderai correttamente ad almeno l’80% di queste superarei il test e riceverai due ore di crediti formative certificate Efpa Italia. 

Il corso è stato accreditato da Efpa Italia per 2 ore ai fini del mantenimento delle Certificazioni EIP, EFA ed EFP.

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Qual è la finalità principale degli Obiettivi di sviluppo sostenibile?

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Perché è difficile monitorare i progressi compiuti sul fronte degli SDG?

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Qual è la principale differenza tra gli MDG e gli SDG?

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A quanto ammonta la stima della carenza di finanziamenti per il raggiungimento degli SDG?

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Perché gli SDG rappresentano un’opportunità per gli investitori?

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Quali sono le tre componenti dell’impact investing?

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Nel valutare il contributo di un’impresa agli SDG, si dovrebbero considerare:

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Come viene affrontato l’inquinamento da plastica nell’ambito degli SDG?

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Gli investimenti tematici che permettono di dare un contributo agli SDG comprendono:

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Secondo le Nazioni Unite, i successi sul fronte degli SDG comprendono:

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Misurare l’impatto dei contributi agli SDG può essere difficile, perché:

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Tra gli esempi concreti di come l’impact investing può fare la differenza troviamo:

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1
Qual è la finalità principale degli Obiettivi di sviluppo sostenibile?
Raccogliere fondi da distribuire ai poveri nei mercati emergenti
Fornire un modello per realizzare un futuro migliore e più sostenibile per tutti
Offrire un mezzo per combattere il riscaldamento globale e il cambiamento climatico
Raccogliere fondi da distribuire ai poveri nei mercati emergenti
Fornire un modello per realizzare un futuro migliore e più sostenibile per tutti
Offrire un mezzo per combattere il riscaldamento globale e il cambiamento climatico
2
Perché è difficile monitorare i progressi compiuti sul fronte degli SDG?
I dati provenienti dai mercati emergenti sono sempre inaffidabili
Gli indicatori usati sono molto variegati e non sono compilati regolarmente
Non disponiamo di un numero sufficiente di indicatori per i 17 SDG
I dati provenienti dai mercati emergenti sono sempre inaffidabili
Gli indicatori usati sono molto variegati e non sono compilati regolarmente
Non disponiamo di un numero sufficiente di indicatori per i 17 SDG
3
Qual è la principale differenza tra gli MDG e gli SDG?
Gli SDG sono di portata molto più ampia e si applicano a tutti i paesi
Gli MDG avevano 12 obiettivi, gli SDG ne hanno 17
Gli MDG riguardavano solo la povertà e la fame
Gli SDG sono di portata molto più ampia e si applicano a tutti i paesi
Gli MDG avevano 12 obiettivi, gli SDG ne hanno 17
Gli MDG riguardavano solo la povertà e la fame
4
A quanto ammonta la stima della carenza di finanziamenti per il raggiungimento degli SDG?
Da 2.500 a 3.000 miliardi di dollari USA
Da 5.000 a 7.000 miliardi di dollari USA
Da 5.000 a 7.500 miliardi di dollari USA
Da 2.500 a 3.000 miliardi di dollari USA
Da 5.000 a 7.000 miliardi di dollari USA
Da 5.000 a 7.500 miliardi di dollari USA
5
Perché gli SDG rappresentano un’opportunità per gli investitori?
Si tratta di progetti di utilità sociale che offrono anche rendimenti finanziari
Permettono all’investitore di darsi un tono in termini di pubbliche relazioni
Impediscono alle autorità di regolamentazione di criticare gli altri investimenti effettuati
Si tratta di progetti di utilità sociale che offrono anche rendimenti finanziari
Permettono all’investitore di darsi un tono in termini di pubbliche relazioni
Impediscono alle autorità di regolamentazione di criticare gli altri investimenti effettuati
6
Quali sono le tre componenti dell’impact investing?
Un mercato emergente, l’intenzionalità, il rendimento finanziario
L’intenzionalità, la lotta alla fame, la misurabilità
L’intenzionalità, il rendimento finanziario, la misurabilità
Un mercato emergente, l’intenzionalità, il rendimento finanziario
L’intenzionalità, la lotta alla fame, la misurabilità
L’intenzionalità, il rendimento finanziario, la misurabilità
7
Nel valutare il contributo di un’impresa agli SDG, si dovrebbero considerare:
I contributi sia positivi che negativi
Solo i contributi positivi nei mercati emergenti
Solo i contributi negativi che provengono dai “titoli controversi”
I contributi sia positivi che negativi
Solo i contributi positivi nei mercati emergenti
Solo i contributi negativi che provengono dai “titoli controversi”
8
Come viene affrontato l’inquinamento da plastica nell’ambito degli SDG?
Non viene affrontato, perché non c’è un obiettivo specifico per questo
Il problema è coperto indirettamente da diversi obiettivi
Il problema è coperto solo dall’obiettivo di preservare gli oceani
Non viene affrontato, perché non c’è un obiettivo specifico per questo
Il problema è coperto indirettamente da diversi obiettivi
Il problema è coperto solo dall’obiettivo di preservare gli oceani
9
Gli investimenti tematici che permettono di dare un contributo agli SDG comprendono:
Gli investimenti focalizzati sulle energie rinnovabili e sull’economia circolare
Gli investimenti focalizzati sulle energie rinnovabili e sugli enti benefici
Gli investimenti focalizzati sulle energie rinnovabili e sui mercati emergenti
Gli investimenti focalizzati sulle energie rinnovabili e sull’economia circolare
Gli investimenti focalizzati sulle energie rinnovabili e sugli enti benefici
Gli investimenti focalizzati sulle energie rinnovabili e sui mercati emergenti
10
Secondo le Nazioni Unite, i successi sul fronte degli SDG comprendono:
Il numero di donne elette alle assemblee legislative è passato dal 29% al 42%
Il 17,5% del consumo finale totale di energia proviene ora da fonti rinnovabili
Il 55% delle guerre iniziate prima dell’adozione degli SDG nel 2015 è giunto al termine
Il numero di donne elette alle assemblee legislative è passato dal 29% al 42%
Il 17,5% del consumo finale totale di energia proviene ora da fonti rinnovabili
Il 55% delle guerre iniziate prima dell’adozione degli SDG nel 2015 è giunto al termine
11
Misurare l’impatto dei contributi agli SDG può essere difficile, perché:
Non esiste un numero sufficiente di indicatori nei mercati emergenti
I dati devono essere approvati dal governo di ciascuno Stato
La raccolta dei dati è ancora agli albori
Non esiste un numero sufficiente di indicatori nei mercati emergenti
I dati devono essere approvati dal governo di ciascuno Stato
La raccolta dei dati è ancora agli albori
12
Tra gli esempi concreti di come l’impact investing può fare la differenza troviamo:
Gli interventi a favore delle comunità malservite dell’Africa subsahariana
L’emissione di green bond per aumentare i redditi nell’Amazzonia brasiliana
L’aumento della quantità di antibiotici utilizzati in agricoltura
Gli interventi a favore delle comunità malservite dell’Africa subsahariana
L’emissione di green bond per aumentare i redditi nell’Amazzonia brasiliana
L’aumento della quantità di antibiotici utilizzati in agricoltura