italyit
Robeco Essentials: l’investimento climatico

Modulo di formazione per i professionisti dell'investimento

Vai al test sull’investimento climatico Vedi tutti i moduli di formazione

Il cambiamento climatico è diventata una delle preoccupazioni principali per gli investitori, ma rimane ancora poco chiaro cosa questo significhi per i portafogli e la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio.

Quali sfide (e opportunità) porterà? E perché dovremmo agire ora? Non conoscere le risposte a queste importanti domande ha posto alcuni professionisti in una posizione di svantaggio per non essere in grado di spiegarlo a clienti e colleghi.

I partecipanti al corso impareranno a conoscere le tematiche legate all’investimento climatico concludendo il percorso con un test finale. Per migliorare l’esperienza di apprendimento, il materiale di studio viene presentato con un linguaggio chiaro, mostrando grafici e video. Per ogni capitolo occorrono circa 15 minuti.

Un punteggio di almeno 12 su 15 risposte corrette (80%) varrà come due ore per i requisiti CPD professionali. Il modulo di insegnamento è già accreditato da istituti locali e internazionali.

Il CFA Institute permette ai propri membri di autodeterminare e segnalare i crediti di apprendimento professionale guadagnati presso fonti esterne. I membri del CFA Institute sono invitati ad auto-documentare tali crediti nel loro PL tracker online.

In bocca al lupo!

1. Cosa sono il riscaldamento globale e il cambiamento climatico?

Il cambiamento climatico causato dall'aumento dei livelli di CO2 nell'atmosfera è considerato la più grande minaccia per l'umanità.

In questo capitolo imparerai:

  • Come il riscaldamento globale contribuisce ai cambiamenti climatici pericolosi per la vita
  • Lo slancio positivo guadagnato a seguito dei protocolli internazionali a partire dagli anni '80
  • Le temperature target dell'Accordo di Parigi e gli obiettivi di emissione dell'IPCC

La minaccia dell'aumento delle temperature

Il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è l'alterazione a lungo termine dei modelli meteorologici, causata dal riscaldamento globale. Se non controllato, il riscaldamento del pianeta porterà a rischi sostanziali dovuti a uragani sempre più gravi, inondazioni, siccità e incendi delle foreste. Questi fenomeni stanno aumentando tremendamente man mano che la Terra registra anni sempre più caldi.

Riscaldamento globale

L'aumento del livello del mare con l'aumento delle precipitazioni e lo scioglimento delle calotte polari minaccia di costringere milioni di persone che vivono nelle zone costiere a spostarsi, mentre le temperature più alte minacciano il futuro dell'agricoltura. Il riscaldamento globale può, tuttavia, essere contenuto se le emissioni di gas serra vengono ridotte istantaneamente, indirizzando il mondo verso la neutralità carbonica.

Emissioni di gas serra

"Abbiamo ancora bisogno di parlare dell'urgenza relativa al cambiamento climatico? Penso che i fenomeni siano agli occhi di tutti: siccità estreme, temperature eccessive in estate in Siberia (38 gradi), incendi delle foreste, inondazioni. Penso che sia abbastanza chiaro che il clima stia cambiando. Eppure, siamo ancora legati ai combustibili fossili che producono emissioni di CO2. La CO2 che è stata trattenuta dai combustibili fossili nel corso di milioni e milioni di anni viene ora rilasciata nell'atmosfera in poche centinaia di anni. Oggi, le quantità di CO2 nell'atmosfera sono elevate quanto lo erano tre milioni di anni fa. All’epoca le temperature erano circa 2-3 gradi più alte rispetto a quelle nell'era preindustriale e il livello del mare era 15-25 metri più alto. Questo è quanto". – Masja Zandbergen, Responsabile dell'integrazione della sostenibilità, Robeco

L'effetto serra

Combustibili fossili

Il riscaldamento globale è stato causato principalmente dalla combustione a lungo termine di combustibili fossili a partire dalla rivoluzione industriale del diciottesimo secolo. Questo fenomeno ha prodotto circa 2,5 trilioni di tonnellate di gas serra dal 1750, aumentando le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica (CO2) del 67% e le temperature medie globali di oltre 1°C.1 Tutto ciò è in gran parte consolidato e irreversibile.2

Anidride carbonica

I tre principali gas serra sono l'anidride carbonica, il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O), la maggior parte dei quali sono generati da processi industriali. Le emissioni differiscono dall'inquinamento in quanto il CO2 è un sottoprodotto naturale della vita - lo respiriamo ogni giorno - mentre gran parte del metano proviene dagli animali da allevamento.

Serbatoi naturali di carbonio

La maggior parte di queste emissioni sono assorbite dagli oceani, o sono trattenute sulla terraferma da serbatoi naturali di carbonio come il permafrost, terreno permanentemente ghiacciato che si trova in aree come la Siberia e il nord del Canada, e all'interno degli alberi. Il resto rimane intrappolato nell'atmosfera, incapace di fuggire nello spazio, causando il riscaldamento del pianeta per molti decenni.

Il suo impatto sul tempo atmosferico

L'effetto principale di un'atmosfera più calda è quello di creare più umidità nell'aria, portando piogge, inondazioni e tempeste più pesanti e imprevedibili. Ciò cha comportato temperature estive più estreme, ondate di calore in regioni precedentemente fredde come l'Artico, e la crescente desertificazione di aree fertili.

Aumento delle temperature

La prova dell'aumento delle temperature può essere vista nel fatto che dieci degli anni più caldi registrati nella storia si sono verificati dal 2005 a oggi. L’anno più caldo è stato il 2016, quando l'atmosfera terrestre è stata in media 0,94 gradi più calda della media globale dal 1880.

Figura 2: Un time-lapse del riscaldamento globale

È possibile controllare il time-lapse del riscaldamento globale da quando sono iniziate le registrazioni, nel 1850, fino ai giorni nostri, cliccando sul visual.
Fonte: Berkeley Earth's Global Warming

CO2 ai livelli più alti da quattro milioni di anni

I livelli di CO2 toccano nuovi record ogni anno che passa. Il livello di 419 parti per milione (ppm) registrato nell'atmosfera nel giugno 2021 è stato visto l'ultima volta sulla Terra più di quattro milioni di anni fa, secondo la ricerca scientifica.3 A quel tempo, nell'era pliocenica, prima che l'uomo si fosse evoluto, la temperatura media della superficie era di 2-3°C più alta dei livelli preindustriali, e il livello medio del mare era fino a 25 metri più alto di quello attuale.4

Produzione agricola

Il cambiamento climatico minaccia anche la produzione agricola, poiché inverni più miti e primavere precoci interrompono i modelli di coltivazione. Le temperature più alte hanno un doppio effetto sugli insetti. Nelle zone più calde, minacciano di spazzare via la popolazione di insetti "amici" su cui le piante fanno affidamento per l'impollinazione. Nelle zone più fredde, il riscaldamento minaccia di esporre le nazioni agli insetti "ostili" portatori di malattie, che attualmente le evitano.

Figura 3: Anidride carbonica in 800.000 anni

Livelli di CO 2 nell'atmosfera. Fonte: US National Oceanic and Atmospheric Association (NOAA, Associazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti)

Riconoscere il problema

Il cambiamento climatico ha cominciato ad essere preso sul serio negli anni '80, in parte a seguito del successo di una campagna per porre fine all'uso di gas clorofluorocarburi (CFC) negli spray per aerosol che stavano danneggiando lo strato di ozono. Per studiare il problema, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente hanno istituito il Gruppo Intergovernativo di esperti sui Cambiamenti Climatici (IPCC) nel 1988.

I primi veri tentativi di frenare le emissioni iniziarono con la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo – che divenne nota come Summit della Terra – a Rio de Janeiro nel 1992. Ciò ha prodotto la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che ha iniziato a riunirsi annualmente come Conferenza delle Parti (COP).

Il Summit della Terra fu seguito nel 1997 dal Protocollo di Kyoto, il primo trattato internazionale che impegnava i firmatari a ridurre le emissioni “a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico”. Nel 2012 è seguito il più ambizioso Doha Amendment, che ha introdotto obiettivi vincolanti per 37 paesi tra cui gli stati membri dell'Unione Europea.

L'importante Accordo di Parigi

L'ONU ha fatto un passo più coraggioso nel 2015, mettendo per la prima volta un limite di temperatura al riscaldamento globale nell'Accordo di Parigi. Il suo obiettivo principale è quello di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C in più dei livelli preindustriali entro la fine di questo secolo, e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C. È stato firmato da tutte le 196 nazioni membri dell'UNFCCC prima che gli Stati Uniti si ritirassero nel 2017 sotto il presidente Trump per poi rientrare nel 2021 sotto il presidente Biden.

Raggiungere questi scopi richiedeva chiari obiettivi di riduzione del carbonio. Così nel 2018, l'IPCC ha dichiarato che per raggiungere l'obiettivo di 1,5°C, le emissioni dovevano essere ridotte entro il 2030 del 40-60% dai livelli del 2010, raggiungendo il target “net zero” intorno al 2050. Di conseguenza, per raggiungere l'obiettivo dei 2°C, le emissioni dovevano essere ridotte del 25% entro il 2030 per raggiungere l’obiettivo ”net zero” entro il 2050. Ciò include il fatto che un riscaldamento di 0,8-1,2°C si è già verificato.5

Tuttavia, l'IPCC ha anche avvertito che agli attuali livelli di (in)attività, l'obiettivo dei 2°C sarebbe stato probabilmente raggiunto entro il 2030, e che il riscaldamento globale di 3°C entro la fine del secolo era più probabile. Nel settembre 2019, l'IPCC ha inoltre avvertito che il livello del mare aumenterà di almeno 1,1 metri entro il 2100, a meno che il mondo non agisca ora.6

Anche altre previsioni del Carbon Brief, un progetto di ricerca britannico, fanno paura. Si prevede un aumento del livello del mare di 56 cm, anche se il limite di 2°C venisse raggiunto, insieme a un clima più estremo che esporrebbe il 37% della popolazione globale a ondate di calore e inondazioni annuali che causerebbero danni per 12 trilioni di dollari.7

Climate investing
From urgency to solutions
Read more

Figura 4: Gli impatti del cambiamento climatico a 1,5°C e 2°C

Impegni della COP26

L’ultimo tentativo di affrontare seriamente il riscaldamento globale è stato compiuto al vertice sul clima COP26 tenutosi a Glasgow nel novembre 2021. Grazie al raggiungimento di un accordo chiave fra Stati Uniti e Cina sulle emissioni di carbonio, i Paesi hanno finalmente firmato un’intesa sul regolamento di attuazione dell’Accordo di Parigi.

Il regolamento affronta aspetti cruciali come la rendicontazione delle emissioni, il monitoraggio delle politiche e, soprattutto, lo scambio dei diritti di emissione attraverso i mercati del carbonio. Permette di spostare l’attenzione dalla fase dei negoziati a quella attuativa, avendo i governi ufficialmente adottato l’obiettivo di contenere il surriscaldamento a 1,5° C.

Per il 2030 è stata sottoscritta una serie di nuovi impegni politici, tra cui la riduzione delle emissioni di metano, l’arresto della deforestazione, l’abbandono graduale dell’energia da carbone e l’interruzione dei finanziamenti pubblici ai combustibili fossili provenienti dall’estero. Malgrado siano poco definiti e non sottoscritti dai maggiori responsabili delle emissioni, alcuni di questi impegni hanno comunque un buon potenziale per ridurre le emissioni entro il 2030.

Il vertice ha anche stimolato livelli di partecipazione mai visti nel settore privato, tra cui gli accordi per promuovere la decarbonizzazione in ambito industriale e nella vita quotidiana. Includendo le banche, i proprietari di attivi, i gestori patrimoniali e le compagnie di assicurazione, oggi l’impegno totale ad azzerare le emissioni nette raggiunge la cifra di 130.000 miliardi di dollari, anche se sono possibili alcuni doppi conteggi.

Conclusione

Il cambiamento climatico è causato dal riscaldamento globale dovuto all'accumulo a lungo termine di gas serra che rimangono intrappolati nell'atmosfera. L'Accordo di Parigi ha fissato degli obiettivi per limitare il riscaldamento globale, per il cui raggiungimento il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici ha stabilito degli obiettivi di riduzione del carbonio. Se non controllato, il cambiamento climatico rappresenta una seria minaccia alla vita umana e alla stabilità economica.
Capitolo successivo

2. Usare gli impegni “net zero” per contrastare il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico può essere combattuto solo riducendo le emissioni di gas serra, il che ha portato a obiettivi nazionali di riduzione del carbonio e a impegni per il target “net zero”.

In questo capitolo imparerai:

  • Come i tagli alle emissioni sono vitali per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi
  • L'importanza degli obiettivi nazionali e degli impegni “net zero”
  • Come gli investitori stanno affrontando i grandi emittenti tramite l’attività di engagement

La decarbonizzazione come principale via da seguire

Decarbonizzazione

Gli scienziati concordano sul fatto che se il riscaldamento globale fosse causato dalle emissioni di gas serra, allora è possibile ridurlo e persino invertirlo, tagliando queste emissioni. Molti Paesi, aziende e investitori si sono quindi impegnati nella decarbonizzazione, con l'obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050.

Net zero

Come abbiamo visto nel Capitolo 1, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) ha fissato gli obiettivi del livello di decarbonizzazione necessario per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Le emissioni globali devono diminuire del 40%-60% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030 perché il mondo sia sulla buona strada per limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5°C, o del 25% nel 2030 per poter raggiungere un limite di aumento di 2°C. L'obiettivo generale è quello di rendere il mondo carbon neutral entro il 2050, con conseguente ambizione di arrivare al “net zero”.

Le politiche globali attuali, tuttavia, ottengono una riduzione delle emissioni pari appena allo 0,5% entro il 2030. Esiste pertanto un divario di 100 volte tra l’ambizione e la realtà. Secondo il rapporto UNEP Emission Gap 2021, tali politiche porteranno a un aumento della temperatura di 2,8° C. Il grafico seguente mostra le previsioni per vari livelli di riscaldamento in diversi scenari.

Figura 5: Emissioni globali di gas serra e scenari di riscaldamento

Livelli di emissioni in gigatoni e conseguente aumento del riscaldamento globale. Fonte: Il nostro mondo in dati.

- Ogni percorso è accompagnato da incertezza, segnata dall'ombreggiatura da basse ad alte emissioni in ogni scenario
- Il riscaldamento si riferisce al previsto aumento della temperatura globale entro il 2100, rispetto alle temperature pre-industriali.

Fonte dei dati: Climate Action Tracker (basato su politiche nazionali e sugli impegni a maggio 2021). OurWorldinData.org - Ricerca e dati per fare progressi per la soluzione dei maggiori problemi del mondo. Concesso in licenza CC-BY dagli autori Hannah Ritchie & Max Roser.

Gli impegni politici più concreti emersi al vertice sul clima COP26 per il 2030, conterrebbero il riscaldamento a 2,4-2,7° C, mentre gli impegni politici per il 2050 (benché ancora poco definiti) conterrebbero l’aumento a 1,8-2,1° C - un livelo più accettabile ma ancora eccessivo rispetto agli obiettivi di Parigi.

Misurare le emissioni

Il Greenhouse Gas Protocol è stato creato per offrire alle aziende, e più recentemente agli investitori, uno standard contabile globale con cui misurare le emissioni e le attività di mitigazione. Questo è ora usato in tutto il mondo insieme alle iniziative di raccolta dati come la Task Force for Climate-Related Financial Disclosures e il Carbon Disclosure Project.

Emissioni Scope 1

Le emissioni vengono misurate in tre ambiti. Le emissioni Scope 1 sono quelle generate direttamente dall'azienda, come per esempio attraverso le ciminiere delle fabbriche o i fumi di scarico degli aerei. Le emissioni Scope 2 sono create dalla generazione dell'elettricità o del calore necessari all'azienda per vendere i suoi prodotti principali. Le emissioni Scope 3 sono causate dall'intera catena del valore, compreso il consumatore del prodotto durante il suo ciclo di vita.

Emissioni Scope 2

Una casa automobilistica avrebbe emissioni Scope 1 e 2 relativamente basse per la produzione dell'auto, ma l'utente del veicolo consumerebbe benzina per far funzionare l'auto per molti anni, causando elevate emissioni Scope 3 durante la sua vita.

Emissioni Scope 3

Mentre i dati relativi alle Scope 1 e 2 sono relativamente facili da acquisire, può essere molto difficile misurare quelle di tipo 3; nel caso dell'utente dell'auto, per esempio, non si può sapere per quanti chilometri, o per quanti anni, l’auto verrebbe guidata.

Impegni dei paesi

I progressi di un paese verso il taglio di queste emissioni e verso la neutralità del carbonio possono essere mappati, in quanto l'Accordo di Parigi richiede a tutti i firmatari di quantificare i propri sforzi di decarbonizzazione attraverso i Contributi Determinati a livello Nazionale (NDC). Circa 192 paesi hanno presentato gli NDC, ciascuno impegnandosi a decarbonizzare.8

Complessivamente, i paesi che rappresentano circa il 61% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica, e il 68% del prodotto interno lordo del mondo, e il 58% della popolazione globale hanno ora obiettivi ”net zero”, secondo il gruppo no profit Energy & Climate Intelligence Unit.9 Si tratta per lo più di impegni a diventare carbon neutral entro il 2050 per raggiungere il principale obiettivo dell’Accordo di Parigi.

Green Deal europeo

Alcune nazioni hanno piani più ambiziosi - Austria e Uruguay si sono impegnati a raggiungere tale obiettivo entro il 2040. La Cina, che ha la più grande impronta di carbonio al mondo, ha fissato un obiettivo a lungo termine per il 2060. Il paese rappresenta attualmente quasi il 30% delle emissioni globali di CO2, contro il 15% degli Stati Uniti e il 9% dell'UE. Nell'ambito del "Green Deal europeo", la UE si è impegnata a raggiungere entro il 2030 una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990.

Ma i progressi fatti finora non sono incoraggianti. La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC) ha riferito che le attuali politiche climatiche dei governi nazionali ridurranno, in aggregato, le emissioni globali di gas serra solo dello 0,5% nel 2030.10 Guardando il lato positivo, però, l'UNFCCC ha anche concluso che gli obiettivi a lungo termine dei governi implicano una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050 – quasi a raggiungere il ”net zero” – che indirizzerebbe il mondo sulla buona strada per limitare l'aumento della temperatura globale a 2°C entro il 2100.

Parametri di misurazione

Carbon clock

Un parametro per valutare i progressi è capire quanta CO2 può ancora essere rilasciata nell'atmosfera per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Secondo il “carbon clock” del Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change (MCC), restano solo sei anni e 10 mesi per lo scenario di 1,5°C, e 24 anni e 8 mesi per 2°C.

Figura 6: È possibile controllare i progressi fino a oggi ottenuti cliccando sul visual

Un altro metodo per monitorare i progressi è tracciare il livello previsto di riscaldamento globale in base al lavoro di decarbonizzazione che si sta attuando ora. Uno di questi è il Climate Action Tracker (CAT), un progetto tedesco che raccoglie dati sulle iniziative di decarbonizzazione dei governi e li misura rispetto agli obiettivi dell'Accordo di Parigi.11

Figura 7: Global Climate Action Tracker

Puoi controllare i progressi del tuo paese cliccando sul visual qui.

chapter-2-3.png

Figura 8: Barometro

Il CAT tiene traccia dei contributi nazionali determinati da 36 paesi più l'UE, che coprono circa l'80% delle emissioni globali di gas serra e circa il 70% della popolazione mondiale. Come per il “carbon clock”, anche in questo caso i dati sono scoraggianti, prevedendo un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100 sulla base degli impegni attuali.

Impegni degli investitori

Gli investitori si stanno a loro volta impegnando per decarbonizzare i portafogli e rendere “carbon neutral” entro il 2050 il patrimonio da loro gestito. Nel 2020, l'International Investor Group on Climate Change (IIGCC) insieme a sei reti regionali di investitori ha lanciato l'iniziativa Net Zero Asset Managers. Attualmente conta 128 firmatari (tra cui Robeco) con 43.000 miliardi di dollari di patrimonio in gestione. 12
The Big Book of Climate Investing
Download the book

"Per quanto riguarda il cambiamento climatico, è chiaro che se ognuno guardasse il suo vicino, non cambierà nulla. Quindi, la responsabilità è di tutti. I paesi devono agire. Le aziende devono agire. E anche gli investitori devono agire. E ritengo che, specificamente per gli investitori, c'è una responsabilità speciale, perché possono decidere dove investire i loro soldi. E questo è uno strumento molto potente". - Carola van Lamoen, responsabile degli investimenti sostenibili, Robeco.

Cessione

Nell'ambito dell'iniziativa, gli investitori accettano di fissare obiettivi intermedi per raggiungere l'obiettivo “net zero”, sebbene come decarbonizzare sia ancora oggetto di dibattito. La semplice cessione degli investimenti in aziende a più alta emissione di carbonio, per esempio, non risolve il problema di fondo se le azioni o le obbligazioni venissero acquistate da qualcun altro. Molti stanno invece usando il coinvolgimento per persuadere le aziende con maggiori emissioni di carbonio a cambiare i propri modelli di business in modo da continuare a investire a lungo termine.

Climate Action 100+

Identificare queste aziende è abbastanza facile, dato che le 167 aziende che rientrano nell'ambito del programma di impegno della Climate Action 100+ investor collaboration rappresentano più dell'80% delle emissioni industriali globali.13 Questi sono i "soliti sospetti" guidati dalle major del petrolio e del gas, dai servizi pubblici e dai trasporti, ma anche dall'agricoltura, dalla pasta di legno e dalla carta e dalla fusione dei metalli.

II ruolo della regolamentazione

Piano d'azione dell'UE per la finanza sostenibile

La legislazione e la regolamentazione stanno anche forzando la decarbonizzazione, sia sui paesi che sugli investitori. Il Piano d'azione dell'UE per la finanza sostenibile mira a promuovere l'investimento sostenibile, compresa una maggiore spinta nell'energia rinnovabile e nella tecnologia di cattura del carbonio in tutto il blocco di 27 nazioni.

Sistema di scambio di quote di emissioni

Un Sistema di scambio di quote di emissioni tra i migliori a livello mondiale è alla base dei piani dell'UE per ridurre le emissioni, poiché stabilisce un prezzo del carbonio che agisce come una tassa sui partecipanti. Si sta elaborando un accordo per l'adeguamento del carbonio alle frontiere al fine di creare condizioni di parità e proteggere le industrie europee dai prodotti più economici e ad elevate emissioni di carbonio provenienti dall'esterno dell'UE.

Tassonomia UE

Una Tassonomia UE mira a definire per la prima volta quali attività economiche sono considerate "verdi". La UE prevede inoltre di migliorare la sostenibilità delle strategie di investimento attraverso il Regolamento sull'informativa sulla finanza sostenibile, in base alla quale gli investitori devono rivelare se i loro investimenti integrano principi di sostenibilità, compresi temi ambientali.

Conclusione

La decarbonizzazione è vista come la via principale per ridurre le emissioni e rispettare l'Accordo di Parigi. Questo viene fatto principalmente attraverso impegni per il “net zero” da parte di governi, aziende e investitori, sostenuti da una regolamentazione. I progressi possono essere monitorati, e finora indicano che il mondo è indietro rispetto all'obiettivo e deve fare di più.

Capitolo precedente
Capitolo successivo

3. Perché il cambiamento climatico è importante per gli investitori

II cambiamento climatico è una questione di "doppia materialità" per gli investitori, presentando sia rischi di transizione sia opportunità che richiedono percorsi di cambiamento.

In questo capitolo imparerai:

  • Come la doppia materialità coniuga il top-down con il bottom-up
  • I rischi di transizione (e le opportunità) che le aziende affrontano
  • Perché l'allineamento degli investimenti all’Accordo di Parigi può aiutare a raggiungere gli obiettivi

Doppia materialità

Doppia materialità

II cambiamento climatico presenta una doppia materialità per gli investitori perché implica una duplice influenza: il riscaldamento globale colpisce direttamente i probabili rendimenti degli investimenti, mentre gli investimenti stessi hanno un impatto diretto sul clima attraverso le emissioni o i rifiuti.

Ambientali, sociali e di governance (ESG)

È sia un rischio che un'opportunità, il che significa che gli investitori devono capire cosa ciò comporta per loro nel lungo termine. Per fare ciò, è essenziale integrare i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo di investimento, concentrandosi soprattutto sulla E (ambiente).

Rischio fisico

I rischi sono di due tipi: fisico e di transizione. Il rischio fisico deriva principalmente dalla crescente minaccia causata da condizioni meteorologiche più estreme, come tempeste e inondazioni che danneggiano impianti industriali o edifici, o rendono inutilizzabili i terreni agricoli. Gli assicuratori hanno già avvertito che, se il cambiamento climatico non verrà controllato, molte imprese, quali quelle nelle pianure alluvionali o nelle regioni costiere, diventeranno non assicurabili.

Condizioni meteorologiche più estreme

Figura 9: Rischi legati al clima, opportunità e impatto finanziario

Fonte: TCFD framework 2017

Rischio di transizione

Il rischio di transizione colpisce soprattutto quelle aziende con maggiori emissioni di carbonio i cui modelli di business diventeranno obsoleti a meno che non possano adattarsi a processi o prodotti a basso contenuto di carbonio. Molto dipende dalle loro emissioni e dalla loro capacità di ridurle. La Taskforce on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) ha sviluppato una struttura per aiutare le aziende e altre organizzazioni a rivelare più efficacemente i rischi e le opportunità legati al clima attraverso i loro processi di reporting esistenti.14 Lo sviluppo di una strategia a zero emissioni di carbonio è visto come il fattore chiave per tutto questo.

Top down e bottom up

Questo significa che è importante vedere gli investimenti da una prospettiva top-down e bottom-up allo stesso tempo. Inoltre, una strategia può essere allineata con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi ai fini della sostenibilità a lungo termine.

Portafoglio

Gli obiettivi top-down si concentrano sulla decarbonizzazione del portafoglio e sulla necessità di monitorare l'impronta di carbonio complessiva di una strategia rispetto a un percorso di riduzione delle emissioni che possa soddisfare l'obiettivo di 1,5°C previsto dall’Accordo di Parigi. L'approccio bottom-up significa analizzare le aziende (per le azioni) e i paesi (per i titoli di stato) per valutare la loro preparazione alla transizione.

Figura 10: Gli obiettivi top-down si concentrano sulla decarbonizzazione del portafoglio

Sebbene il focus in questo caso sia l'individuazione dei rischi, la doppia materialità comporta anche enormi opportunità. L'approccio top-down può individuare i settori che già offrono soluzioni a basse emissioni di carbonio, come nelle energie rinnovabili, mentre il bottom-up offre un mezzo per trovare i singoli “vincitori” in ogni settore per generare alfa nei portafogli. Queste opportunità sono discusse più ampiamente nel Capitolo 5.

Allineamento con l’Accordo di Parigi

L'allineamento degli investimenti con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi è stato supportato da una serie di iniziative negli ultimi anni. La prima è stata la creazione della Paris Aligned Investment Initiative da parte dell'Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC) nel 2019.

La Net Zero Asset Managers Initiative è seguita poco dopo, portando, l'anno successivo, ad impegni “net zero” entro il 2050 da parte di proprietari e gestori di asset. Una guida su come decarbonizzare i portafogli in linea con l'obiettivo di 1,5°C è stata formulata nel Net Zero Investment Framework, lanciato nel marzo 2021 e ora utilizzato in tutto il mondo.

Utilizzo di nuovi parametri di riferimento

Ma come valutare la decarbonizzazione? La maggior parte dei portafogli sono valutati rispetto a un benchmark, come l'indice MSCI World, per capire se possono superare i rendimenti di un gruppo di pari. Fino al 2020, non c'era alcun punto di riferimento con cui misurare i progressi della decarbonizzazione delle aziende o dei paesi.

Paris-Aligned Benchmarks

L'UE ha risposto creando i Paris-Aligned Benchmarks. Le aziende che lo compongono devono soddisfare criteri rigorosi, in primo luogo avere un'impronta di carbonio che sia già inferiore del 50% rispetto all'universo di investimento più ampio, e raggiungere una riduzione del 7% dell'impronta ogni anno successivo.

L'esposizione settoriale è in linea con l'universo investibile, ma le società che sfruttano l’utilizzo di combustibili fossili sono escluse, a partire da determinate soglie. Questo significa escludere praticamente l'intero settore del petrolio, del gas e dei servizi pubblici.

Percorsi di cambiamento

Raggiungere un corretto allineamento all’Accordo di Parigi non è solo una questione di rimuovere le aziende con maggiori emissioni di carbonio da un indice o da un portafoglio. Il parametro chiave è stabilire se queste hanno avviato un percorso di riduzione dell'intensità di carbonio dei loro modelli di business, per esempio passando all'energia rinnovabile, o provvedendo all’isolamento delle loro proprietà immobiliari per ridurre la perdita di calore. L'attenzione è sul percorso piuttosto che sugli attuali livelli di carbonio.

Diversi gruppi di investitori sono stati creati per contribuire a valutare i progressi delle aziende in questa transizione. La Transition Pathway Initiative (TPI) è un programma globale gestito dai proprietari di beni che valuta la preparazione delle aziende alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e aiuta gli investitori a capire il livello di ambizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni aziendali.

Quasi 1.400 aziende si avvalgono della consulenza della Science-Based Targets Initiative (SBTi), una collaborazione tra diverse organizzazioni non profit, il World Wildlife Fund (WWF), il World Resources Institute (WRI), il Carbon Disclosure Project (CDP) e il Global Compact delle Nazioni Unite. Questa iniziativa fornisce alle aziende assistenza tecnica e risorse di esperti per fissare e certificare obiettivi di riduzione delle emissioni allineati con uno scenario a bassa emissione di carbonio.

Conclusione

Il cambiamento climatico è sempre più importante per chi investe nel sostenibile, presentando una doppia materialità in quanto i rendimenti finanziari e gli impatti generati si influenzano reciprocamente. Le aziende ora affrontano i rischi di transizione, dato che molte hanno modelli di business dipendenti dai combustibili fossili che potrebbero diventare obsoleti. Nuovi parametri di riferimento stanno individuando modi migliori per misurare i progressi, mentre diverse iniziative offrono percorsi per un cambiamento positivo.

Capitolo precedente
Capitolo successivo

4. Gli ostacoli alla decarbonizzazione

Decarbonizzare un mondo che si basa ancora su abbondanti combustibili fossili non è facile, mentre questioni come il basso prezzo del carbonio e la deforestazione rimangono ostacoli da superare.

In questo capitolo imparerai:

  • La strada in salita per sostituire il carbone, il petrolio e il gas con l'energia rinnovabile
  • Il carbon pricing è ancora troppo basso e non abbastanza diffuso per funzionare adeguatamente
  • Il costo per sostituire le infrastrutture e il dilemma legato ai dati nella misurazione delle emissioni

La decarbonizzazione è essenziale se il mondo vuole ridurre le proprie emissioni di gas serra e combattere il riscaldamento globale. Il problema principale è come farlo, visto che il mondo si basa ancora così tanto sui combustibili fossili. Anche se la risposta consiste nel passare a fonti di energia rinnovabili, questo cambiamento non è così scontato quando ci sono ancora oltre 1 miliardo di auto a benzina, e così tante economie dipendenti dal petrolio o dal gas.

Il problema non è solo la fornitura, la domanda sempre crescente di elettricità da parte di popolazioni in aumento a livello globale e i vincoli logistici per elettrificare le zone attualmente non elettrificabili presentano grandi ostacoli. Gli aerei, per esempio, non possono usare le batterie allo stesso modo delle automobili, poiché nessuna è attualmente abbastanza potente da fornire l'energia necessaria per il decollo.

Cattura del carbonio

Gli edifici presentano un altro ostacolo strutturale, dal momento che gli edifici energeticamente inefficienti non possono essere facilmente ammortizzati, la loro demolizione crea a sua volta problemi di smaltimento, e la tecnologia di cattura del carbonio ha dimostrato finora di essere troppo costosa per essere installata a posteriori sulle grandi infrastrutture industriali esistenti.

Quando soffia il vento

Energie rinnovabili senza

Tuttavia, la maggior parte dei combustibili fossili può essere sostituita e molte speranze sono riposte nelle energie rinnovabili senza emissioni. Ma ciò pone due problemi principali: la loro dipendenza dalle forze della natura che le rendono possibili, e una mancanza di scala globale. In parole povere, le turbine eoliche non funzionano se il vento non soffia, e l'energia solare non funziona di notte.

Figura 11: Produzione mondiale di elettricità

Fonte: IEA 2019

Poi c'è la questione legata alla concorrenza di risorse esistenti. Le energie rinnovabili hanno fatto molta strada negli ultimi 30 anni, quando la loro quota nella produzione globale di energia è passata da meno del 10% al 29% nel 2020. Tuttavia, il 38% di tutta l'energia globale proviene ancora dal carbone, il 23% dal gas e il 3% dal petrolio.15

Il carbone, invece, è abbondante e può essere bruciato nelle centrali elettriche notte e giorno. Le riserve mondiali di carbone nel 2018 ammontavano a più di 1 trilione di tonnellate, abbastanza per durare per altri 132 anni ai tassi di estrazione attuali; ad esempio, gli Stati Uniti possiedono carbone a sufficienza per altri 342 anni.16

Ci sono più di 1,6 trilioni di barili di petrolio rimasti nelle riserve conosciute, abbastanza per soddisfare i prossimi 45 anni ai tassi di consumo attuali; il Venezuela ha ancora riserve di petrolio per i prossimi 364 anni.17 Per il gas naturale, rimangono 7.600 trilioni di piedi cubici, o 52 anni di fornitura.

Il costo non “business as usual”

Infrastrutture

Il puro costo del raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi è un altro impedimento. Le stime dell'OCSE suggeriscono che 6,9 trilioni di dollari di investimenti in infrastrutture sono necessari ogni anno da qui al 2030 per raggiungere l'obiettivo dei 2°C, equivalente a un quarto del PIL degli Stati Uniti.18

Che i paesi duramente colpiti durante la pandemia di Covid possano permetterselo è discutibile, anche se è importante ricordare che i costi sono solitamente basati sulla premessa del "business as usual". L'evidenza suggerisce che un fallimento nell'affrontare il cambiamento climatico significa che non ci sarà nessun business as usual.

Pertanto, non possiamo permetterci di non investire il denaro, perché le conseguenze saranno probabilmente peggiori. Una ricerca del National Resources Defense Council statunitense suggerisce che il mancato raggiungimento degli obiettivi di Parigi potrebbe costare all'economia USA fino a 6 trilioni di dollari nei prossimi decenni, mentre un fallimento a livello globale potrebbe ridurre il PIL globale di oltre il 25% entro la fine del secolo.19

Carbon pricing

Il “carbon pricing” viene spesso considerato una possibile soluzione per ridurre le emissioni, in quanto rappresenta un costo diretto per i maggiori responsabili di emissioni. Il problema in questo caso è che è ben lontano dall'essere adottato sulla scala globale necessaria per fare la differenza, e gli attuali prezzi del carbonio sono ancora troppo bassi.

"Il carbon pricing è stato identificato dagli economisti per molti decenni come la soluzione chiave. Tuttavia, realizzarlo si è rivelato una vera sfida. Ci sono circa 60 schemi di carbon pricing nel mondo, ma in aggregato coprono solo il 20% delle emissioni globali e il prezzo medio è di 2 dollari per tonnellata. Mentre gli scienziati sono d'accordo che attualmente il prezzo del carbonio dovrebbe essere tra 40-80 dollari per tonnellata e dovrebbe crescere fino a 100 dollari nel 2030. Quindi, c'è molta strada da fare. Ad oggi, là dove vediamo un serio carbon pricing, per esempio in Europa dove i prezzi sono pari a 40 euro per tonnellata, vediamo chiari benefici". – Lucian Peppelenbos, Climate Strategist, Robeco

Attualmente solo il 22% delle emissioni globali sono coperte da schemi di carbon pricing, ad un prezzo medio di circa 2 dollari per tonnellata di biossido di carbonio equivalente (tCO2e).20 La ricerca suggerisce che per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, i prezzi del carbonio dovrebbero essere oggi pari a 40-80 dollari, per salire a 100-150 dollari entro il 2030.21 Questo livello metterebbe fuori gioco la maggior parte delle aziende nei settori ad alta intensità di carbonio come l'acciaio e il cemento.

Inoltre, alla fine del 2020 nel mondo c'erano solo 61 iniziative di carbon pricing in atto o pianificate, costituite da 31 sistemi di scambio di emissioni (ETS), tra cui uno grande per l'UE, e 30 tasse sul carbonio.22 L'attuale prezzo del carbonio dell'EU ETS è di circa 33 euro tCO2e.

Figura 12: Situazione e tendenze del carbon pricing

Fonte: Worldbank, 2019

Un confronto tra le tasse sul carbonio di una nazione o regione e la loro quota di emissioni globali di gas serra. La Svezia ha le più alte, pur rimanendo un emettitore di medie dimensioni, mentre la California ha tra le tasse più basse pur essendo uno dei maggiori responsabili di emissioni del mondo. Fonte: “State and Trends of Carbon Pricing 2020”, Gruppo della Banca mondiale.

Il dilemma dei dati

Dati

Questi tipi di problemi, affrontati nell'economia reale, ne creano un altro: ottenere abbastanza dati affidabili con cui i governi e gli investitori possano prendere le giuste decisioni, consentendo alla decarbonizzazione di progredire. Vi sono tre problemi principali.

1) Per definizione, qualsiasi dato acquisito è storico, con un ritardo temporale medio di due anni. Cercare di interpretare le impronte di carbonio nel 2021 significa usare i dati del 2019, il che non indica la preparazione alla transizione di un'azienda o di un paese.

2) Il problema non è che non ci sono abbastanza dati, ma che si tratta di dati stimati, non misurati, che spesso provengono da fonti multiple e sovrapposte che a volte sono controintuitive. Il doppio conteggio – dove la stessa riduzione di emissioni è registrata due volte – rimane un problema comune.

3) Quali metriche usare, visto che si tratta per lo più di un approccio quantitativo quando invece deve essere più qualitativo. Il Net Zero Investment Framework fornisce metriche, metodologie e approcci raccomandati per gli investitori per poter valutare l'allineamento di un'azienda con la neutralità carbonica.23 Un approccio più lungimirante riflette le aspettative del mercato sull'esposizione e la sensibilità di un'azienda al rischio carbonio, noto come il suo "beta" del carbonio.24

La volontà politica

Deforestazione

Infine, la volontà politica è fondamentale per combattere il cambiamento climatico. Questo è ciò che uno degli architetti dell'Accordo di Parigi, Christiana Figueres, ha definito "leadership distribuita" – tutti, dal presidente alla persona comune, devono lavorare collettivamente verso un obiettivo comune. Ciò richiede una forte leadership da parte dei governi, che è stata piuttosto carente per quanto riguarda la deforestazione, per esempio.

Ogni anno si perdono ancora circa 300.000 chilometri quadrati di foreste, un'area grande come la Germania o il Vietnam, e un quarto della foresta amazzonica è già stata distrutta.25 Poiché gli alberi agiscono come un serbatoio di carbonio assorbendo CO2 dall'atmosfera e sostituendola con ossigeno, una perdita simile ogni anno rappresenta il 17% del riscaldamento globale, secondo il World Economic Forum. 26

Conclusione

La soluzione offerta dall'energia rinnovabile ha degli svantaggi quando entra in concorrenza con gli abbondanti combustibili fossili, mentre il puro costo della transizione è un deterrente per molti. Le tasse sul carbonio offrono un modo per frenare le emissioni, ma sono attualmente troppo basse, e il dilemma dei dati scoraggia alcuni investitori. Manca anche la volontà politica, come nel caso della deforestazione.

Climate investing
From urgency to solutions
Read more
Capitolo precedente
Capitolo successivo

5. Quali sono le opportunità?

Il più grande rischio per chi investe nel cambiamento climatico sta nel non vedere le opportunità, mentre il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio produrrà molti vincitori.

In questo capitolo imparerai:

  • Come l'energia rinnovabile rappresenta il fiore all’occhiello nella decarbonizzazione
  • L'aumento delle auto elettriche fa parte di una più ampia spinta all'elettrificazione
  • L'idrogeno verde è una soluzione, mentre la cattura del carbonio rimane costosa

Il cambiamento climatico è un grande rischio per gli investitori, ma rappresenta anche un mercato multimiliardario nelle soluzioni per affrontarlo. Cogliendo le opportunità che sorgono, gli investitori possono diventare parte della soluzione mitigando effettivamente il cambiamento climatico. Non sapendo raccoglierle, gli investitori diventano parte del problema favorendo il riscaldamento globale e continuando a finanziarlo.

Le più grandi opportunità possono essere divise in quattro aree chiave, da una parte e dall'altra della scadenza del 2030, per aumentare gli investimenti al fine di raggiungere gli obiettivi del 2050:

Elettrificazione

  • Prima del 2030, possono essere individuate nella tecnologia esistente: investire nell'efficienza, nelle energie rinnovabili e nell'elettrificazione dei prodotti più piccoli come le automobili e gli elettrodomestici.

Idrogeno verde

  • Dopo il 2030, l'attenzione si sposta verso le nuove tecnologie: rendere il trasporto pesante neutrale dal punto di vista del carbonio utilizzando l'idrogeno verde, per esempio, e tramite la cattura del carbonio.

Passare dai combustibili fossili alle energie rinnovabili è forse l'opportunità più ovvia e visibile. La crescita maggiore riflette l’abbandono della biomassa e dell'energia idroelettrica, usate in un modo o nell'altro per secoli, per passare ai parchi eolici e solari.

Con una tale attenzione alle infrastrutture necessarie per la transizione, la "Net Zero by 2050 Roadmap" dell'Agenzia Internazionale dell'Energia stima che per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, al fine di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, l'investimento globale totale in energia pulita deve più che triplicare entro il 2030 a circa 4 mila miliardi di dollari all'anno. 27

Figura 13: Investimenti in energia pulita nel percorso verso il “net zero”

Fonte: IEA

Eolico e solare

L'energia eolica è stata la più grande nuova fonte di energia, rappresentando il 5% di tutta la produzione globale di elettricità nel 2018, in crescita rispetto agli anni '90. Molto di tutto ciò è stato fatto in mare aperto, dove tanti dei più grandi parchi eolici del mondo sono ora nel Mare del Nord.

Oltre al potenziale energetico, esistono opportunità di investimento nelle aziende che producono le turbine eoliche, alcune delle quali grandi come grattacieli.28 Infatti, molte opportunità di investimento risiedono in strategie che puntano alle aziende che producono i materiali e sviluppano la tecnologia necessaria, piuttosto che ai parchi eolici stessi.

L'energia solare è stata letteralmente un'altra stella nascente, rappresentando circa il 2% della produzione globale di elettricità nel 2018, soprattutto grazie alle installazioni dell'ultimo decennio. Come per l'eolico, gran parte delle opportunità di investimento risiede nei produttori di attrezzature, trainati dai pannelli fotovoltaici utilizzati per catturare i raggi del sole.

Figura 14: Generazione di energia rinnovabile, dati mondiali

Fonte: PB Statistical Review of Global Energy (2020) / OurWorldinDat.org/renewable-energy * CC BY
Nota: Le "altre energie rinnovabili" si riferiscono a fonti rinnovabili che includono geotermia, biomassa, rifiuti, onde e maree. La biomassa tradizionale non è inclusa.

Vasto potenziale di elettrificazione

L'elettrificazione è un altro mezzo di decarbonizzazione, con un passaggio dai motori a combustione interna utilizzati nella maggior parte delle forme di trasporto, il che è una chiara vittoria. La quota di auto elettriche nelle vendite di nuovi veicoli a livello globale dovrebbe passare dal 2,7% nel 2020 al 10% nel 2025 e al 58% (cioè diventare la maggioranza) entro il 2040. Poiché la maggior parte dei principali produttori di automobili si sono impegnati a rendere le loro flotte elettriche entro il 2035, i giorni dei veicoli a benzina saranno finiti entro la metà di questo secolo.29

Ma non è solo il traffico: un compito più difficile sta nell'elettrificare gli edifici e gli apparecchi al loro interno. Molti uffici si affidano ancora al petrolio o al gas per alimentare i loro sistemi di riscaldamento o di aria condizionata, mentre milioni di case hanno cucine, caldaie e sistemi di riscaldamento centrale che funzionano a gas. I piani di cottura a induzione elettrica a basso voltaggio sono ormai considerati come i fornelli più efficienti dal punto di vista energetico per la casa.

Tutto ciò aumenterà drasticamente la domanda di elettricità, che richiederà enormi investimenti per aumentare le dimensioni delle reti elettriche nazionali. Tutto ciò è destinato ad aumentare la domanda di metalli conduttivi come rame, alluminio e acciaio, offrendo ulteriori opportunità nei mercati delle materie prime, sebbene ciò comporti un rovescio della medaglia nel danno ambientale che può causare.

Sfumature di idrogeno

L'idrogeno rappresenta una grande area di sviluppo che è vista come efficace fonte di energia alternativa per il trasporto commerciale. Potrebbe potenzialmente decarbonizzare le flotte di mezzi per il trasporto a lungo raggio, compresi i camion e i treni pesanti che usano il diesel; le navi container che usano combustibile bunker altamente inquinante, e anche alcuni tipi di aerei.

Ha anche il potenziale per decarbonizzare alcuni processi industriali difficili da abbandonare, come la produzione di fertilizzanti e di acciaio. Ci sono tre sfumature principali di idrogeno: verde, blu e grigio a seconda del metodo di produzione.

Figura 15: Sfumature importanti di idrogeno

Fonte: Risorse per il futuro Rapporto, dicembre 2020

L'idrogeno (H2) può essere estratto dall'acqua (H2O) tramite elettrolisi per produrre idrogeno verde senza carbonio. La forma attualmente più diffusa nell'industria è il grigio, ricavato dall'estrazione di gas naturali come il metano (CH4).

Per l'idrogeno verde senza emissioni, l'elettrolisi è usata per scomporre l'acqua nelle sue due parti componenti di idrogeno e ossigeno. L'idrogeno liberato può poi essere utilizzato nelle celle a combustibile. Se l'energia rinnovabile viene utilizzata per alimentare il processo di elettrolisi, il prodotto risultante è completamente privo di carbonio.

Il mercato ha un enorme potenziale di crescita, dato che attualmente solo il 4% dell'idrogeno prodotto è verde. La maggior parte è attualmente estratta dal metano (CH4), con il risultato di ottenere "idrogeno blu" se la cattura del carbonio è usata per intrappolare il sottoprodotto, o "idrogeno grigio" se non lo è. L'idrogeno grigio non è visto come un'alternativa praticabile in uno scenario di basse emissioni di carbonio, poiché non comporta una perdita netta di emissioni .

Figura 16: Applicazioni dell'idrogeno nell'economia

Fonte: Fuel Cell and Hydrogen Energy Association (FCHEA), Tabella di marcia verso un'economia dell’idrogeno negli Stati Uniti (ottobre 2020)

1. Cattura e utilizzo del carbonio (per la produzione di prodotti chimici)
2. Biocarburante, carburante sintetico, ammoniaca

Carbon capture

Cattura e lo stoccaggio del carbonio

Infine, molte speranze di decarbonizzazione si basano sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS). Si tratta di un complesso processo in tre fasi che consiste nel catturare le emissioni di una centrale elettrica o di un impianto industriale, trasportarle per mezzo di un gasdotto o di una nave, e poi immagazzinarle in modo sicuro nel sottosuolo. Questo impedisce alle emissioni di entrare nell'atmosfera. Tuttavia, la tecnologia è costosa e lo stoccaggio del carbonio catturato non è esente da timori ambientali.

La maggior parte degli impianti industriali può essere adattata con la tecnologia CCS, ma è più economico incorporarla nella fabbricazione di nuovi impianti. La combinazione di bruciare un combustibile di biomassa e poi usare la CCS può fornire le cosiddette "emissioni negative", il che significa che la CO2 viene effettivamente rimossa dall'atmosfera. Questa tecnologia diventerà sempre più importante nel tempo per raggiungere gli obiettivi climatici.

Conclusione

Ci sono grandi opportunità di investimento nelle soluzioni per affrontare il cambiamento climatico, trainate dalle infrastrutture di energia rinnovabile e dal passaggio alle auto elettriche. L'idrogeno verde offre una soluzione per i veicoli più grandi come camion e navi, mentre le utility possono diventare gli eroi della trasformazione. La capacità di catturare il carbonio diventerà sempre più importante.

The Big Book of Climate Investing
Download the book
Capitolo precedente
Capitolo successivo

6. Il ruolo degli investitori: il dovere di decarbonizzare?

Gli investitori possono giocare un ruolo enorme nell'aiutare la transizione verso basse emissioni di carbonio, attraverso la loro capacità di allocare il denaro e tramite l’azionariato attivo.

In questo capitolo imparerai:

  • La necessità di dirigere il capitale verso le aziende impegnate nella decarbonizzazione
  • Come l'integrazione ESG, il voto e l'impegno possono produrre un cambiamento
  • Perché le collaborazioni hanno sempre più successo nel colpire le aziende ad elevata emissione di carbonio

Sostenere le aziende sostenibili

Dovere fiduciario

Gli investitori hanno un ruolo, tanto che alcuni direbbero un dovere fiduciario, nell’allocare il denaro verso le aziende che stanno facendo la loro parte per diventare più sostenibili. Mentre la maggior parte concorda sul fatto che le basse emissioni di carbonio rappresentino il futuro a lungo termine, i costi e i rischi della transizione verso questo obiettivo non sono ancora completamente valutati nel mercato. Essere in prima linea nella transizione ha quindi senso dal punto di vista del portafoglio e della gestione del rischio.

"Per quanto riguarda gli investitori, affrontare il cambiamento climatico è parte della nostra responsabilità fiduciaria, perché il cambiamento climatico è un rischio di investimento e anche un'opportunità di investimento. È un fattore chiave per determinare i vincitori e i perdenti nel mercato di domani. Il cambiamento climatico è essenzialmente un fallimento del mercato. Indica che le emissioni non vengono valutate come parte del processo decisionale economico. Questo comporta una responsabilità chiave per i governi di mettere in atto i giusti incentivi e dare un prezzo al carbonio". – Lucian Peppelenbos, Climate Strategist, Robeco

Ambientali, sociali e di governance (ESG)

I gestori patrimoniali possono farlo in due modi principali - attraverso l'integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo di investimento, e attraverso l’azionariato attivo. Questo permette loro di indirizzare il denaro dei clienti verso le aziende più sostenibili ed evitare quelle rimaste indietro. Quando si guarda alla E di ESG, si valuta l’impatto ambientale di un'azienda, l'impronta di carbonio, l'uso dell'acqua e la gestione dei rifiuti.

Azionariato attivo

L'integrazione ESG è diventata sempre più importante, dato che la metà degli investitori in Europa oramai la utilizza nei suoi processi di investimento.30 Gli analisti guardano le attività commerciali delle aziende principalmente attraverso uno screening negativo e positivo, un processo di controllo che utilizza modelli per valutare le loro credenziali ESG. Può anche essere usato per individuare aziende con profili ESG migliori rispetto ai loro gruppi di peer. Ciò può essere ulteriormente utilizzato per costruire strategie best-in-class, compresi i fondi climatici su misura.

Figura 17: Percentuale delle attività globali di investimento sostenibile

Fonte: GSI Alliance

Tassonomia dell'UE

Tassonomia

Una cosa che può aiutare a indirizzare il denaro verso le aziende più sostenibili è la nuova tassonomia dell'UE. Per la prima volta, essa stabilisce di istituire un sistema di classificazione unificato delle attività economiche ‘verdi’ e ‘sostenibili’, nel quadro della regolamentazione finanziaria in materia di sostenibilità dell’UE.

In base a tale Tassonomia, le attività ecologicamente sostenibili devono contribuire in modo sostanziale a uno o più di sei obiettivi ambientali, Questi obiettivi sono la mitigazione del cambiamento climatico, l'adattamento al cambiamento climatico, l'uso sostenibile e la protezione delle risorse idriche e marine, la transizione verso un'economia circolare, la prevenzione e il controllo dell'inquinamento, la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Regolamento sulla informativa sulla finanza sostenibile

Per gli investitori, il Regolamento sulla informativa sulla finanza sostenibile richiederà agli asset manager di dichiarare il livello di sostenibilità dei loro fondi, in base a tre classificazioni. In generale, queste sono l'articolo 6 (ESG non viene utilizzato); l'articolo 8 (ESG è integrato), e l'articolo 9 (obiettivi di sostenibilità su misura).

Figura 18: Regolamento sulla informativa sulla finanza sostenibile

Il clima è al centro del piano di finanziamento sostenibile della UE e della tassonomia dell'UE.

Azionariato attivo

L'azionariato attivo può essere usato come strumento chiave. In qualità di azionisti, il voto può essere un'arma potente per esprimere preoccupazioni sui piani di transizione delle aziende verso il target “net zero” e per influenzarne il cambiamento.

Una tattica sempre più popolare è quella di votare contro la riconferma dei direttori chiave se una società non ha fatto abbastanza per migliorare la sua performance ESG. Un altro è quello di presentare risoluzioni degli azionisti su temi ambientali, metodo spesso usato per forzare le major del petrolio e del gas a rivedere le questioni controverse.

Say on Climate

Un nuovo tipo di risoluzione è emerso nel 2021, il "Say on Climate", in cui le aziende presentano la loro strategia di transizione energetica in un'assemblea generale. Gli azionisti votano su questi piani a seconda delle prospettive per le quali l'azienda abbia intrapreso un percorso ragionevole verso la decarbonizzazione o che debba tornare al “tavolo di lavoro”. La maggior parte è stata finora approvata con maggioranze schiaccianti

Impegnarsi per i miglioramenti

Impegno

L'impegno è un altro mezzo per cercare miglioramenti ESG nelle società partecipate. In questo processo, un'azienda accetta di parlare dei timori di un investitore per un periodo di tempo stabilito, spesso fino a tre anni. Ciò si è spesso dimostrato efficace per ottenere miglioramenti in aree come le iniziative per il clima, la deforestazione da olio di palma e la plastica monouso o l'eccesso di rifiuti.

Molto impegno viene rivolto ai programmi di decarbonizzazione, e l'attenzione è aumentata negli ultimi anni per colpire anche le istituzioni finanziarie come le banche che finanziano le aziende a più alta emissione di carbonio, e non solo i più grandi responsabili delle emissioni.

In definitiva, un investitore può minacciare di escludere un'azienda che non può o non vuole cambiare i propri metodi, privandola del capitale esterno. Un mix tra impegno e la possibilità di usare l'esclusione qualora le discussioni non fossero fruttuose è stato particolarmente efficace nel convincere i giganti dell'energia a passare a modelli di business a basse emissioni di carbonio trainati dalle rinnovabili.

Collaborazioni tra investitori

Dal momento che nessun investitore può ottenere molto da solo, le collaborazioni sono considerate sempre più come la via da seguire, poiché permettono agli investitori di unire le loro risorse per affrontare un problema importante in cui tutti hanno un interesse personale. Permettono inoltre a un'azienda impegnata di trattare con un unico gruppo globale piuttosto che avere dozzine di conversazioni separate sullo stesso argomento.

Una delle più grandi collaborazioni è la Climate Action 100+. Fondata nel 2017, si rivolge ai più grandi emettitori di gas serra del mondo e li incoraggia ad agire per decarbonizzare. La sua efficacia si è rapidamente dimostrata quando, nel 2018, il gruppo ha ottenuto che il gigante petrolifero Shell collegasse per la prima volta gli obiettivi di riduzione del carbonio alla remunerazione dei dirigenti.

IIGCC

Un altro organismo influente è l'Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), una collaborazione europea con più di 325 membri in 16 paesi. Fondata nel 2012, i suoi membri sono principalmente fondi pensione e gestori patrimoniali con oltre 39.000 miliardi di euro di patrimonio gestito.31

Nel 2020, l'IIGCC ha lanciato l'iniziativa Net Zero Asset Managers per perseguire l'obiettivo dell’Accordo di Parigi per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. I suoi membri (tra cui Robeco) hanno preso l'impegno Net Zero Carbon in cui promettono di rendere tutte le loro strategie d'investimento carbon neutral entro la metà del secolo. Ciò sarà raggiunto attraverso le decisioni di allocazione del capitale, la stewardship e il positivo coinvolgimento con le aziende, i politici e i colleghi investitori.

Conclusione

Gli investitori devono fare la loro parte allocando il denaro verso le aziende più sostenibili e impegnandosi per accelerare la transizione di alcune delle aziende a più alta emissione di carbonio che sono ancora indietro nel percorso. L'esclusione è l'ultima risorsa, ma non risolve il problema di fondo. La regolamentazione dell'UE e la nuova tassonomia stanno cambiando il panorama e le collaborazioni tra gli investitori possono essere enormemente influenti.

Capitolo precedente
Capitolo successivo

7. Soluzioni di investimento nel clima

Ci sono diversi metodi per investire in soluzioni per combattere il riscaldamento globale, a partire dagli investimenti tematici fino ai fondi climatici più personalizzati.

In questo capitolo imparerai:

  • Come le energie rinnovabili e l'elettrificazione stanno attirando investimenti
  • L'ascesa dell'Impact investing, delle obbligazioni verdi e dell'investimento ambientale
  • Una nuova ondata di strategie climatiche che seguono parametri specifici

Molte delle soluzioni per il cambiamento climatico vengono dall'impresa privata. Le aziende stanno sviluppando alternative ai combustibili fossili e mezzi innovativi per una decarbonizzazione globale. La maggior parte di queste sono aperte agli investitori che vogliono ottenere rendimenti facendo al contempo la loro parte per combattere il riscaldamento globale.

Investimento diretto

L'investimento diretto è di solito fatto dalle aziende stesse. La maggior parte dell'innovazione è finanziata dal capitale aziendale, dall'invenzione delle automobili e dei telefoni cellulari alla tecnologia che ha reso possibili i pannelli solari.

La maggior parte degli investitori preferisce investire in azioni e obbligazioni delle aziende artefici di queste innovazioni, piuttosto che finanziare direttamente infrastrutture come impianti solari, parchi eolici o la cattura del carbonio. Gli investitori tendono quindi a comprare i titoli degli operatori di infrastrutture di energia rinnovabile, e questo include le grandi compagnie petrolifere che passano all'eolico e al solare.

Strategie tematiche

Economia più circolare

L'investimento in strategie legate al clima è cresciuto in popolarità, grazie ai temi delle energie rinnovabili, della decarbonizzazione, dell'elettrificazione e del passaggio a un'economia più circolare. L'aumento di scala delle reti elettriche e il passaggio alle auto elettriche offre opportunità nelle strategie per l'energia "intelligente", la mobilità e i materiali che mirano alla nuova tecnologia, ai processi e ai minerali che stanno dietro.

Il tema dell'economia circolare si concentra sull'abbandono del dispendioso sistema lineare "prendi-consuma-smaltisci" per uno che usa meno risorse e genera meno rifiuti. Gran parte del concetto coinvolge termini che iniziano con 'ri': riciclare, riprogettare, riutilizzare, ristrutturare e riparare. L'obiettivo è quello di fare un uso più efficiente delle risorse della Terra, poiché la ricerca mostra che il modello lineare consuma risorse finite a 1,75 volte la capacità rigenerativa annuale del pianeta. 32

Figura 19: La portata illimitata delle opportunità circolari

L'economia circolare offre opportunità di investimento in tutti gli aspetti della vita moderna. Fonte: Robeco

Impact investing

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)

L'impact investing offre un altro mezzo per avere un impatto e un ritorno finanziario nell'arena del cambiamento climatico. È cresciuto in popolarità dall'avvento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell'ONU nel 2015, con più di 700 miliardi di dollari investiti in fondi d'impatto su misura alla fine del 2020.33

Molti degli SDG puntano a soluzioni per il riscaldamento globale, guidati dall'SDG 13 (azione per il clima), dall'SDG 7 (energia pulita e accessibile) e dall'SDG 12 (consumo e produzione responsabili). Altri due mirano a ecosistemi sani, che sono danneggiati da prassi non sostenibili: SDG 14 (vita sott'acqua) e SDG 15 (vita sulla terra). Tutti i 17 obiettivi sono orientati a rendere il mondo in qualche modo più sostenibile.

Sono state create strategie di investimento per comprare le azioni e le obbligazioni di aziende che possono fornire un contributo positivo ad uno o più degli SDG. Robeco, per esempio, ha sviluppato un SDG Impact Framework esclusivo che utilizza un processo in tre fasi per valutare ciò che l'azienda fa, come lo fa e se è stata coinvolta in qualche controversia, al fine di calcolare il suo contributo netto complessivo. I punteggi risultanti sono utilizzati per scegliere i titoli per il credito SDG e i portafogli azionari.

Figura 20: Il processo in tre fasi per individuare aziende adatte alle strategie SDG

Fonte: Robeco

Green bonds

Green bonds

I Green bond sono un mezzo alternativo per ragigungere risultati. Si tratta di titoli di debito i cui proventi vengono utilizzati esclusivamente per promuovere obiettivi di sostenibilità climatica e ambientale. Affinché un'obbligazione si qualifichi come "verde", i suoi proventi devono essere utilizzati per progetti con chiari benefici ambientali che possono essere quantificati, come l'energia rinnovabile, la riforestazione o la gestione dei rifiuti.

Sono tipicamente emessi da governi, agenzie od organismi sovranazionali, il che significa che possono essere scelti tra un’ampia gamma di prodotti. Le discussioni su cosa effettivamente costituisca un progetto ecologico hanno portato l'UE a stabilire un Green Bond Standard (norma UE per le obbligazioni verdi), uno schema di certificazione allineato con la tassonomia della UE, che stabilisce i criteri per ciò che è considerato effettivamente sostenibile.

Nel 2020 è stato emesso un importo record di 270 miliardi di dollari in Green bond, portando l'importo totale attualmente in circolazione a oltre 1 trilione di dollari. 34

Strategie climatiche

Infine, ci sono soluzioni su misura per il clima che seguono dei benchmark progettati unicamente per allineare le attività commerciali dei loro costituenti con l'Accordo di Parigi. Nel dicembre 2020, Robeco ha lanciato due strategie climatiche a reddito fisso aventi l’Accordo di Parigi come benchmark; siamo stati tra i primi asset manager a creare qualcosa del genere in questo spazio.

La strategia Climate Global Credits mira alle aziende che hanno un'impronta di carbonio combinata inferiore del 50% rispetto a un benchmark standard, e poi un calo del 7% dell'impronta del portafoglio per ogni anno successivo. Le compagnie di combustibili fossili sono escluse.

Purtroppo, non tutto è alla portata degli investitori: la maggior parte delle riserve mondiali di carbone, per esempio, sono di proprietà dei governi, quindi le esclusioni non funzionano, e molte delle attività più insostenibili, come la deforestazione, sono fatte illegalmente. Tuttavia, la tecnologia sta aiutando a individuare l'abbattimento non autorizzato degli alberi utilizzando attrezzature come i satelliti "spia" e i droni.

Figura 21: I satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea possono essere utilizzati per rilevare la deforestazione

Fonte: Getty Images

Conclusione

Gli investitori tendono a comprare le azioni o le obbligazioni di aziende all'avanguardia nell'innovazione nella lotta al cambiamento climatico, piuttosto che finanziare direttamente le infrastrutture. L'investimento tematico e l'impact investing offrono un mezzo per puntare a strategie legate al clima, compresi gli SDG, mentre i Green bond rappresentano un modo per finanziare progetti ambientali. Attualmente sono disponibili strategie climatiche su misura allineate ai benchmark di Parigi.

Climate investing
From urgency to solutions
Read more
Capitolo precedente
Capitolo successivo

8. Casistica per paesi, settori e aziende

La trasformazione necessaria per combattere il cambiamento climatico è già iniziata, e può essere vista a livello nazionale, settoriale e aziendale.

In questo capitolo imparerai:

  • Come due paesi sono diventati leader mondiali nelle energie rinnovabili
  • L'impegno che ha portato il cambiamento nel settore delle auto a benzina
  • Le aziende che prendono sul serio la decarbonizzazione in Asia e in Europa

Gli sforzi nazionali per sostituire i combustibili fossili con le energie rinnovabili sono al centro della riduzione del riscaldamento globale, poiché la produzione di elettricità rappresenta il 25% di tutte le emissioni.35 Questo è particolarmente importante per i paesi costieri che subiranno il peso dell'aumento del livello del mare se il problema non venisse affrontato.

Paese 1: Regno Unito

Una nazione all'avanguardia è il Regno Unito, dove le emissioni sono diminuite di oltre il 40% dal 1990, un livello superiore a qualsiasi altro paese.36 L'impegno assunto dal Regno Unito nell'aprile 2021 di ridurre le emissioni del 68% dal livello del 1990 entro il 2030 e del 78% entro il 2035 è anche il più alto del mondo.37

Parte di questo successo riflette i massicci investimenti nei parchi eolici offshore, compreso il più grande parco di turbine del mondo, il London Array nel Mare del Nord. L'eolico offshore ha generato il 26% in più di elettricità nel 2020 rispetto al 2019. Il più grande contributo delle rinnovabili rimane quello dell'energia idroelettrica che è sfruttata in Scozia sin dal diciannovesimo secolo.

Questi impegni hanno portato il Regno Unito al secondo posto nel Climate Change Performance Index 2021, una classifica annuale degli sforzi di mitigazione del clima di 57 paesi più l'UE, che copre il 90% delle emissioni globali di gas serra.38

Tuttavia, ci sono degli avvertimenti: se giudicati su base pro capite, il Regno Unito (e anche l'Unione Europea) hanno un'impronta media annuale di circa 7,9 tonnellate di carbonio pro capite, pari a quasi cinque volte le 1,7 tonnellate pro capite della molto più povera India.39

Un'altra questione è che la cifra del 40% si riferisce alle emissioni territoriali di CO2 e quindi non include le emissioni dell'aviazione, della navigazione e il carbonio incorporato nelle importazioni. Se si includono questi dati, la riduzione scende a circa il 10% dal 1990. 40

Figura 22: Elettricità generata, per combustibile

Produzione di energia elettrica nel Regno Unito nel 2020. Fonte: Tendenze energetiche del governo britannico marzo 2021

Paese 2: Cile

Energia geotermica

Mentre gli investimenti nell'energia eolica e solare fanno notizia, una fonte crescente di energia rinnovabile viene direttamente dalla Terra stessa: l'energia geotermica. Viene usata con grande efficacia in Cile, dove si trova il 15% dei vulcani e l'8% dei geyser presenti nel mondo. Il calore della roccia fusa e delle sorgenti sotterranee può essere convertito in elettricità; la capacità geotermica potenziale del Cile è di circa 16 gigawatt, abbastanza per alimentare cinque milioni di case. 41

La geografia del paese aiuta la sua spinta alle rinnovabili in altri modi. L'energia delle onde viene sfruttata dalle maree lungo i suoi 5.000 km di costa, mentre il deserto di Atacama è il luogo più secco del mondo con la più alta intensità del sole. L'impianto solare di Vallenar nell'Atacama era il più grande del Sud America quando è stato aperto nel 2016. 42

In tutto, l'energia rinnovabile rappresenta ora il 46,5% della produzione di elettricità in Cile, il livello più alto in America Latina.43 Questo l'ha portata ad essere posizionata al sesto posto nel Climate Change Performance Index 2021. 44

Figura 23: Aggiunte di rinnovabili ogni anno

La capacità delle energie rinnovabili sta crescendo esponenzialmente in Cile. Fonte: BNamericas

Settore 1: Come l’auto sta cambiando marcia

Un settore in prima linea nella transizione è quello delle case automobilistiche. Con 1,4 miliardi di veicoli su strada che rappresentano il 14% di tutte le emissioni, l'elettrificazione di questi veicoli fornirebbe un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di Parigi.45

Alcune grandi case automobilistiche si sono impegnate a passare alle flotte elettriche entro il 2040, mentre la legislazione di alcuni paesi renderà illegali le nuove auto a benzina entro il 2050. La Norvegia mira a diventare il primo paese a vietare la vendita di auto a combustibile fossile nel 2025, mentre il Regno Unito prevede di farlo nel 2030. 46

Un programma di impegno coordinato dall'Institutional Investor Group on Climate Change (IIGCC), nel 2018, ha cercato per la prima volta di ottenere impegni precisi da parte delle case automobilistiche, ottenendo diversi risultati.

Volkswagen e Daimler hanno fissato l'ambizioso obiettivo a lungo termine di azzerare le emissioni nette rispettivamente entro il 2039 e il 2040. Volkswagen è arrivata a scommettere su una sola tecnologia – optando per veicoli elettrici a batteria – la prima casa automobilistica ad averlo fatto. Altri stanno optando per ibridi, celle a combustibile, idrogeno o un mix di tecnologie.

Settore 2: L’efficacia delle utilities

Un altro settore all'avanguardia del cambiamento è quello delle utilities che generano elettricità. Attualmente rappresentano il 24% di tutte le emissioni, principalmente a causa dell'uso di centrali a carbone per generare elettricità. 47

Tuttavia, tutti i principali operatori si sono impegnati a passare all'uso delle energie rinnovabili, e alcuni hanno fissato degli obiettivi per diventare carbon neutral entro il 2050 o prima, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Tutte le utilities europee si sono impegnate a non sviluppare nuova capacità di energia a carbone, ma a concentrarsi su fonti a minore intensità di carbonio, compreso il gas naturale a medio termine.

In quanto aziende con alcuni dei percorsi più difficili per diventare carbon neutral, questo le ha anche rese leader della transizione energetica, mentre i loro guadagni rimangono solidi. Ciò ha fatto sì che le obbligazioni societarie emesse dalle utilities per finanziare i programmi di transizione avessero un rating elevato.

Società 1: Enel parte dall'alto

La motivazione al cambiamento deve venire dall'alto se si vuole che abbia qualche effetto. Una società che lo ha fatto è l'azienda elettrica italiana Enel, che è diventata una delle prime a nominare uno specialista del clima nel proprio consiglio di amministrazione.

Ha fatto seguito a una campagna di coinvolgimento da parte di Robeco per conto della Climate Action 100+ investor collaboration, in collaborazione con Assogestioni, l'associazione italiana di asset manager. Secondo il sistema italiano del 'voto di lista', gli azionisti di minoranza possono proporre candidati per il consiglio di amministrazione all'assemblea generale della società. Questo è stato fatto attraverso la nomina di un ex dirigente dell'energia eolica nel maggio 2020.

Di conseguenza, è stato nominato amministratore indipendente, e ora dovrà contribuire all'attuazione del piano di transizione di Enel nel tentativo di rendere l'azienda carbon neutral entro il 2050.

Molto è già stato fatto nell'ex monopolio di stato italiano dell'elettricità: Enel ora si vanta che metà della sua energia proviene da fonti rinnovabili a seguito di alcuni investimenti48 significativi. L'azienda ha costruito uno dei più grandi impianti idroelettrici del suo genere, il primo impianto solare collegato alla rete, la prima centrale fotovoltaica e il primo parco eolico italiano.

Società 2: Il piano audace di Hitachi

Decarbonizzare le aziende è fondamentale se si vogliono raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, e l'impegno può essere utile per raggiungere questo obiettivo. Un impegno triennale con Hitachi ha avuto successo nell'aiutare il gigante giapponese dell'elettronica a fissare degli obiettivi per ridurre le proprie emissioni Scope 1 e 2 del 50% entro il 2030, e tutte le emissioni, comprese le più complicate Scope 3, dell'80% entro il 2030.

Per raggiungere questo obiettivo, Hitachi è diventata una delle poche aziende a fissare un prezzo interno del carbonio per la sua pianificazione degli investimenti, utilizzando un'ipotesi di 5.000 JPY (38 euro) per tonnellata. L'azienda ha detto che investirà 84 miliardi di JPY (640 milioni di euro) in 10 anni per ridurre le sue emissioni di gas serra. Questo si ripercuoterà sia sul lato dell'offerta che su quello della domanda, poiché Hitachi prevede un aumento della domanda dei consumatori per prodotti più efficienti dal punto di vista energetico.

Questo fa di Hitachi l'unica grande società quotata in Giappone che ha integrato il carbon pricing così profondamente nella propria strategia. L'azienda ha detto che avrebbe fissato un obiettivo “net zero” più ambizioso per il 2050, ma lo ha considerato troppo difficile senza un prezzo del carbonio concordato a livello globale.

Conclusione

Diversi paesi stanno usando le caratteristiche del loro territorio per sfruttare l'energia rinnovabile e ridurre le loro emissioni. Settori ad alto contenuto di carbonio come quello automobilistico hanno dimostrato che è possibile trasformare i modelli di business in alternative a basso contenuto di carbonio. E grandi aziende come Enel e Hitachi stanno prendendo la questione più seriamente, nominando direttori esperti di cambiamento climatico e fissando obiettivi mirati. Tutto questo è di buon auspicio per una trasformazione positiva.

The Big Book of Climate Investing
Download the book
Capitolo precedente
Capitolo successivo

9. Un riassunto

In questo capitolo finale, riassumiamo i punti principali di ciò che abbiamo imparato finora:

  1. Il cambiamento climatico è l'alterazione a lungo termine dei modelli meteorologici che, se non venisse combattuto, causerà condizioni meteorologiche sempre più estreme, un aumento del livello del mare e una minaccia alla vita sulla Terra. È stato affrontato dai successivi protocolli internazionali che hanno portato all'Accordo di Parigi nel 2015. Gli obiettivi di emissione sono stati poi fissati dal Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC).

  2. C'è un comune accordo sul fatto che i tagli ai livelli di gas serra che stanno causando il riscaldamento globale sono vitali per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. I governi hanno risposto stabilendo obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni che culminano in impegni Net zero per diventare carbon neutral nella maggior parte dei casi entro il 2050. Gli investitori stanno affrontando le aziende ad elevate emissioni di carbonio attraverso l'impegno e fissando i propri impegni “net zero” per i portafogli. Le autorità stanno alzando gli standard con nuove regole.

  3. Il cambiamento climatico presenta un problema di doppia materialità per gli investitori, in quanto il riscaldamento globale ha un impatto sugli investimenti e viceversa. Ciò significa che è necessario coniugare un approccio top-down, che analizza le industrie ad alta emissione, con un approccio bottom-up, che guarda ai rischi di transizione delle aziende. Ci sono anche opportunità nei settori in grado di offrire una soluzione. Allineare gli investimenti con l'Accordo di Parigi può aiutare a raggiungere gli obiettivi.

  4. Sebbene la lotta al cambiamento climatico sia di vitale importanza, ci sono ancora molti ostacoli da superare. Sostituire le abbondanti risorse di carbone, petrolio e gas che possono essere bruciate 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 con energia rinnovabile meno affidabile è una strada in salita. Il carbon pricing è troppo basso e non abbastanza diffuso per funzionare correttamente, il costo della sostituzione delle infrastrutture è alto e i metodi di misurazione delle emissioni possono essere contrastanti. Infine, è necessaria la volontà politica per interrompere processi dannosi come la deforestazione.

  5. Tra le soluzioni disponibili, l'energia rinnovabile rappresenta il fiore all’occhiello nella decarbonizzazione, seguita dall’enorme potenziale di idrogeno verde per le industrie per cui la transizione è più difficile, come il trasporto pesante. L'aumento delle auto elettriche fa parte di una più ampia spinta all'elettrificazione che coinvolge una serie di nuovi materiali e minerali investibili. La cattura del carbonio è un'altra potenziale soluzione, ma risulta costoso adattare le infrastrutture esistenti.

  6. Gli investitori hanno un ruolo importante da svolgere. C'è il chiaro dovere di indirizzare il capitale verso le aziende impegnate nella decarbonizzazione, mentre l'ESG dovrebbe essere usato più ampiamente per individuare i problemi ambientali nelle aziende. L’azionariato attivo attraverso il voto e l'impegno può portare cambiamenti graditi. Le collaborazioni hanno sempre più successo nell'affrontare i grandi responsabili di emissioni per indurli a decarbonizzare o ad affrontare l'esclusione o il blocco delle attività.

  7. I mezzi per investire in soluzioni climatiche si sono ampliati. Alcuni mirano a tendenze chiare come le energie rinnovabili e l'elettrificazione attraverso investimenti tematici. L'impact investing offre un mezzo più specifico per raggiungere obiettivi come gli SDG. I Green bond emessi per progetti ambientali stanno crescendo in popolarità, così come le strategie che seguono benchmark allineati all’Accordo di Parigi.

  8. Sono in corso importanti progressi a livello nazionale, settoriale e aziendale. Tre paesi sono diventati leader mondiali nelle energie rinnovabili: il Regno Unito (eolico), il Marocco (solare) e il Cile (geotermico). L'impegno ha portato il cambiamento nel settore delle auto a benzina, che si sta convertendo ai veicoli elettrici. Possiamo osservare da vicino esempi di aziende che stanno cambiando: Hitachi, che ha fissato un prezzo interno del carbonio, ed Enel, che ha nominato un direttore per il cambiamento climatico.

Se hai assimilato tutte queste informazioni, sei pronto a fare il test!

Capitolo precedente
Pronto per il test?

Ora che conosci le basi dell'investimento climatico, passiamo alla verifica di ciò che hai imparato. Sotto troverai 15 domande a risposta multipla sui 9 capitoli del modulo. Se risponderai correttamente ad almeno 12 domande supererai il test e riceverai 2 ore di crediti formativi certificati Efpa Italia.

Il corso è stato accreditato da Efpa Italia per 2 ore in modalità A ai fini del mantenimento EFA e per 2 ore ai fini del mantenimento EIP ed EFP.

Compila il questionario

Fai il test e Ricevi i Crediti
Domanda {{activeQuestionID < 15 ? activeQuestionID : 15}} / 15

Quali sono i principali aumenti di temperatura che l'Accordo di Parigi cerca di limitare?

Seleziona la risposta corretta

Quali sono i tre principali gas a effetto serra?

Seleziona la risposta corretta

Le emissioni vengono misurate secondo tre “categorie”. Cosa c'entra questo con un produttore di automobili?

Seleziona la risposta corretta

Quali iniziative sono in gioco per ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi?

Seleziona la risposta corretta

Cosa significa per gli investitori il concetto di doppia materialità?

Seleziona la risposta corretta

Quale dei seguenti non è un rischio di transizione?

Seleziona la risposta corretta

Qual è il parametro più importante per giudicare il successo nella decarbonizzazione?

Seleziona la risposta corretta

Quali sono i tre ostacoli alla decarbonizzazione?

Seleziona la risposta corretta

Quali sono i due problemi principali del carbon pricing?

Seleziona la risposta corretta

Indicare tre opportunità nell'investimento sul cambiamento climatico

Seleziona la risposta corretta

Perché l'idrogeno verde è il più ecologico?

Seleziona la risposta corretta

Come può l'azionariato attivo avere un ruolo per ottenere un mondo a basse emissioni di carbonio?

Seleziona la risposta corretta

Quali sono gli obiettivi della collaborazione Climate Action 100+?

Seleziona la risposta corretta

Come potrebbe un'economia circolare aiutare a combattere il cambiamento climatico?

Seleziona la risposta corretta

Cosa sta facendo Hitachi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi?

Seleziona la risposta corretta
Domanda precedente
{{getCorrectCount()}}
{{questionnaire.questions.length}}
{{Passed ? 'Congratulazioni!' : 'Risposta errata, riprova.'}}
{{getCorrectCount()}}/{{questionnaire.questions.length}} Risposte corrette. Inserisci i tuoi estremi per ricevere la certificazione tramite mail. Potrai utilizzare la mail per ottenere il certificato del superamento del test.
{{getCorrectCount()}}/{{questionnaire.questions.length}} Risposte corrette. Ripeti il test
Improve score
Visualizza i risultati
Visualizza i risultati
Ripeti il test
Le tue risposte
1
Quali sono i principali aumenti di temperatura che l'Accordo di Parigi cerca di limitare?
Un massimo di 2 gradi Celsius entro il 2050 e idealmente 1,5 gradi
Un massimo di 2 gradi Celsius entro il 2100 e idealmente 1,5 gradi
Un massimo di 1,5 gradi Celsius entro il 2100 e idealmente 1,0 gradi
Un massimo di 2 gradi Celsius entro il 2050 e idealmente 1,5 gradi
Un massimo di 2 gradi Celsius entro il 2100 e idealmente 1,5 gradi
Un massimo di 1,5 gradi Celsius entro il 2100 e idealmente 1,0 gradi
2
Quali sono i tre principali gas a effetto serra?
Anidride carbonica, monossido di carbonio, anidride solforosa
Idrogeno, protossido di azoto, metano
Anidride carbonica, protossido di azoto, metano
Anidride carbonica, monossido di carbonio, anidride solforosa
Idrogeno, protossido di azoto, metano
Anidride carbonica, protossido di azoto, metano
3
Le emissioni vengono misurate secondo tre “categorie”. Cosa c'entra questo con un produttore di automobili?
Scope 1 per un'auto a benzina, Scope 2 per i diesel e Scope 3 per i veicoli elettrici
Scope 1 per il contenuto di metallo, Scope 2 per la plastica necessaria e Scope 3 per lo scarico
Scope 1 per la fabbricazione dell'auto, Scope 2 per l'energia necessaria, e Scope 3 per la guida
Scope 1 per un'auto a benzina, Scope 2 per i diesel e Scope 3 per i veicoli elettrici
Scope 1 per il contenuto di metallo, Scope 2 per la plastica necessaria e Scope 3 per lo scarico
Scope 1 per la fabbricazione dell'auto, Scope 2 per l'energia necessaria, e Scope 3 per la guida
4
Quali iniziative sono in gioco per ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi?
Net Zero Asset Managers Initiative, Emissions Trading Scheme, Tassonomia UE
Carbon Pricing Task Force, Tassonomia UE, US Green Deal
Net Zero Asset Managers Initiative, Carbon Reduction Project, Autorità pr gli Scope 3
Net Zero Asset Managers Initiative, Emissions Trading Scheme, Tassonomia UE
Carbon Pricing Task Force, Tassonomia UE, US Green Deal
Net Zero Asset Managers Initiative, Carbon Reduction Project, Autorità pr gli Scope 3
5
Cosa significa per gli investitori il concetto di doppia materialità?
È necessario sia un approccio top-down che uno bottom-up
Il cambiamento climatico influisce sugli investimenti mentre gli investimenti hanno un impatto sul cambiamento climatico
Gli investitori devono impiegare il doppio del capitale nei fondi ESG per generare lo stesso rendimento
È necessario sia un approccio top-down che uno bottom-up
Il cambiamento climatico influisce sugli investimenti mentre gli investimenti hanno un impatto sul cambiamento climatico
Gli investitori devono impiegare il doppio del capitale nei fondi ESG per generare lo stesso rendimento
6
Quale dei seguenti non è un rischio di transizione?
Affrontare le perturbazioni causate da condizioni meteorologiche più estreme, con conseguenti danni agli edifici a causa delle tempeste
Passare a un modello di business a basse emissioni di carbonio in modo che i prodotti non diventino obsoleti
Raccogliere ed utilizzare l’energia proveniente da fornitori di rinnovabili piuttosto che da combustibili fossili
Affrontare le perturbazioni causate da condizioni meteorologiche più estreme, con conseguenti danni agli edifici a causa delle tempeste
Passare a un modello di business a basse emissioni di carbonio in modo che i prodotti non diventino obsoleti
Raccogliere ed utilizzare l’energia proveniente da fornitori di rinnovabili piuttosto che da combustibili fossili
7
Qual è il parametro più importante per giudicare il successo nella decarbonizzazione?
Se una società ha attualmente una strategia a zero emissioni di carbonio nella sua operatività
Se una società si è impegnata a non utilizzare il carbone per l'energia di cui ha bisogno
Se una società è sulla strada giusta per decarbonizzare le proprie operazioni commerciali
Se una società ha attualmente una strategia a zero emissioni di carbonio nella sua operatività
Se una società si è impegnata a non utilizzare il carbone per l'energia di cui ha bisogno
Se una società è sulla strada giusta per decarbonizzare le proprie operazioni commerciali
8
Quali sono i tre ostacoli alla decarbonizzazione?
Le risorse rinnovabili sono troppo costose, ottenere dati corretti, mancanza di volontà politica
La mancanza di scalabilità nelle rinnovabili, il carbon pricing, ottenere dati corretti
Il costo puro e semplice, il carbonio non può essere catturato, la mancanza di volontà politica
Le risorse rinnovabili sono troppo costose, ottenere dati corretti, mancanza di volontà politica
La mancanza di scalabilità nelle rinnovabili, il carbon pricing, ottenere dati corretti
Il costo puro e semplice, il carbonio non può essere catturato, la mancanza di volontà politica
9
Quali sono i due problemi principali del carbon pricing?
Non è universalmente adottato e il prezzo medio del carbonio è troppo basso
Non è universalmente adottato e il prezzo medio del carbonio è troppo alto
Troppe aziende stanno cercando di adottarlo, di conseguenza il prezzo del carbonio fluttua troppo
Non è universalmente adottato e il prezzo medio del carbonio è troppo basso
Non è universalmente adottato e il prezzo medio del carbonio è troppo alto
Troppe aziende stanno cercando di adottarlo, di conseguenza il prezzo del carbonio fluttua troppo
10
Indicare tre opportunità nell'investimento sul cambiamento climatico
Energia rinnovabile, energia nucleare, auto a idrogeno
Energia nucleare, elettrificazione, aerei a batteria
Energia rinnovabile, elettrificazione, cattura del carbonio
Energia rinnovabile, energia nucleare, auto a idrogeno
Energia nucleare, elettrificazione, aerei a batteria
Energia rinnovabile, elettrificazione, cattura del carbonio
11
Perché l'idrogeno verde è il più ecologico?
La cattura del carbonio è utilizzata nel processo di estrazione per elettrolisi
L'energia rinnovabile è utilizzata nel processo di estrazione per elettrolisi
Il metano (CH4) viene scomposto, quindi si produce una quantità di idrogeno quattro volte superiore
La cattura del carbonio è utilizzata nel processo di estrazione per elettrolisi
L'energia rinnovabile è utilizzata nel processo di estrazione per elettrolisi
Il metano (CH4) viene scomposto, quindi si produce una quantità di idrogeno quattro volte superiore
12
Come può l'azionariato attivo avere un ruolo per ottenere un mondo a basse emissioni di carbonio?
Usare il voto e l'impegno per persuadere le aziende ad elevata emissione di carbonio a decarbonizzare
Escludendo sempre qualsiasi azienda con emissioni superiori alla media globale
Usare il potere degli azionisti per costringere le aziende a bassa emissione di carbonio a rilevare quelle ad elevate emissione di carbonio
Usare il voto e l'impegno per persuadere le aziende ad elevata emissione di carbonio a decarbonizzare
Escludendo sempre qualsiasi azienda con emissioni superiori alla media globale
Usare il potere degli azionisti per costringere le aziende a bassa emissione di carbonio a rilevare quelle ad elevate emissione di carbonio
13
Quali sono gli obiettivi della collaborazione Climate Action 100+?
Decarbonizzare tutte le società che compongono l'indice FTSE 100 del Regno Unito
Offrire 100 suggerimenti per il disinvestimento da aziende ad alto impatto carbonico
Impegnarsi con le maggiori aziende ad elevate emissioni di carbonio al mondo e incoraggiarle a decarbonizzare
Decarbonizzare tutte le società che compongono l'indice FTSE 100 del Regno Unito
Offrire 100 suggerimenti per il disinvestimento da aziende ad alto impatto carbonico
Impegnarsi con le maggiori aziende ad elevate emissioni di carbonio al mondo e incoraggiarle a decarbonizzare
14
Come potrebbe un'economia circolare aiutare a combattere il cambiamento climatico?
Riciclare i prodotti significa ridurne la necessità di produrne di nuovi, abbattendo le emissioni
Il carbonio viene depositato nel terreno una volta liberato
Una maggiore automazione significa meno energia nel processo di produzione
Riciclare i prodotti significa ridurne la necessità di produrne di nuovi, abbattendo le emissioni
Il carbonio viene depositato nel terreno una volta liberato
Una maggiore automazione significa meno energia nel processo di produzione
15
Cosa sta facendo Hitachi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi?
Rende il suo prezzo interno del carbonio il più alto del mondo
Fissa obiettivi di riduzione delle emissioni e un prezzo interno del carbonio
Si impegna a non acquistare componenti al di fuori del Giappone
Rende il suo prezzo interno del carbonio il più alto del mondo
Fissa obiettivi di riduzione delle emissioni e un prezzo interno del carbonio
Si impegna a non acquistare componenti al di fuori del Giappone