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Ricerca e sviluppo: amazon e paesi europei a confronto

Ricerca e sviluppo: amazon e paesi europei a confronto

23-02-2021 | Statistiche straordinarie
Nel 2019-2020 il colosso tecnologico statunitense Amazon ha speso in ricerca e sviluppo (R&S) più dell’Italia.
  • Jack  Neele
    Jack
    Neele
    Portfolio Manager
  • Richard  Speetjens
    Richard
    Speetjens
    Portfolio Manager

In breve

  • I paesi europei continuano a rimanere indietro in termini di R&S
  • Il futuro della tecnologia è fuori dall’Europa
  • Il declino tecnologico dell’Europa non è irreversibile, ma il cambio di rotta richiederà tempo

Che cosa è accaduto?

Amazon continua a investire freneticamente nell’innovazione tecnologica. Dopo aver raggiunto 35,9 miliardi di dollari (circa 30 miliardi di euro) nel 2019, la spesa per R&S del gruppo salirà a 42,7 miliardi di dollari (35 miliardi di euro) nel 2020, con un aumento del 19,0% su base annua.1  Al contrario, secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2019 la spesa totale per R&S dell’Italia si è attestata leggermente al di sotto dei 26 miliardi di euro.2 

Gli esperti di contabilità possono discutere a lungo se tutto ciò che il colosso tecnologico statunitense considera R&S rientri in questa categoria, e se la cifra complessiva non debba in realtà essere ridotta. Tuttavia, questi dati illustrano chiaramente una cosa: l’entità del ritardo accumulato dalla maggior parte dei paesi europei rispetto a molte altre regioni in termini di innovazione.

Nel 2019 gli Stati membri dell’Unione Europea (UE) hanno speso in R&S il 2,2% del loro prodotto interno lordo (PIL), in leggero aumento rispetto al 2,0% di dieci anni prima. Gli ottimisti diranno che l’attività di R&S dell’UE è in aumento e che, dopo tutto, la regione è non troppo distante dagli Stati Uniti (2,8% nel 2018). Ma ciò significherebbe ignorare che altri paesi, soprattutto quelli emergenti, continuano a recuperare terreno molto più velocemente.

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Perché è importante?

La debole spesa per R&S è probabilmente uno dei motivi fondamentali per cui le imprese europee sono passate in secondo piano sulla scena tecnologica globale negli ultimi due decenni. Sono lontani i giorni in cui aziende come Nokia, Ericsson, STMicroelectronics o Skype erano le beniamine degli investitori azionari.

Questo spiega perché il settore tecnologico europeo rappresenta oggi una quota così ridotta dei mercati azionari del continente. Alla fine del 2020 i settori della tecnologia informatica e dei servizi di comunicazione rappresentavano l’11,5% dell’MSCI Europe Index, contro, ad esempio, il 37,2% dell’MSCI US Broad Market Index e il 23,6% dell’MSCI Japan Index. 

Nel frattempo molti paesi emergenti hanno intensificato i loro sforzi. La Cina, ad esempio, ha più che raddoppiato la sua spesa per R&S in percentuale rispetto a un PIL in rapida crescita, passando dallo 0,9% nel 2000 al 2,1% nel 2019. In questo periodo le imprese tecnologiche cinesi hanno preso il volo. Ad esempio, gli “unicorni” cinesi sono più del doppio di quelli dell’intera UE.

Quali implicazioni per gli investitori?

A causa di tutto questo, gli investitori cercheranno sistematicamente fuori dall’Europa le società leader del trend della digitalizzazione che sta plasmando il mondo in cui viviamo. Da questo punto di vista, i mercati emergenti appaiono sempre più interessanti. Scorgiamo enormi opportunità all’intersezione dei due trend su cui è imperniata la nostra strategia Global Consumer Trends: i consumi digitali (“digital consumer”) e i consumi nei mercati emergenti (“emerging consumer”).

Ovviamente il declino dell’Europa potrebbe non essere irreversibile. Ad esempio, il programma di spesa per R&S dell’UE da 100 miliardi di euro, che sarà lanciato quest’anno, mira proprio a colmare il divario. Probabilmente tuttavia ci vorranno molti anni, se non decenni, per recuperare il ritardo e assistere all’ascesa di una nuova generazione di leader tecnologici globali europei.

1 Amazon presenta la sua spesa per R&S sotto la voce “tecnologia e contenuti” nelle sue relazioni trimestrali.
2 Vedi: 27 novembre 2020, “R&D expenditure in the EU at 2.19% of GDP in 2019”, comunicato stampa Eurostat.

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