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La contrapposizione non è fra growth e value, ma fra titoli e fondamentali

La contrapposizione non è fra growth e value, ma fra titoli e fondamentali

22-01-2021 | Visione
Gli eventi dell’ultimo trimestre, fra cui l’approvazione dei vaccini contro il Covid-19 e la neo-insediata amministrazione USA pronta a rilasciare nuovi stimoli, hanno rafforzato la nostra posizione costruttiva sulle azioni globali. Non tutte le azioni sono costose: la polarizzazione tra growth e value ha agito non solo tra settori ma spesso anche all’interno di essi. Ne deriva un’opportunità per gli investitori disposti a compiere uno sforzo aggiuntivo nella ricerca titoli.
  • Fabiana Fedeli
    Fabiana
    Fedeli
    Global Head of Fundamental Equities
  • Michiel  Plakman
    Michiel
    Plakman
    Portfoliomanager Robeco Global Stars Equities
  • Wim-Hein  Pals
    Wim-Hein
    Pals
    Head of Emerging Markets team

In breve

  • Outlook da neutrale a positivo per i mercati sviluppati ed emergenti
  • Sensibile miglioramento delle revisioni degli utili in tutti i mercati e settori
  • Necessità di monitorare il ritmo delle vaccinazioni e possibili tattiche ostruzionistiche

Non illudiamoci certo: l’approvazione dei vaccini e il chiaro responso delle urne americane non garantiscono un cammino privo di ostacoli. Anzitutto, la distribuzione dei vaccini è partita a rilento in quasi tutti i paesi. In secondo luogo, l’accaparramento dei due seggi del Senato della Georgia il 5 gennaio 2021 ha sancito il pareggio fra democratici e repubblicani e, dunque, una maggioranza “blu” di fatto se consideriamo il voto dirimente della vicepresidente Harris. 

Tuttavia, ciò non regala all’amministrazione Biden libertà di movimento su tutte le proposte politiche, poiché le sue iniziative di legge potrebbero essere bloccate in Senato dall’ostruzionismo, superabile solo con una solida maggioranza di 60 deputati o attraverso il ricorso alla procedura semplificata della riconciliazione. 

Pur consci degli ostacoli all’orizzonte, crediamo che nessuna delle due questioni – il rallentamento delle vaccinazioni e il paventato ostruzionismo – siano ragioni sufficienti per cambiare la nostra posizione di sostegno alle azioni globali. Potrebbero, tuttavia, provocare occasionalmente una reazione negativa dei mercati. Come sosteniamo da alcuni trimestri, l'epidemia di Covid-19 e il suo impatto sulla ripresa economica rimangono i principali motori dei mercati azionari. 

Tuttavia, la quantità di risorse messe a disposizione dai governi e dalla comunità sanitaria per aumentare i tassi di vaccinazione in tutto il mondo è senza precedenti e fa ben sperare in un rapido miglioramento, seppur non fulmineo. Il rischio maggiore, a questo punto, è la comparsa di nuovi ceppi del virus resistenti ai vaccini che al momento possiamo escludere.

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Aggiornamento del modello a cinque fattori

I nostri team dei mercati sviluppati e dei mercati emergenti hanno entrambi rivisto in positivo le loro previsioni azionarie e rivisto al rialzo le loro prospettive sui cinque fattori, da neutrali a positive. Il denominatore comune è il progresso del fattore utili, che è stato oggetto di revisioni significative in tutti i mercati sviluppati ed emergenti ed è ora positivo in entrambe le regioni. 

Va sottolineato che il recupero degli utili appare generalizzato, poiché le revisioni migliorano in quasi tutti i settori. Grazie al contributo di vaccinazioni e migliori terapie nel mitigare gli effetti del lockdown economico causato dal Covid e grazie alla progressiva normalizzazione dell’attività, ci aspettiamo un’ulteriore rotazione da azioni e paesi difensivi e favoriti dal Covid ad altri che beneficeranno della normalizzazione economica.

In generale, a livello regionale i mercati emergenti rimangono la nostra posizione di maggior sovrappeso dei nostri portafogli globali, seguiti dall’Europa. Troviamo alcune interessanti opportunità in Giappone, in particolare nel settore tecnologico. Nei mercati emergenti continuiamo a privilegiare l’Asia del Nord (Cina, Taiwan e Corea del Sud).

A livello settoriale, la nostra principale sovraesposizione globale riguarda la tecnologia, anche se abbiamo ulteriormente ridimensionato le azioni tecnologiche più rialziste negli Stati Uniti e in Asia poiché la competizione è destinata a inasprirsi nei prossimi due trimestri e la stretta regolamentare non allenterà la presa. Abbiamo anche operato ulteriori prese di beneficio nel settore dei servizi di comunicazione. 

Osserviamo maggiori opportunità nell’industria, nei beni di consumo voluttuari, nei materiali speciali e nella sanità, e abbiamo rafforzato in chiave selettiva il settore finanziario negli Stati Uniti e nei mercati emergenti. Ultimo, ma non meno importante, è il nostro gradimento del tema della sostenibilità. Al “Green Deal” europeo e al crescente impegno verso l’azzeramento delle emissioni zero in una serie di mercati asiatici entro il 2050-2060, si aggiungono i benefici di maggiori investimenti statunitensi grazie all’amministrazione Biden forte di un Congresso unito.

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