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Gli investimenti in titoli value si sono messi in moto

Gli investimenti in titoli value si sono messi in moto

08-12-2020 | Previsioni mensili
La disponibilità di efficaci vaccini anti Covid-19 potrebbe riportare in auge gli investimenti value, sostiene lo strategist di Robeco Peter van der Welle.
  • Peter van der Welle
    Peter
    van der Welle
    Strategist Global Macro team

In breve

  • Sovraperformance dei titoli value all’annuncio del vaccino
  • Con il ritorno alla normalità dell'economia, sono tre i fattori a sostegno del value
  • Nel breve termine, il rally potrebbe rivelarsi una ripresa piuttosto che una vera rotazione

Secondo lo strategist, i vaccini autorizzati potrebbero riportare il mondo alla normalità, favorendo i titoli ciclici maggiormente penalizzati dal lockdown e finora più profondamente colpiti dalla pandemia.

I titoli value sono quelli di società con quotazioni non proporzionate al loro effettivo potenziale e con buoni margini di rialzo. Per oltre un decennio hanno sottoperformato lo stile growth, che invece punta su settori ad elevata crescita come quello della tecnologia.

“In novembre, l’annuncio dell'efficacia di diversi vaccini anti Covid, in grado di fermare una pandemia che ha provocato la più grave recessione dal 1930, ha creato grande movimento sui mercati”, sostiene Peter van der Welle, strategist del team multi-asset di Robeco.

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Performance annuale dei titoli growth rispetto ai titoli value. Fonte: Refinitiv Datastream, Robeco

“Gli indici dei mercati azionari hanno stabilito nuovi record e, nelle ultime settimane, gli afflussi verso l'azionario hanno raggiunto i massimi storici. A novembre, infatti, i titoli value hanno sovraperformato i titoli growth di quasi il 5%. Quelli che avevano arrancato durante la fase di ripresa partita a marzo, dopo l’annuncio dell'efficacia del vaccino a novembre sono stati ampiamente rivalutati.”

“In virtù di questo rialzo, viene da chiedersi se la tanto attesa rotazione dal growth al value sia finalmente iniziata, ma ancora non c’è nulla di certo. A novembre i titoli value hanno guadagnato il 15%, ma anche i tecnologici hanno registrato un’impennata del 10,9%.”

“Secondo noi, l’annuncio dell'efficacia di diversi vaccini e la recente approvazione di un vaccino specifico nel Regno Unito hanno messo in moto gli investimenti a favore del fattore value, favorendo l’ulteriore crescita della sovraperformance dei titoli value nel 2021.”

Il value è davvero conveniente

Una delle dinamiche di mercato è che, dopo mesi vissuti in affanno durante la pandemia, i titoli value sono diventati estremamente convenienti rispetto alle controparti growth.

“Le valutazioni non sempre contribuiscono a un’asset allocation tattica e solo raramente rappresentano un fattore autonomo,” prosegue Van der Welle. “Ma nel discutere tra value e growth, potrebbero esserci buoni motivi per ritenere secolare il rialzo dei tecnologici che, quindi, andrebbero scambiati a multipli più elevati. La pandemia da Covid-19 e le sue conseguenze hanno accelerato la digitalizzazione, che favorisce i titoli growth.”

“Eppure, con multipli P/E relativi vicini a 2, la dispersione tra valutazioni value e growth è ormai a livelli altissimi e, nel medio e lungo termine, lascia presagire rendimenti superiori alla media storica per il fattore value, in sovraperformance rispetto ai titoli growth.”

Tre fattori a favore del value

I titoli value ci stanno finalmente mostrando il loro valore? Van der Welle cita tre argomenti a sostegno del ritorno del value. “Innanzitutto, i titoli value tendono a sovraperformare all’inizio di un nuovo ciclo economico,” sostiene. “Mentre, stando al nostro modello, il ciclo sta ancora rallentando, prevediamo l’imminente ingresso in una fase di ripresa ‘flash’.”

“Al termine di una recessione, la curva dei rendimenti dei mercati obbligazionari si inclina, con gli investitori in cerca di maggiori compensazioni per il rischio di crescita sui mercati. In passato, i titoli value hanno mostrato una tendenza al recupero sui titoli growth, in concomitanza con l’ulteriore inclinazione della curva dei rendimenti all’inizio della fase di ripresa.”

Il secondo fattore favorevole è l’assenza di “scarsa crescita economica” all’uscita del contesto dalla pandemia. “Negli ultimi anni, i titoli growth hanno evidenziato un forte allargamento dei multipli, con gli investitori disposti a pagare di più per società in grado di generare cashflow in un contesto di fine ciclo e scarsa crescita,” continua Van der Welle. “Questo fenomeno ha accelerato a marzo, quando la crisi da Covid-19 ha raggiunto il picco. E ora che la crescita non è più scarsa, i titoli value non sono più penalizzati.”

Il contributo degli interventi governativi

Infine Van de Welle afferma che, durante la pandemia, i governi sono stati estremamente collaborativi dal punto di vista fiscale, in netto contrasto con l’austerità imposta al termine dell’ultima crisi finanziaria mondiale.

“Le politiche fiscali accomodanti, favorite dalla credibilità delle banche centrali nel ruolo di finanziatori fiscali, hanno due principali conseguenze per il value,” sostiene. “Innanzitutto, l’aumento delle emissioni governative dovuto all’allentamento fiscale incrementa la pressione sui rendimenti dei titoli di stato, favorendo il segmento dell’universo azionario meno sensibile ai tassi di interesse, ovvero i titoli value.”

“In secondo luogo, se la spesa pubblica è efficace, l'effetto moltiplicatore sull’economia reale è positivo e ad approfittarne sono i titoli più sensibili alla crescita, come i titoli value.”

Ripresa o rotazione?

Tuttavia, Van der Welle invita alla prudenza. “La recente sovraperformance dei titoli value potrebbe dipendere soprattutto dalla loro ripresa, anziché da una rotazione,” afferma.

“Non è che gli investitori abbiano completamente abbandonato i titoli growth, quindi la reazione del mercato di novembre non va interpretata come un netto passaggio dal growth al value. I grandi vincitori del mese sono stati i titoli maggiormente penalizzati dalla pandemia e più deludenti a partire dalla fase rialzista di marzo.”

“In prospettiva, grazie al vaccino, le migliori prospettive per i settori dell’ospitalità e dell’intrattenimento favoriranno indirettamente anche i titoli growth, per esempio attraverso l’aumento degli introiti pubblicitari di alberghi e ristoranti sulle piattaforme digitali. La digitalizzazione dell’economia mondiale si conferma spinta propulsiva secolare per i titoli growth.”

“Inoltre, nel breve termine, l’impennata di contagi da Covid-19, l’incertezza sul trasferimento dei poteri dopo le presidenziali USA e la polemica tra Dipartimento del Tesoro americano e Fed, che ostacolano il coordinamento delle politiche fiscali e monetarie, rappresentano un grosso rischio per il value.”

Sconfiggere il virus

Tutto si riduce alla vittoria sul Covid-19. “Con le vaccinazioni avviate già a dicembre in un paio di grandi economie, la triplice questione legata alla risoluzione della crisi sanitaria, alla ripartenza della crescita economica e al rispetto delle libertà individuali tenderà a risolversi,” sostiene.

“E si rafforza lo scenario che prevede un’ulteriore sovraperformance del value nei prossimi 12 mesi. Ma non siamo ancora fuori pericolo. La strada verso una nuova normalità post Covid-19 non sarà in discesa, il che implica un’esposizione selettiva verso il value in un contesto di rischi breve termine. È vero che ultimamente gli investimenti nel fattore value ha mosso i primi, promettenti passi, ma devono ancora uscire dalla fase di ‘soft patch’.”

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