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Paesi nordici e Paesi Bassi: confronto tra le politiche ESG dei fondi pensione

Paesi nordici e Paesi Bassi: confronto tra le politiche ESG dei fondi pensione

10-12-2020 | Visione
I fondi pensione dell’Europa settentrionale sono in prima linea nel movimento globale verso investimenti più sostenibili. Ma anche se questi fondi convengono sulla necessità di tener conto della sostenibilità, le loro politiche ESG spesso variano notevolmente. Un esame più attento delle politiche attuate dai grandi fondi pensione nei paesi nordici e nei Paesi Bassi evidenzia importanti differenze.
  • Laurens Swinkels
    Laurens
    Swinkels
    Researcher at Quant Research team

In breve

  • I fondi pensione concordano sull’importanza della sostenibilità 
  • Differenze significative tra le politiche ESG dei fondi 
  • Gli asset manager devono adattarsi all’evolversi delle esigenze 

L’investimento sostenibile, l’investimento responsabile o investimento ESG è diventato un tema importante nell’asset management nell’ultimo decennio, soprattutto tra i fondi pensione del Nord Europa. Le politiche d’investimento di questi fondi pensione descrivono di solito il modo in cui l’investimento sostenibile viene attuato nella pratica. Tuttavia, tali politiche ESG possono variare in modo significativo da un fondo all’altro. 

Per conoscere le differenze, abbiamo analizzato le politiche individuali dei dieci maggiori fondi pensione dei quattro paesi nordici – Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia – e dei Paesi Bassi. Un requisito indispensabile era che ogni fondo avesse masse in gestione per almeno 1 miliardo di euro. All’interno di questi paesi, abbiamo riscontrato significativi effetti di rete dovuti all’adesione dei fondi a un’iniziativa di sostenibilità o all’esclusione di determinati prodotti o comportamenti aziendali. 

Tra i titoli azionari tipicamente considerati per l’esclusione negli studi accademici – ovvero quelli associati ad alcolici, tabacco e gioco d’azzardo – solo i titoli del tabacco erano generalmente evitati dai fondi pensione del nostro campione. Le azioni dei produttori di alcolici e dei gestori di case da gioco erano escluse solo in rari casi. 

Le armi controverse rappresentavano di gran lunga la categoria più evitata, a volte per via di una regolamentazione nazionale restrittiva. La letteratura accademica menziona occasionalmente l’intrattenimento per adulti e le armi convenzionali come rispondenti ai criteri per l’esclusione basata sui prodotti, ma raramente queste aziende erano esclude dai fondi pensione nel campione che abbiamo preso in esame. 

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Enfasi sul clima in Danimarca e Svezia

Dal punto di vista della protezione dell’ambiente, la maggior parte dei paesi nordici esclude gli investimenti in imprese del carbone (termico), mentre i fondi pensione olandesi non lo fanno ancora su larga scala. Al contempo, escludere il petrolio e le sabbie bituminose è diventato una prassi frequente in Danimarca e in Svezia. I maggiori fondi pensione di questi due paesi sono stati in effetti i primi ad iniziare ad escludere le compagnie petrolifere dai loro portafogli. 

Sembra sussistere un notevole disaccordo su quali aziende dovrebbero essere escluse

Un risultato interessante del nostro studio è che sembra sussistere un notevole disaccordo su quali aziende dovrebbero effettivamente essere escluse, anche se i fondi pensione concordano su temi di ampio respiro quali il danno ambientale, i diritti umani e i diritti del lavoro. 

Queste differenza tra le politiche di esclusione riflettono un sano grado di diversità negli approcci all’investimento sostenibile. La sostenibilità assume molteplici significati. Ma queste differenze possono anche creare difficoltà per gli asset manager, impedendo loro in particolare di adottare un approccio uniforme, adatto a tutti, nello sviluppo di soluzioni d’investimento sostenibile per gli investitori istituzionali. 

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