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Costruire filiere più resilienti nel settore dell’abbigliamento

Costruire filiere più resilienti nel settore dell’abbigliamento

09-10-2020 | Visione
Le filiere produttive del settore dell’abbigliamento sono state duramente colpite dal Covid-19, ma l’impegno delle aziende a pagare un salario dignitoso rimane prioritario. Questo è stato il messaggio principale di un forum organizzato per parlare del lavoro svolto dalla Platform Living Wage Financials (PLWF), che fa parte di un importante progetto di engagement di Robeco.
  • Laura Bosch Ferreté
    Laura
    Bosch Ferreté
    Engagement specialist
  • Peter van der Werf
    Peter
    van der Werf
    Engagement Specialist

In breve

  • La pandemia ha messo a repentaglio il sostentamento di milioni di lavoratori
  • Questioni affrontate durante il webinar della Platform Living Wage Financials
  • Quattro considerazioni fondamentali su come accelerare il pagamento di salari minimi

La piattaforma è una collaborazione tra 15 società finanziarie prevalentemente olandesi, con masse in gestione per 2.600 miliardi di euro, che si propone di migliorare le condizioni nel settore dell’abbigliamento, il cui modello di business dipende notevolmente da lavoratori a bassa retribuzione. 

Le attività di engagement di PLWF si concentrano su 29 aziende dell’industria dell’abbigliamento e su 16 imprese del settore alimentare, sia agricolo che del commercio al dettaglio. La piattaforma utilizza una metodologia aggiornata quest’anno per valutare la misura in cui queste aziende riescono a pagare salari dignitosi a tutti i lavoratori delle rispettive filiere. 

Il problema fondamentale del settore dell’abbigliamento è che i capi prodotti per molte delle più note e spesso costose firme del prêt-à-porter sono realizzati da lavoratori a basso reddito, qualche volta in pericolosi “sweat shop”.

Durante il forum PLWF 2020 si è detto che la questione è diventata più urgente con la pandemia di coronavirus, a seguito della quale milioni di persone hanno perso il lavoro o lo stipendio. L’evento del 6 ottobre è stato organizzato come webinar a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, con il contributo di rappresentanti di marchi, sindacati e organizzazioni internazionali. 

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Questioni da affrontare

I delegati hanno affermato che il problema maggiore affrontato quest’anno è stato lo stravolgimento delle filiere produttive, già fragili, da parte del Covid-19. Le questioni da affrontare comprendono:

  • La necessità di costruire filiere più resilienti nel mondo post-Covid-19
  • Lo sviluppo di solide relazioni a lungo termine tra marchi e produttori
  • L’impegno ad aiutare le fabbriche in difficoltà affinché possano pagare i lavoratori
  • Una maggiore collaborazione con i sindacati per favorire la contrattazione collettiva

“L’industria della moda è stata gravemente penalizzata dalla pandemia di Covid-19 nel 2020, che ha inciso non solo sui marchi di abbigliamento ma anche sulle loro filiere produttive”, sostiene Laura Bosch Ferreté, la specialista di engagement di Robeco che rappresenta la società nell’ambito della piattaforma.

“I lavoratori dei paesi manifatturieri a basso costo sono colpiti più duramente, a causa dell’assenza di solidi sistemi di protezione sociale in questi mercati. Sono più esposti a licenziamenti improvvisi, al mancato pagamento di buonuscite e a programmi inadeguati di previdenza sociale e assicurazione sanitaria.”  

“Questa epidemia ha spostato l’attenzione degli investitori sul modo in cui le aziende trattano i loro dipendenti, clienti e fornitori. Se c’è mai stato un momento per promuovere il pagamento di salari dignitosi, quel momento è adesso.”

Secondo Bosch Ferreté, la sfida principale è trovare il modo di colmare il divario tra gli impegni assunti dai marchi e le azioni concrete intraprese sul campo. Nonostante la diffusa accettazione della necessità di aumentare le retribuzioni dei dipendenti, nessuna delle imprese valutate disponeva di processi sufficienti ad assicurare il pagamento universale di salari dignitosi in ogni ambito operativo e lungo tutta la propria filiera produttiva. È su questo che si concentreranno le attività di engagement nei prossimi anni.

Quattro considerazioni per il settore dell’abbigliamento

Bosch Ferreté ritiene che dalla discussione di questo obiettivo fondamentale durante il webinar sono emerse quattro considerazioni principali. “La prima riguarda la necessità di migliorare la disponibilità di dati, in modo che le imprese abbiano un quadro più chiaro dei salari pagati dai fornitori e di come questi si collocano rispetto a un benchmark rappresentato da un salario dignitoso”, afferma la specialista di Robeco. 

“La seconda considerazione riguarda i processi di acquisto. È importante che i marchi si impegnino ad adottare pratiche più sostenibili instaurando un rapporto a lungo termine con i fornitori, che consenta loro di tener conto in maniera più efficace dei costi del lavoro nelle loro procedure di approvvigionamento.”

“In terzo luogo, è importante incoraggiare il dialogo sociale e garantire la libertà di associazione e l’uso di contratti collettivi quale strumento per ottenere un reale miglioramento delle retribuzioni. Questo ci riporta all’importanza di collaborazioni a livello settoriale non soltanto con i marchi, i produttori e i lavoratori, ma anche con i governi e altri stakeholder che possono contribuire collettivamente ad accelerare il cambiamento sistemico di cui il settore ha bisogno.”

“La quarta considerazione riguarda la necessità di coinvolgere il resto del settore dell’abbigliamento. I cambiamenti legislativi sulla due diligence obbligatoria in materia di diritti umani possono davvero contribuire a creare una filiera produttiva in definitiva più resiliente. Vediamo alcuni segnali promettenti tra i legislatori olandesi, che si stanno preparando a presentare una proposta di questo genere al Parlamento dei Paesi Bassi.”

Espansione dell’attività di engagement al settore alimentare

Dato che lo scorso anno il PLWF ha allargato la sua attenzione al settore alimentare, a quello agricolo e al commercio al dettaglio, il 7 ottobre si è tenuto un secondo webinar per esaminare i progressi su questo fronte. Questi settori sono ancora piuttosto indietro rispetto all’industria dell’abbigliamento, poiché solo poche aziende si sono ufficialmente impegnate ad affrontare la questione dei salari dignitosi, si è detto al forum.

“La maggior parte delle imprese deve ancora acquisire una chiara comprensione delle condizioni di vita dei lavoratori e degli agricoltori – alcuni dei quali vivono ben al di sotto della soglia di povertà – nelle loro filiere più vulnerabili, nonostante la maggiore trasparenza presso le ONG e nel mondo accademico”, rileva Bosch Ferreté. “Non è chiaro, inoltre, se le aziende si propongano di rimediare ai problemi salariali di tutti i lavoratori, anche quelli delle filiere produttive.”

Non mancano, tuttavia, i motivi per essere ottimisti, poiché il Covid-19 ha avuto un effetto collaterale sorprendentemente positivo per molti dipendenti del commercio al dettaglio, che sono diventati lavoratori chiave in tutto il mondo. Durante la pandemia molti dipendenti hanno ricevuto aumenti salariali diffusi, indennità di rischio, bonus una tantum e persino permessi retribuiti per malattia”, dice Bosch Ferreté. 

“Anche se i lavoratori hanno giocato un ruolo di primo piano in posizioni di importanza sistemica, ciò non si è tradotto nei necessari impegni aziendali a continuare a pagare ai dipendenti salari dignitosi una volta che questi pagamenti aggiuntivi saranno cessati.”

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