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Maggiori opportunità nel credito grazie al debito corporate dei mercati emergenti

Maggiori opportunità nel credito grazie al debito corporate dei mercati emergenti

03-07-2020 | Intervista
Non è vero che le società dei mercati emergenti sono piccole, rischiose e mono-focalizzate. Il debito emesso da queste aziende è un’asset class che consente di accedere a nomi di assoluta eccellenza.
  • Reinout Schapers
    Reinout
    Schapers
    Director Emerging & Global Credit

In breve

  • Il debito corporate in valute forti dei mercati emergenti offre opportunità notevoli
  • Gli investitori sfruttano l’accesso a società grandi, diversificate e di eccellenza…
  • ...e alla bassa correlazione tra i segmenti del credito dei mercati sviluppati ed emergenti

Come ci si avvicina al credito dei mercati emergenti?

“Il nostro approccio al credito emergente è molto simile a quello che adottiamo nei confronti di high yield e credito globale in generale. In altre parole, valutiamo i singoli crediti, invece di assumere una più tradizionale prospettiva geografica. Valutiamo i singoli crediti e ricorriamo a un rigoroso processo di selezione di tipo bottom-up. A cui associamo poi una ricerca di tipo top-down, che riflette la nostra visione globale dei mercati del credito, del ruolo dei mercati emergenti nello scenario attuale, delle nostre aspettative e dei rischi che vogliamo correre. Di conseguenza, per Robeco la strategia che dedichiamo ai mercati emergenti è complementare alla nostra esposizione ai crediti dei mercati sviluppati.”

Il mercato è vasto e si estende su aree geografiche diverse. Come si fa a garantire una copertura di tipo bottom-up su tutti i mercati emergenti?

“Non dobbiamo per forza coprire tutti i mercati emergenti. Il nostro approccio prevede di puntare su paesi di qualità superiore, dove il mercato corporate è ampio e offre un accesso relativamente facile a queste economie. Secondo la nostra gestione, per un fondo del genere ci si deve concentrare su paesi dove riteniamo che alle aziende convenga emettere debito denominato in dollari. Il numero si riduce quindi a una quindicina di paesi e la scelta di non coprire tutto il mondo è presto fatta.”

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Che interazione c’è tra rischio corporate e rischio paese sui mercati emergenti e come vengono valutati e gestiti questi fattori?

“In linea di massima, è l’analisi del credito corporate ad avere la precedenza. Ma sui mercati emergenti, il rischio corporate dipende dai paesi. E questa dipendenza presenta molte variabili, tra cui la valuta. Le aziende che si indebitano con prestiti denominati in dollari e operano in valuta locale vengono penalizzate in caso di forti oscillazioni valutarie. Un altro aspetto sono i cambiamenti politici: le politiche dei mercati emergenti tendono ad essere più volatili rispetto ai mercati sviluppati, il che si ripercuote sulle aziende. Inoltre, solitamente gli standard di corporate governance sono inferiori. E poi, naturalmente, la volatilità sottostante del paese in questione si riflette sulla performance del debito corporate. Sono tutte cose da tenere ben presenti.”

“Per noi è fondamentale soprattutto che le società siano sane. In genere, stiamo alla larga da aziende fortemente indebitate e che si affidano all’implicito sostegno dei governi. Ci piacciono le società solide. La nostra scelta di entrare o meno in un determinato paese dipende dalle società, non viceversa. Ad esempio, non aggiungeremmo mai un paniere di nomi indiani solo perché ci interessano le dinamiche in atto in India. I nostri criteri di selezione impongono che gli emittenti siano società floride. Ed è su questo principio che si basa il fondo.”

“È importante che la strategia sia leggermente più prudente rispetto a quella di molti competitor. Insistiamo particolarmente sulla conservazione del capitale e non abbiamo mai avuto in portafoglio casi di default.”

Con la globalizzazione, i contorni delle attività di mercati emergenti e mercati sviluppati si sono sfocati. Ne tenete conto nel selezionare il credito dei mercati emergenti?

“Negli ultimi 10, 15 anni le società dei mercati emergenti e sviluppati si sono avvicinate. Le aziende dei mercati sviluppati hanno investito ingenti somme nei mercati emergenti, che erano in forte crescita. Le società Statunitensi si sono mosse verso i mercati emergenti, ma anche quelle europee si sono esposte, per esempio, all’America Latina. Al tempo stesso, le principali aziende dei mercati emergenti, desiderose di diversificare invece che concentrarsi su un unico paese, si avventurano verso più mercati emergenti e verso i mercati sviluppati.”

“È fuori di dubbio che i confini si stiano sfocando. Perché una società dei mercati sviluppati con un’ampia base di ricavi e utili proveniente dai mercati emergenti dovrebbe essere meno emergente di una società con sede in un paese emergente ma con, diciamo, il 50% dei ricavi proveniente dai mercati sviluppati? Mentre l'indice delle obbligazioni dei mercati emergenti guarda al paese in cui ha sede l'azienda, noi guardiamo alla provenienza degli utili. Ed è su questo che ci basiamo per stabilire se si tratti di credito emergente o sviluppato.”

Come si inserisce una strategia dedicata ai mercati emergenti in un portafoglio globale? Perché si dovrebbe investire in un segmento specifico come i mercati emergenti?

“I motivi principali sono due e il primo è la diversificazione. Investendo in aziende emergenti, ci si spinge verso un’asset class che consente di accedere a nomi di assoluta eccellenza. Non è vero che le società dei mercati emergenti sono piccole, rischiose e mono-focalizzate. Sì, certo, ci sono anche quelle. Ma molte altre sono grandi, ben diversificate e gestite con efficienza. Sono anche la soluzione giusta per esporsi ai mercati emergenti in valute forti, considerato che, al momento, le emissioni sovrane di buona qualità denominate in dollari sono poche.”

“Il secondo motivo è la bassa correlazione. Se i mercati del credito sono correlati, la correlazione tra società dei mercati sviluppati e dei mercati emergenti è molto più bassa. E il motivo è semplice: di tanto in tanto, infatti, il ciclo economico dei mercati emergenti può essere completamente slegato dall’economia europea o statunitense.”

Quali sono le prospettive per il credito dei mercati emergenti?

“Di fondo, siamo decisamente ottimisti su tutti i mercati del credito. Nonostante il recente rally, i mercati sono ancora convenienti. I tassi di risparmio globali rimangono elevati e i fortissimi incentivi da parte dei governi e, soprattutto, delle banche centrali occidentali significano che c’è domanda di credito. E di credito emergente. Considerato che l’offerta comprende società davvero appetibili a spread molto interessanti, ritengo che quello del credito corporate emergente sia un mercato dotato di margini sufficienti per registrare buone performance almeno per i prossimi 12 mesi.”
Riassunto di un’intervista più lunga.
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