italyit
Il potere degli utili

Il potere degli utili

10-09-2018 | Previsioni mensili

Gli investitori dovrebbero prestare attenzione al denominatore e non solo al numeratore del rapporto prezzo/utili, dichiara Jeroen Blokland di Robeco.

  • Jeroen Blokland
    Jeroen
    Blokland
    Portfolio Manager

In breve

  • Gli utili societari dell’indice S&P 500 stanno crescendo più rapidamente dei corsi azionari.
  • Il recente calo dei rapporti prezzi/utili sta rendendo più interessanti le valutazioni
  • Fattori macro favorevoli in uno scenario di crescita solida e tassi d’interesse ridotti

Continua a diffondersi il timore che i mercati che continuano a toccare nuovi massimi possano prima o poi subire una correzione se le valutazioni dovessero aumentare troppo. Le azioni globali hanno subito un crollo verso l’inizio dell’anno, prima di riprendere il trend rialzista in corso ormai da dieci anni. 

Gli investitori non dovrebbero avere motivo di preoccuparsi finché resta solida la componente degli utili del rapporto prezzo/utili, che è alla base di tutte le valutazioni del mercato azionario, , afferma Blokland, senior portfolio manager di Robeco Investment Solutions. 

“Negli ultimi mesi, e persino anni, si è parlato molto di valutazioni azionarie, soprattutto del rapporto prezzo/utili (P/E) degli USA,” ricorda Blokland. “E sebbene i mercati azionari USA certamente non siano a buon prezzo, a volte sembra che gli investitori diano un peso eccessivo alla componente del prezzo nel rapporto P/E, quando in realtà è la componente degli utili a trainare il mercato.”

Scopri gli ultimi approfondimenti
Scopri gli ultimi approfondimenti
Abbonati

Corsi azionari dell’S&P 500 e utili per azione (EPS) sottostanti dal 1989. Fonte: Bloomberg.

“I corsi azionari e gli utili per azione tendono a muoversi in sintonia, anche se l’andamento relativo con il quale si muovono cambia. Ad esempio, gli utili delle società all’interno dell’indice S&P 500 sono aumentati del 20% circa negli ultimi 12 mesi e dovrebbero persino accelerare nei prossimi 12 mesi. Questo significa che,almeno per ora, gli utili delle società dell’S&P 500 stanno crescendo più velocemente dei loro corsi azionari. Ed è proprio per questo motivo che i timori sulle valutazioni elevate si sono nettamente ridimensionati.”

Pressioni al ribasso sulle valutazioni

Blokland afferma che un altro modo di guardare alla situazione è quello di confrontare il rapporto P/E con le medie di lungo periodo, come nel grafico seguente. Verso l’inizio dell’anno, il P/E dell’S&P 500 ha toccato un picco di 23.3, per poi scendere a 20.8, con una contrazione complessiva delle valutazioni pari all’11%.

Rapporto prezzo/utili dell’indice S&P 500 dal 2012. Fonte: Bloomberg

“Poiché l’indice S&P 500 ha recentemente toccato nuovi massimi, il calo significativo delle valutazioni andrebbe attribuito agli utili in forte crescita, e non alla riduzione dei corsi azionari,” afferma. “Inoltre, l’attuale rapporto P/E è solo del 7% superiore alla media di lungo periodo degli ultimi 30 anni. Quindi, quando la crescita degli utili supera l’aumento dei corsi, la valutazione diventa più interessante, anche se si toccano nuovi massimi.”

Confronto con gli altri

Questo concetto vale non solamente per gli USA, ma anche per altre regioni, secondo Blokland. “In Europa, l’importanza degli utili è dimostrata ancora più nettamente che sui mercati azionari USA,” spiega. “Nell’ultimo biennio, gli utili delle società comprese nell’Indice MSCI Europe sono aumentati di un impressionante +88%. I corsi azionari, tuttavia, sono cresciuti “solamente” del 17%. A titolo di confronto, le azioni statunitensi sono in rialzo di quasi il doppio rispetto alle controparti europee sull’ultimo biennio.”

“Il mix tra una crescita degli utili straordinaria e una performance poco brillante delle azioni europee ha prodotto un declino strutturale della valutazione. Da settembre 2016, il P/E dell’indice MSCI Europe è diminuito da quasi 29 a quasi 17, con un declino del 40%. Inoltre, le azioni dell’Eurozona sono ora meno care del 15% rispetto alla media di lungo periodo.”

“Le valutazioni da sole non sono un parametro molto utile per le decisioni di asset allocation tattica.”

“L’esempio europeo sottolinea inoltre che le valutazioni da sole non sono un parametro molto utile per le decisioni di asset allocation tattica. I mercati azionari europei sono stati penalizzati da una serie continua di rischi politici negli ultimi anni. L’aumento strutturale del rischio politico induce spesso gli investitori a richiedere un premio al rischio più alto , comprimendo quindi le valutazioni. Questo, tuttavia, non toglie il fatto che l’aumento straordinario degli utili europei è stato un importante motore della valutazione del mercato azionario dell’Europa.”

Blokland aggiunge che l’esperienza nei mercati emergenti è stata analoga: “Anch’essi sono stati interessati da eventi politici ed economici, che hanno frenato la crescita degli utili e la performance del mercato azionario rispetto a quelle di altre regioni.”  

“Per il resto, il quadro è simile a quello di Stati Uniti ed Europa. Gli utili sono aumentati più dei corsi azionari, facendo sì che oggi le valutazioni siano più basse di un paio di anni fa. I mercati emergenti costano circa il 5% meno della loro media di lungo periodo, a fronte di un premio considerevole due anni fa.”

Attenzione agli utili e non ai prezzi

Blokland spiega che è quindi importante che gli investitori facciano attenzione alla componente degli utili del rapporto P/E e non solo alla componente del prezzo. “Nell’analizzare i tradizionali parametri sulle valutazioni, come il rapporto P/E, gli investitori tendono a concentrarsi troppo sulla componente del prezzo,” spiega. “Questo accade soprattutto quando i mercati azionari toccano nuovi massimi, come sta accadendo negli USA in questo momento, ed i timori degli investitori di una sopravvalutazione delle azioni aumentano quindi in modo esponenziale.”

“Il potere degli utili non va sottovalutato. Al momento, la crescita globale è solida, i tassi d’interesse restano storicamente bassi, e la crescita dei salari è nel migliore delle ipotesi modesta. Prese insieme, queste circostanze portano ad una crescita molto rapida degli utili ora e nel prossimo futuro. Se da un lato le valutazioni da sole sono raramente l’unica causa di importanti inversioni di rotta, il calo delle valutazioni andrebbe sempre considerato un fattore positivo per i mercati azionari.”

Gli argomenti collegati a questo articolo sono:

Disclaimer

Confermo di essere un cliente professionale

Le informazioni e le opinioni contenute in questa sezione del Sito cui sta accedendo sono destinate esclusivamente a Clienti Professionali come definiti dal Regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007 (articolo 26 e Allegato 3) e dalla Direttiva CE n. 2004/39 (Allegato II), e sono concepite ad uso esclusivo di tali categorie di soggetti. Ne è vietata la divulgazione, anche solo parziale.

Al fine di accedere a tale sezione riservata, si prega di confermare di essere un  Cliente Professionale, declinando Robeco qualsivoglia responsabilità in caso di accesso effettuato da una persona che non sia un cliente professionale.

In ogni caso, le informazioni e le opinioni ivi contenute non costituiscono un'offerta o una sollecitazione all'investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un'offerta, finalizzate all'investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.

Prima di  ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare il Prospetto, i KIIDs delle classi autorizzate per la commercializzazione in Italia, la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili sul presente Sito o presso i collocatori.
L’investimento in prodotti finanziari è soggetto a fluttuazioni, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi, ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito.

Rifiuto