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Realtà o finzione: gli investimenti sostenibili non hanno dati sufficienti per funzionare

Realtà o finzione: gli investimenti sostenibili non hanno dati sufficienti per funzionare

14-05-2018 | Visione

Dicono che “l’informazione è potere”. Ma ci sono abbastanza informazioni per capire se gli investimenti sostenibili funzionano? Il problema in realtà non sta nel reperire i dati ma nel sapere come elaborarli.

  • Masja Zandbergen - Albers
    Masja
    Zandbergen - Albers
    Head of sustainability integration
  • Guido Moret
    Guido
    Moret
    Head of Sustainability Integration Credits

In breve

  • Gli investimenti sostenibili hanno un track record più corto rispetto all’investimento tradizionale
  • Il settore attinge a diverse fonti di dati di tutti i tipi
  • I progetti di tassonomia UE mirano a creare uno scenario di regole uniformi

Come tutti i settori fortemente innovativi, gli investimenti sostenibili sfidano un pensiero comune che vige da decenni o addirittura da secoli, e da questo punto di vista pone un concetto relativamente nuovo. È dal secolo XIX che il mondo raccoglie dati sull’uso energetico del carbone, ma non ha avuto altrettanto tempo per studiare l’energia solare o le auto elettriche. Per questo alcuni investitori tendono naturalmente a credere che non vi siano abbastanza dati per giustificare costosi nuovi investimenti in questo campo.

Eppure i dati e le informazioni utili per gli investimenti sostenibili sono non solo abbondanti e facilmente accessibili, ma aumentano di giorno in giorno e sono sempre più esaurienti. Il motivo per cui persiste questo mito riguardante i dati sta in parte nel fatto che alcuni investitori sono sopraffatti dalla quantità di dati e non sanno affatto come elaborarli. Man mano che si propongono in rete nuovi progetti sostenibili diventa sempre più importante per gli investitori riuscire a comprenderli.

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I fornitori di data e di media

Alla crescita degli investimenti sostenibili iniziata negli anni ’90 ha corrisposto una crescita nel numero di data provider e di media coinvolti nel settore. Molti si specializzano in un determinato campo; in linea generale operano in tre aree di attività, ossia la raccolta di nuovi dati da utilizzare nei processi di investimento, la cura o l’analisi di dati esistenti utilizzabili come banche dati di ricerca, oppure la pubblicazione di notizie e l’organizzazione di eventi sulla sostenibilità che servono da cassa di risonanza.

Oggi molti data provider specializzati vendono informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) agli investitori, che le utilizzano per prendere decisioni. Altri offrono servizi di voto per delega e mantengono traccia dei voti espressi dagli investitori alle assemblee degli azionisti, che sono di aiuto per gli aspetti relativi a engagement e governance. Alcuni servizi oggi usano addirittura l’intelligenza artificiale per analizzare dati random o non strutturati per individuare tendenze.

Ormai esistono curatori di dati in grado di costruire intere biblioteche di white paper degli investitori, previsioni annuali e documenti di riflessione, così come media specializzati che si occupano dell’intero settore, organizzano convegni e condividono informazioni. Alcune agenzie di stampa coprono tutti e tre i campi, occupandosi anche della realizzazione di grandi database ESG e archivi di notizie per i loro clienti.

Ci sono anche società di indici azionari e agenzie di rating specializzate in investimento sostenibile. RobecoSAM collabora con il gruppo Dow Jones dal 1999, quando ha realizzato il Dow Jones Sustainability Investing World Index, un listino delle aziende più sostenibili del mondo in base ai dati raccolti da RobecoSAM.Da allora ne sono nati altri, come la serie dei MSCI Global Sustainability Index, ESG Index e FTSE4Good Index.Sul fronte delle agenzie di rating, Morningstar è una di quelle specializzate nel rating dei fondi di investimento sulla base di criteri che comprendono anche le credenziali ESG.

La raccolta di dati interna

Nel settore degli investimenti, praticamente tutti gli asset manager e le banche hanno i loro team interni dedicati alla sostenibilità, che raccolgono dati da utilizzare nei processi di investimento. Robeco adotta la Corporate Sustainability Assessment (CSA) annuale e la Country Sustainability Ranking (CSR) due volte l’anno, prodotte dalla consociata RobecoSAM.

La CSA è un questionario inviato a più di 4000 aziende quotate nel mondo, tra cui le maggiori 2500. Essa pone tra le 80 e le 120 domande settoriali specifiche direttamente correlate alle attività di queste aziende. All’ultimo sondaggio effettuato nel 2017 hanno aderito aziende operanti in circa 60 settori, con oltre 600 punti dati ciascuna.

Questa ricerca proprietaria è alla base di gran parte del lavoro di integrazione ESG svolto da Robeco e RobecoSAM e, poiché valuta sistematicamente dal 1999 la performance ESG di grandi aziende quotate, grazie ad essa RobecoSAM oggi dispone di uno dei database più completi del mondo di dati sulla sostenibilità finanziariamente rilevante.

Dove porta tutto questo?

L’accumularsi di tutte queste informazioni ha dato vita a un settore a sé, che si occupa di migliorarne la qualità e di aiutare gli investitori a utilizzarle correttamente. Molte aziende si sono mostrate disposte a raccontare la loro storia di responsabilità sociale (CSR) o altre loro iniziative per la sostenibilità, ma non hanno avuto le capacità comunicative per diffondere le loro esperienze in modo utile. La Global Reporting Initiative, creata nel 1997 per promuovere la qualità dei rapporti mondiali sulla sostenibilità, oggi conta più di 600 membri.1

Allo stesso modo, il Carbon Disclosure Project è un gruppo non profit che pubblica rapporti sull’impatto ambientale di aziende, città e nazioni. Nel 2018 il gruppo ha pubblicato il suo “Global Supply Chain Report” sulle emissioni. Molte altre ONG svolgono un servizio analogo, come la Task Force on Climate-Related Financial Disclosure, che fornisce informazioni dettagliate sui rischi. Per esempio, certi rischi come le variazioni dei pattern meteorologici hanno un forte impatto sulle compagnie di assicurazione e sulle attività costiere.2

La verità sugli investimenti sostenibili: realtà e finzione
Guardate il video

Iniziative UE

In effetti l’investimento sostenibile è oggi talmente diffuso che l’Unione Europea sta cercando di predisporre un campo neutro in cui attori esistenti e futuri possano operare secondo le stesse regole. A gennaio 2018, la Commissione Europea ha pubblicato le raccomandazioni di un gruppo di esperti di alto profilo sulla finanza sostenibile che comprende alcune personalità di spicco del settore.

Il rapporto, che è il risultato di un anno di studi, contiene le raccomandazioni strategiche per la creazione di un sistema in grado di “realizzare una roadmap per un’economia più verde e più pulita” in tutta l’Unione Europea. Una delle proposte riguarda la creazione di un quadro “tassonomico” comune per armonizzare le definizioni nel campo degli investimenti sostenibili e impostare degli standard di investimento. In sintesi, essa intende definire cosa si intenda

per investimento sostenibile e cosa no, perché gruppi diversi intendono il concetto in modi diversi. Il piano di azione definitivo per la finanza sostenibile sarà pubblicato il 22 Marzo.3

Il piano di azione parte da altre iniziative multinazionali miranti a realizzare una cornice comune per la sostenibilità, in particolare nella lotta contro il riscaldamento globale. Queste comprendono il comunicato finale dell’Accordo di Parigi (2015), un rapporto del Gruppo di Studio sulla Finanza Sostenibile del G20 (2016) e il documento OCSE “Investing in Climate” (2017).4

Insomma, i dati ci sono e non vale il detto che “basta sapere dove cercarli”. Bisogna però sapere come interpretarli e cosa farne. Il data crunching può essere utile, ma è una tecnica che molti investitori ancora non hanno assimilato.

1Global Reporting Initiative, 2018
2Global Supply Chain report, Carbon Disclosure Project, 2018; Task-Force on Climate-related Financial Disclosures, 2018 
3Commissione Europea, ‘Final report of the High-Level Expert Group on Sustainable Finance’, January 2018 
4Accordo 2015 di Parigi Cop 23; Rapporti del Gruppo di studio sulla Finanza Sostenibile del G20 ; OECD, ‘Investing in Climate, Investing in Growth’, 2017

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