Visione

Cina: in pole position per diventare il primo “elettrostato” del mondo

La Cina ha rapidamente scalato e ampliato le tecnologie e le infrastrutture per l’energia pulita all’interno dei propri confini, posizionandosi al primo posto nella corsa a diventare il primo “elettrostato” del mondo. Nel frattempo, il cammino dell’energia pulita in Europa si è arrestato e negli Stati Uniti sembra procedere in senso inverso, con la promozione di politiche da petrostato le cui logiche (e il cui predominio) sono messi in discussione non solo dalle preoccupazioni per il clima, ma anche dall’esigenza di stabilità politica e crescita economica.

Relatori

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    Analyst

Sommario

  1. La Cina è in testa al mondo per tassi di elettrificazione e diffusione delle tecnologie pulite
  2. L’accelerazione della Cina poggia sulla sicurezza energetica, sui costi e su una logica di crescita
  3. Per contro, le politiche da petrostato adottate dagli Stati Uniti sono volatili, costose e inefficienti

Sicurezza energetica e costi economici

A partire dai primi anni 2000, la produzione di energia rinnovabile ha cominciato ad aumentare nella maggior parte delle principali economie, tra cui Europa, Stati Uniti e Cina, grazie all'aumento della capacità solare ed eolica immessa nella rete (Figura 1). Per quanto la produzione di energia pulita in questi mercati chiave continui a crescere a un ritmo impressionante, i tassi di elettrificazione – una misura della quota di elettricità nel consumo finale di energia – hanno subito una notevole battuta d’arresto nell’UE e negli Stati Uniti, in netto contrasto con la Cina, dove continuano a salire (Figura 2). Poiché l'elettrificazione riflette il grado di penetrazione dell'elettricità pulita nei settori di utilizzo finale (ad esempio trasporti, industria e riscaldamento), è ampiamente considerata un indicatore più affidabile dei progressi compiuti nel campo dell’energia pulita.

L’ascesa della Cina nel settore delle tecnologie pulite non è stata inizialmente motivata dal cambiamento climatico, ma piuttosto dalla sopravvivenza economica. Le valutazioni strategiche degli anni ’90 e dei primi anni 2000 spinsero la Cina ad espandere la capacità manifatturiera di fascia alta, tra cui le rinnovabili, i veicoli elettrici e le batterie. Anche la sicurezza energetica faceva parte del mix di motivazioni della Cina. Essendo un importatore netto di petrolio e gas, il Paese è vulnerabile agli shock di offerta esterni provenienti dai petrostati dominanti. Un’economia elettrificata e alimentata da fonti rinnovabili offre un percorso per ridurre l’esposizione agli shock esterni e rafforzare la competitività economica di lungo periodo.

Figure 1 e 2: La Cina si accinge a superare gli Stati Uniti e l’UE nell’elettrificazione della propria economia

Fonte: Ember, IEA, 2025.

Il dominio della Cina in cifre

La Cina si conferma chiaramente il leader globale negli investimenti per la transizione energetica, avendo speso 800 miliardi di dollari nel 2025 (il 35% circa dei 2.300 miliardi di dollari di spesa globale complessiva).2 Tali investimenti, inoltre, si stanno accumulando rapidamente, tanto che i settori delle tecnologie pulite hanno quasi raddoppiato il loro valore reale tra il 2022 e il 2025. Se questi settori fossero una nazione, oggi sarebbero l’ottava economia al mondo.3

Nel primo semestre del 2025 la Cina ha rappresentato il 67% delle installazioni globali di impianti fotovoltaici.4 A livello nazionale, l’eolico e il solare sono sulla buona strada per rappresentare la metà della capacità di generazione installata entro la fine del 2026.5 Inoltre, nessun Paese si avvicina alla Cina in termini di capacità installata di accumulo e utilizzo delle batterie installate. Data la sua padronanza delle tecnologie di batteria, non sorprende che, nel 2024, quasi la metà di tutte le nuove auto vendute in Cina fosse completamente elettrica, un dato che ne fa il più grande mercato nazionale per i veicoli elettrici. Il Paese vanta inoltre la più grande rete di ricarica al mondo, con quasi il 66% delle colonnine di ricarica pubbliche globali.6

Il dominio della Cina, peraltro, non è circoscritto al mercato interno: il Paese è anche un importantissimo fornitore globale di tecnologie pulite. Secondo le stime, attualmente la Cina produce tra il 70 e l’80% delle celle per batterie per veicoli elettrici a livello mondiale e nel 2024 ha prodotto circa 12,4 milioni di auto elettriche, pari a oltre il 70% della produzione globale complessiva.7 Il Paese occupa anche una posizione dominante nella catena di fornitura dell’accumulo in batteria, poiché il 90% delle applicazioni in quest’area dipende da componenti di produzione cinese. La Cina è altresì il principale produttore mondiale di pompe di calore: ad essa, sono riconducibili infatti il 40% di tutte le unità prodotte e il controllo del 95% del mercato dei compressori per pompe di calore.8

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Non solo più pulita, ma anche più economica e produttiva

Grazie alle dimensioni e all’integrazione verticale delle proprie catene di fornitura nazionali, la Cina è riuscita a ridurre notevolmente il costo delle tecnologie per l’energia pulita. I prezzi dei pannelli solari sono diminuiti di quasi il 75% dal 2022; quelli delle turbine eoliche sono calati del 50% tra il 2022 e l’inizio del 2024 (Figura 3); e quelli dei pacchi batteria si sono ridotti del 30% circa nel solo 2024.9,10,11 Infine, in Cina è sceso anche il prezzo delle pompe di calore, un’altra tecnologia critica per usi finali, tanto che ora queste apparecchiature costano il 40-60% in meno rispetto all’UE e agli Stati Uniti. 12

Figura 3: La Cina è il leader nella produzione di turbine eoliche a basso costo

Prezzo delle turbine eoliche onshore per regione.
Fonte: BloombergNEF, 2025.

L’elettrificazione batte i combustibili fossili non solo sul piano dei costi economici, ma anche su quello della mera produttività energetica. Le rinnovabili evitano le enormi perdite termiche insite nella combustione dei combustibili, risultando da due a tre volte più efficienti nella produzione di elettricità. I motori elettrici raggiungono regolarmente efficienze dell’80-90%, rispetto al 20-30% circa dei motori a combustione e delle centrali elettriche a combustibili fossili. Le pompe di calore forniscono da due a quattro unità di calore utile per unità di elettricità, grazie alla loro capacità di trasferire, anziché generare, calore, risultando da tre a quattro volte più efficienti rispetto alle caldaie a gas. 13

Figura 4: Le rinnovabili e gli elettroni sono più puliti e più potenti

Il solare e l’eolico devono la loro efficienza del 100% all’assenza di perdite di energia durante la conversione da energia grezza (primaria) a energia secondaria che può essere utilizzata nelle applicazioni finali (ad esempio pompe di calore, caldaie, auto e veicoli elettrici). Fonte: RMI (sulla base di analisi IEA, IIASA, RMI, adattato dal Prof. Tomas Kaberger). 2024.

Gli Stati Uniti continuano a far leva sul loro potere di petrostato

Mentre la Cina accelera sulle rinnovabili e sull’elettrificazione, le attuali politiche degli Stati Uniti procedono in senso opposto. Sotto l’amministrazione Trump, le politiche energetiche e geopolitiche hanno virato verso la messa in sicurezza delle risorse fossili e la tutela dei consumi basati sulla combustione. Trump ha ampliato le concessioni per petrolio e gas, ha allentato le norme sulle emissioni di metano e delle centrali elettriche e ha abrogato le norme sull’efficienza dei veicoli. Oltre a questo, ha emanato una serie di ordini esecutivi per dare priorità alla produzione di combustibili fossili e alla capacità di esportazione degli USA. In politica estera, inoltre, gli Stati Uniti hanno continuato a usare le forniture di petrolio come leva geopolitica, da ultimo con il sequestro degli asset petroliferi venezuelani nel gennaio 2026.

Nonostante tutti gli sforzi compiuti da Trump per ostacolare la crescita dell’energia pulita, gli USA continuano a beneficiare delle politiche energetiche lungimiranti delle amministrazioni precedenti, in particolare dell’Inflation Reduction Act (IRA) di Biden che ha innescato un’ondata di investimenti nelle rinnovabili e nell’elettrificazione. Questi investimenti si stanno rivelando fondamentali per raggiungere l’obiettivo propugnato dallo stesso Trump, ossia quello di una leadership degli Stati Uniti nell’IA e nelle infrastrutture dei data center, settori che richiedono enormi quantità di elettricità. Il modo più rapido ed economico per soddisfare questa domanda è rappresentato dall’energia solare su larga scala, dall’accumulo in batteria e da connessioni di rete moderne, ed è per questo motivo che secondo l’EIA statunitense che il 93% di tutta la nuova capacità di generazione aggiunta alla rete nel 2026 proverrà da eolico, solare e batterie. 14

Tecnologie pulite e transizione energetica: un’urgenza ambientale, geopolitica ed economica

L’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e l’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran non sono che gli ultimi esempi, in ordine cronologico, dei rischi economici e dell’instabilità dei mercati di petrolio e gas. La Cina ha riconosciuto per tempo la propria vulnerabilità economica e ha calcolato che gli investimenti nelle rinnovabili e nell’elettrificazione fossero l’unica strada percorribile. Alla luce della volatilità che interessa i mercati energetici dall’inizio dell’anno, la tesi d’investimento della strategia Smart Energy, secondo cui “l’elettricità è l’energia del futuro”, non è mai stata tanto rilevante e urgente. La strategia è ben posizionata per beneficiare dell’intensificarsi dei trend energetici che influiscono sulle forniture di energia, nonché delle tendenze altrettanto potenti che si stanno consolidando nei consumi energetici.

I suoi investimenti abbracciano l’intera catena del valore che sta plasmando la transizione energetica, dalla produzione di energia rinnovabile a monte fino alle infrastrutture di trasmissione e di accumulo a livello di rete. Oltre alle forniture energetiche, la strategia intercetta anche il passaggio al consumo finale di elettricità attraverso tramite l’esposizione ai veicoli elettrici e ai materiali per batterie, nonché alle pompe di calore elettriche per i sistemi di riscaldamento e raffreddamento. Altrettanto importante è che, investendo in semiconduttori, sistemi di automazione ed elettronica di potenza ad alta efficienza energetica, la strategia possa beneficiare delle crescenti strozzature e della sempre maggiore competizione per le risorse elettriche, in un contesto di rapida espansione dei data center e dei sistemi di calcolo per l’IA, entrambi fortemente energivori. Questa ampiezza assicura che la strategia benefici, non solo dell’inarrestabile ascesa delle rinnovabili, ma anche dell’elettrificazione di ogni settore dell’economia globale, man mano che altre nazioni seguono l’esempio della Cina nella costruzione di economie basate sull’energia pulita.

Smart Energy D EUR

performance ytd (31-1)
4,43%
Performance 3y (31-1)
11,95%
morningstar (31-1)
5 / 5
SFDR (31-1)
Article 9
Pagamento del dividendo (31-1)
No
Dettagli del fondo
I rendimenti passati non sono indicativi dei possibili risultati futuri. Il valore degli investimenti può subire oscillazioni.Annualizzati (per periodi superiori ad un anno). Le performance si intendono al netto delle commissioni e sulla base dei prezzi delle operazioni.

Note in calce

1Made in China 2025”, Center for Strategic & International Studies. Giugno 2015.
2 Energy Transition Investment Trends 2025, BloombergNEF.
3 Center for Research on Energy and Clean Air, febbraio 2026.
4 Ember, settembre 2025.
5 China’s solar power capacity on course to surpass coal this year. Bloomberg, febbraio 2026.
6 IEA EV Outlook, 2025.
7 IEA, Global EV Outlook, 2025.
8 Is a turnaround in sight for heat pump markets?, IEA, febbraio 2025.
9 IEA World Energy Investment 2025
10 China solar cell exports grow in 2025. Ember, agosto 2025.
11 The battery industry has entered a new phase. IEA, marzo 2025
12 IEA World Energy Investment 2025.
13 The incredible inefficiency of the fossil energy system. RMI, giugno 2024.
14 Renewable energy defies Trump’s attacks, reaching a new record, Bloomberg, febbraio 2026.

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