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Dopo un 2025 incredibile, il 2026 nei mercati azionari globali è iniziato con altrettanto slancio. L’allentamento monetario fornirà supporto, ma i rischi geopolitici sono in aumento.
I mercati finanziari hanno archiviato un 2025 incredibile, nel vero senso della parola. Nonostante le schermaglie politiche, le turbolenze geopolitiche e le tensioni commerciali, i titoli azionari hanno registrato nuovamente ottimi risultati, trainati dalla rivoluzione dell’IA e dalla performance relativa dei mercati non statunitensi. Abbiamo affrontato un “muro di timori”, con un’abbondanza di narrazioni terrificanti a proposito della solidità sottostante dell’economia statunitense e globale, dell’impatto dei dazi sull’inflazione e sulle catene di approvvigionamento, e della potenziale longevità del ciclo di investimenti nell’IA. Ciononostante, gli investitori che sono rimasti focalizzati sul lungo periodo, senza lasciarsi scoraggiare dai titoli di giornale, sono stati premiati da solide performance, con rendimenti eccezionalmente elevati nei mercati emergenti.
Nel frattempo, il 2026 è partito a gonfie vele. Cosa possiamo aspettarci adesso? Una tesi improntata all’ottimismo ci sembra quanto mai convincente. Il ciclo di investimenti nell’IA negli Stati Uniti, la spesa per la difesa e le infrastrutture in Europa e l’ulteriore recupero dei mercati emergenti sono tutti temi in fase embrionale. I prezzi dell’energia sono contenuti, lo shock dei dazi è stato in qualche modo assorbito e la liquidità è ancora abbondante. Le condizioni monetarie a livello globale sono destinate a diventare più accomodanti grazie agli interventi della Fed e dalla PBoC. In vista delle elezioni statunitensi di metà mandato un inasprimento della politica monetaria o fiscale appare poco probabile. Un quadro di questo genere depone nettamente a favore di un persistente vigore dell’azionario, anche se le nuove realtà geopolitiche creano volatilità e angoscia. Inoltre, la dispersione delle performance tra asset class, settori e aziende impone di definire puntualmente l’asset allocation e di adottare un approccio attivo.
In questa edizione del Fundamental Equity Quarterly affrontiamo tutti questi temi con un articolo sull’IA – argomento che è stato al centro del nostro recente Equity Day interno – e con le riflessioni del gestore di portafoglio Jack Neele in merito ad alcuni settori di minor rilievo che stanno beneficiando degli investimenti nell’IA. Intervistiamo Jie Lu sulle prospettive della Cina nel 2026 e illustriamo in un articolo le modifiche apportate alla nostra strategia Robeco European Stars Equities, con l’ampliamento dell’universo d’investimento. Inoltre, ci soffermiamo sulla situazione del Giappone dopo il nervosismo del mercato obbligazionario nel quarto trimestre e presentiamo l’opinione del team di investimento sostenibile sulla recente COP 30 in Brasile.
Vi auguriamo una buona lettura e un altro anno di ottimi investimenti!
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