italyit
Il grande cambiamento: una trasformazione green autentica e sostenibile

Il grande cambiamento: una trasformazione green autentica e sostenibile

20-12-2021 | Intervista

Dopo un’estate caratterizzata da incendi boschivi e allagamenti, a cui ha fatto seguito, in autunno, la COP26, è giunto il momento di fermarsi e fare il punto. Sebbene l’intero settore dell’asset management appoggi la sostenibilità, come in ogni grande trasformazione, il cambiamento non è immediato. Victor Verberk, CIO Fixed Income and Sustainability di Robeco, descrive l’evolversi di trasformazioni stravolgenti, sfide enormi e l’ampia copertura mediatica dei whistleblower nel settore dell’asset management.

Considerando il contesto in cui ci troviamo, saltano all’occhio due elementi. Non soltanto l’investimento sostenibile è diventato mainstream, ma sta cambiando rapidamente, dall’integrazione ESG di un decennio fa all’investimento climatico attuale. Nel frattempo, continuiamo a parlare del greenwashing nel settore degli investimenti. Cosa pensa della situazione attuale?

“Iniziamo con un commento che mi ritrovo a esprimere sempre più spesso: “Non abbiamo idea di cosa succederà.” La gestione climatica e l’attenzione alla biodiversità possono apparire idealistici, ma non sappiamo in realtà come si prospetterà il percorso verso l’azzeramento delle emissioni o quali sfide dovremmo affrontare per raggiungere la decarbonizzazione nei prossimi 10 o 15 anni. Servono dati sempre più affidabili che richiederanno un enorme impegno, sia intellettuale che finanziario, per chiarire il nesso tra impatto climatico e asset management. È essenziale comprendere a fondo l’impatto delle nostre politiche, e le relative scelte d’investimento, sul mondo reale. Per quanto sia difficile ammetterlo, in questa fase dobbiamo saper accettare di non conoscere la via esatta, ma soltanto la direzione. In particolare, dobbiamo affidarci ai nostri collaboratori e agli specialisti, monitorando da vicino i dati scientifici.”

“Ciò significa che dobbiamo investire maggiormente in risorse IT, strumenti e specialisti SI e, in generale, adottare un cambio di comportamento radicale a livello settoriale. Non si tratta più di generare alfa per essere i leader del comparto dell’investimento sostenibile e soddisfare le esigenze dei clienti nei prossimi decenni. Inutile dire che ogni asset manager vuole fare parte di questo importante cambiamento e si diffonde sempre più nel settore la tendenza a promettere di più e dare di meno. Noi preferiamo fare il contrario.” 

“Inoltre, è importante comprendere la velocità di sviluppo del nostro settore. Tutto accade molto rapidamente. Un decennio fa parlavamo di integrare i fattori ESG nell’intero processo di investimento, piuttosto che possedere un team di specialisti SI. Adesso, parliamo delle complessità dei dati sul carbonio e calcoliamo le traiettorie delle emissioni Scope 3 in vista del 2030. Discutiamo la valutazione dell’impatto dei nostri portafogli sul mondo reale. Si tratta di una sfida completamente nuova e una cosa è certa: questi cambiamenti non sono ancora finiti.” 

Scopri gli ultimi approfondimenti in tema di sostenibilità
Scopri gli ultimi approfondimenti in tema di sostenibilità
Abbonati

Ha menzionato l'azzeramento delle emissioni. Qual è esattamente il contributo di Robeco a tale proposito? E dovremmo considerare tutto questo una sfida o piuttosto un’opportunità?

“Ci impegniamo ad azzerare le emissioni di gas serra in tutti gli asset entro il 2050. L’obiettivo fa parte della nostra stewardship responsabile ed è nell’interesse a lungo termine dei nostri clienti e della nostra performance finanziaria. La nostra vision si focalizza sul concetto che la tutela del patrimonio economico, ambientale e sociale sia il presupposto per un’economia sana e per la generazione di rendimenti interessanti. La riduzione delle emissioni di carbonio non è solo un imperativo morale, ma anche la principale opportunità di investimento della nostra generazione.

Torniamo alla questione del greenwashing. Potenzialmente è dovuto al fatto che la transizione è considerata un’enorme opportunità. Avrà senz’altro letto le rivendicazioni dei whistleblower sul presunto greenwashing dei concorrenti. Cosa ne pensa?

“In questo momento, l’investimento sostenibile è il punto forte del nostro settore, ed è proprio quello in cui fluisce il denaro. Di conseguenza, nessun asset manager intende rinunciarvi. Tutti intendono beneficiare di questo grande cambiamento. Tuttavia, a differenza di molti altri asset manager, appoggiamo la sostenibilità da oltre 15 anni e possediamo un curriculum solido e comprovato. Ebbene, l’investimento sostenibile non è un semplice esercizio di copia-incolla. Siamo coinvolti in questo gioco da lungo tempo, mentre alcuni concorrenti sono appena entrati. Richiede una grande ricerca, acquisizione di conoscenza, realizzazione di sistemi adeguati e presenza di risorse adatte. Per quanto all’avanguardia nel settore, continuiamo ad apprendere ogni giorno.”

“Sull’altro lato dello spettro, alcuni asset manager hanno semplicemente colto l’opportunità senza disporre di specialisti e processi adeguati. La questione è complessa: abbiamo l’IT, la ricerca, la sfida dei dati e quindi l’implementazione di tutti i fattori rilevanti, le cifre e la conoscenza raccolta nei processi di investimenti, per ogni tipo di asset. Ai ritardatari possono servire anni per recuperare e, nel frattempo, tutto continua a cambiare ad una velocità sempre crescente. Forse non saranno da biasimare per essere rimasti indietro, ma dovrebbero essere un pò più modesti nel rivendicare la sostenibilità.”

“Ci sono poi gli asset manager passivi, che, per loro stessa natura, dispongono di uno spazio di manovra limitato. Forse ho semplificato, ma pretendere di essere sostenibili perché si propone di replicare qualche indice sostenibile, è alquanto eccessivo.”

I governi e gli enti di vigilanza del settore sono intervenuti e hanno alzato l’asticella per gli asset manager che intendono rivendicare la sostenibilità.

“È positivo che le autorità di regolamentazione e gli investitori acquisiscano consapevolezza di un potenziale greenwashing, sfumatura del greenwashing intenzionale e inconsapevole. Dobbiamo capire che, dal punto di vista commerciale, è allettante assumere una posizione di operatore sostenibile, quando in realtà sono stati compiuti soltanto i primi passi nella giusta direzione.”

“Si potrebbe affermare che il nostro settore tenda talvolta ad essere compiacente. L’SI non è una questione alla quale proporsi con questo atteggiamento, è necessario moltiplicare gli sforzi ed essere responsabili. Sebbene non sia solo compito nostro cambiare il mondo, sarebbe impossibile, dobbiamo fare la nostra parte, proprio come governi, autorità di regolamentazione, investitori, consumatori e aziende.”

“Sempre più spesso organizzazioni, ONG ed enti governativi fanno riferimento gli uni agli altri, creando così una serie coerente di norme e visioni. L’Accordo sul clima di Parigi, gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU e il Green Deal europeo sono collegati tra loro. Si basano sull’attività scientifica svolta nel settore. Pertanto assistiamo a una sollecitazione costante di evidenze scientifiche. La sostenibilità non è un credo; è diventata una scienza complessa sostenuta dalla pubblicazione di un numero crescente di studi scientifici e documenti. Di conseguenza, l’integrazione di una scienza della sostenibilità in nuove politiche, ad esempio in Europa, è attualmente una consuetudine.”

In questo ambiente in rapido cambiamento, gli elementi essenziali per rendere gli asset manager davvero sostenibili sarebbero educazione e adozione, giusto?

“In ambito finanziario, chiunque intenda stare al passo con lo sviluppo deve seguire un percorso educativo. Per noi in Robeco non è una novità. L’approccio basato sulla ricerca è sempre stato al centro delle nostre attività, rendendo la sostenibilità il trend storico perfetto per Robeco. Ritengo che sia il motivo per cui continueremo a svolgere un ruolo di primo piano nella sostenibilità nei prossimi decenni. Significa coinvolgere e sviluppare i gestori del portafoglio 2.0; non è più soltanto un gioco di alfa. Alfa, tracking error e budget di carbonio: questa è la nuova normalità. Impegno, clima e biodiversità saranno i punti salienti dei processi di investimento da adesso fino alla pensione, e anche oltre.”

Gli SDG sono stati tra i principali sviluppi degli anni passati. Quanto sono utili per gli asset manager? Ad esempio, per misurare il loro impatto su portafogli sostenibili?

“Nelle vacanze estive ho letto molto, anche sugli SDG. Riassumendo, il mondo sta passando rapidamente dagli investimenti ESG all’impatto. Una questione spesso sollevata negli investimenti ESG è che alcune aziende controverse, come i produttori di tabacco, sono spesso accreditate da indici con punteggi ESG relativamente elevati, ad esempio perché offrono posti di lavoro o si prendono cura dei dipendenti. Assistiamo quindi a un compromesso tra valori positivi e negativi che garantiscono alle aziende un profilo ESG medio discreto, sebbene escluse per ovvie ragioni da molti grandi investitori.”

“Un’altra grave incertezza degli investitori sull’integrazione ESG è che tale non conduca ad un vero impatto positivo nel mondo reale, e considerare l’ESG non produce in automatico un portafoglio di società associate a un impatto positivo nel mondo reale. Ciò significa che serve un collegamento molto più stretto tra economia reale e settore finanziario, lanciando una sfida agli indici che devono farsi strada a partire dai punteggi astratti fino all’impatto nel mondo reale su base assoluta.”

Un altro tema importante è la sfida posta dagli investimenti sulla decarbonizzazione. Quanto è importante?

“La sfida principale è avere a disposizione i dati corretti. Un problema fondamentale dei dati sull’impronta di carbonio è rappresentato dal fatto che guardano al passato, con un lag temporale medio di circa due anni. Ciò significa che i dati non forniranno informazioni sulla preparazione alla transizione energetica da parte di un'azienda. Ciò di cui abbiamo veramente bisogno sono metriche più lungimiranti. L'impronta di carbonio di cui disponiamo oggi non mi dice se l'azienda sarà in grado di decarbonizzare nel prossimo futuro. Il secondo problema riguarda la disponibilità dei dati, che provengono da fonti multiple e sovrapposte, spesso in contraddizione tra loro. I dati di Scope 1 e 2 sono relativamente facili da ottenere, ma non vi è quasi alcuna correlazione sulla scala utilizzata da parte dei diversi provider di dati. Il vero problema è che non si tratta di misure vere e proprie, ma di modelli. Ciò significa che abbiamo a che fare con delle stime”. 

“D’altra parte, non dovremmo nasconderci dietro i problemi che riguardano i dati per evitare di passare agli step successivi, quanto piuttosto mantenere l’impegno verso gli obiettivi che ci siamo prefissati. Per noi investitori, è essenziale comprendere in che modo i settori procederanno alla decarbonizzazione nei prossimi decenni. I nostri ricercatori SI sviluppano il percorso di decarbonizzazione a livello settoriale, dove quelli identificabili come chiave sono quelli noti, petrolio e gas, energia, trasporti, cemento ed edilizia, ferro e acciaio.”

“Ora, parlando di allineamento con Parigi, sono molte le cose da non dimenticare. Innanzitutto, un portafoglio con l’obiettivo di 1,5 gradi entro il 2050 non deve rispettare un limite di 1,5 gradi sul riscaldamento globale. Il percorso è essenziale. Ad esempio, un percorso di decarbonizzazione lento per i prossimi decenni, seguito da un trend di decarbonizzazione precipitoso, finirebbe per provocare nel tempo emissioni di carbonio elevate. Tuttavia, un percorso di decarbonizzazione precipitoso nei prossimi anni, seguito da uno molto più lento, porterebbe a una pianificazione con emissioni di carbonio totali nettamente inferiori. Insomma, 1,5 gradi e zero emissioni non sono la stessa cosa.”

Quali sono allora gli step successivi per gli asset manager che intendano dare un impatto realmente positivo?

“Abbiamo individuato sei azioni chiave, al fine di decarbonizzare le nostre attività, accelerare la transizione e promuovere investimenti in linea con il clima. Esaminando il nostro portafoglio, Robeco seguirà un percorso di decarbonizzazione del 7% su base annua per allineare i propri investimenti agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il nostro obiettivo è quindi quello di azzerare le emissioni nelle nostre operazioni (edilizia, viaggi di lavoro e tutte le altre attività) entro il 2050. L’Active ownership è il nostro strumento primario anche per verificare che le società nei nostri portafogli riducano le emissioni. Ma non si tratta soltanto di noi e loro, possiamo contare anche sul fatto che i governi facciano la loro parte. Solo insieme potremo raggiungere obiettivi climatici ambiziosi ed essenziali. Per questo collaboriamo con clienti, colleghi e altri stakeholder di rilievo. Serve uno sforzo comune per affrontare la sfida climatica.” 

“Questo è ironico: la mia opinione personale è che la Cina, la principale fonte di emissioni di carbonio a livello mondiale, potrebbe essere la capofila nel condurre al cambiamento. Il paese ha una guida centrale, che talvolta può essere un vantaggio, quindi potrebbe sorprenderci.”

In chiusura, Lei è ancora ottimista in un’ottica di sostenibilità?

“È chiaro che nessuno può agire in solitaria. Tutte le organizzazioni, grandi e piccole, società, investitori, governi, ONG, hanno bisogno le une delle altre per vincere l’enorme sfida che stiamo affrontando. Non conosciamo il percorso esatto verso un mondo senza emissioni, ma la direzione è chiara. Per cui sì. Sono ancora ottimista.”
Gli argomenti collegati a questo articolo sono:
Logo

Disclaimer

Confermo di essere un cliente professionale

Le informazioni e le opinioni contenute in questa sezione del Sito cui sta accedendo sono destinate esclusivamente a Clienti Professionali come definiti dal Regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007 (articolo 26 e Allegato 3) e dalla Direttiva CE n. 2004/39 (Allegato II), e sono concepite ad uso esclusivo di tali categorie di soggetti. Ne è vietata la divulgazione, anche solo parziale.

Al fine di accedere a tale sezione riservata, si prega di confermare di essere un  Cliente Professionale, declinando Robeco qualsivoglia responsabilità in caso di accesso effettuato da una persona che non sia un cliente professionale.

In ogni caso, le informazioni e le opinioni ivi contenute non costituiscono un'offerta o una sollecitazione all'investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un'offerta, finalizzate all'investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.

Prima di  ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare il Prospetto, i KIIDs delle classi autorizzate per la commercializzazione in Italia, la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili sul presente Sito o presso i collocatori.
L’investimento in prodotti finanziari è soggetto a fluttuazioni, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi, ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito.

Rifiuto