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Engagement con le società elettriche sul cambiamento climatico

Engagement con le società elettriche sul cambiamento climatico

17-10-2019 | Visione
La sostituzione dei combustibili fossili con energia pulita è un passo fondamentale per il cambiamento climatico. Le informative sulle strategie adottate dalle utility elettriche in questo campo sono particolarmente importanti, poiché queste aziende sono in prima linea nella transizione energetica.
  • Cristina Cedillo Torres
    Cristina
    Cedillo Torres
    Engagement Specialist
  • Carola van Lamoen
    Carola
    van Lamoen
    Head of Active Ownership

In breve

  • Un report presenta i risultati dell’engagement con nove utility elettriche
  • Tutte e nove le aziende sono concentrate sulla decarbonizzazione nel lungo periodo
  • Emergono risultati contrastanti sulla trasparenza in merito alle centrali elettriche a carbone in dismissione

Nel tentativo di definire le migliori pratiche e promuovere la conoscenza del tema, Robeco e Lyxor Asset Management hanno valutato le informazioni legate al cambiamento climatico fornite da nove utility elettriche statunitensi ed europee con le maggiori impronte ecologiche.

I risultati di questa indagine sono stati pubblicati in un report intitolato “Are electric utilities’ governance and strategies fit for the energy transition?” (La governance e le strategie delle utility elettriche sono adatte alla transizione energetica?). L’analisi consentirà agli investitori di individuare le migliori pratiche in materia di informative legate al cambiamento climatico nel settore dei servizi di pubblica utilità, fornendo supporto per le future attività di engagement.

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Gravi rischi per la stabilità

“Il cambiamento climatico pone gravi rischi per la stabilità dell’economia mondiale e impatterà probabilmente su molti settori economici”, afferma Carola van Lamoen, Head of Active Ownership di Robeco. “Uno dei settori con la maggiore esposizione ai rischi connessi al cambiamento climatico è quello delle utility, poiché si trova al centro della transizione energetica.”

L’engagement era volto ad appurare in che misura le nove utility avessero aderito alle raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) lanciata dal Financial Stability Board a giugno 2017. Tali raccomandazioni sono basate su quattro elementi fondamentali: governance, strategia, gestione del rischio, e parametri e obiettivi.

I punti salienti del report sono i seguenti:

  • Tutte e nove le aziende sono concentrate sulla decarbonizzazione nel lungo periodo, avendo stabilito obiettivi al riguardo per il 2030 e persino il 2050. Tre hanno assunto l’impegno ambizioso di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
  • Tutte e nove hanno inoltre incorporato la gestione e il controllo delle questioni legate al cambiamento climatico nelle proprie strutture di governance esistenti. Otto di esse segnalano esplicitamente che il loro consiglio di amministrazione è responsabile del monitoraggio di tali questioni.
  • Tre aziende hanno un comitato dedicato alle questioni di sostenibilità, ma solo una incarica esplicitamente un comitato di gestione del rischio per la supervisione dei controlli interni legati alla sostenibilità.
  • Tre società collegano la remunerazione dei loro CEO alle rispettive strategie per il clima, utilizzando espliciti parametri per valutare i risultati ai fini del calcolo della retribuzione.
  • Tutte e nove le imprese si sono impegnate a non sviluppare nuovi impianti a carbone e a ridurre la capacità di generazione esistente, ma la trasparenza rimane un problema.

I problemi vengono affrontati

“È incoraggiante constatare che l’alta dirigenza e i consigli di amministrazione delle utility sono intenti ad affrontare questi problemi”, afferma Florent Deixonne, Head of Governance and Responsible Investment di Lyxor.

“Tuttavia, solo una minoranza delle aziende segnala le aree di attenzione e le iniziative prese dal consiglio e dai rispettivi comitati, spiegando inoltre le modalità di interazione tra il management e il consiglio. Tali informazioni permetterebbero agli investitori di valutare più facilmente la misura in cui le questioni legate al cambiamento climatico ricevono un’adeguata attenzione da parte del consiglio e del management.”

Collegare la remunerazione al cambiamento climatico

In termini di incentivi finanziari, solo tre delle utility collegano la remunerazione dei loro CEO alle rispettive strategie per il clima. “La retribuzione è uno strumento importante per far convergere gli interessi di dirigenti e dipendenti verso parametri e obiettivi che promuovono la resilienza del business, creando così valore a lungo termine”, sostiene Déborah Slama Yomtob, SRI Analyst e responsabile delle attività di engagement e voto di Lyxor.

“Dato che il modello di business delle utility elettriche è messo in discussione dalla transizione energetica, le politiche retributive sono uno strumento importante per incentivare il management ad adottare strategie aziendali in linea con un’economia a basso tenore di carbonio.”

No al carbone

Tutte e nove le imprese si sono impegnate a non sviluppare nuovi impianti a carbone e a ridurre la capacità di generazione esistente. “Serve maggiore trasparenza sui piani di dismissione delle centrali a carbone”, afferma Cristina Cedillo Torres, specialista di engagement di Robeco.

“È importante conoscere le tempistiche di queste operazioni per comprendere il futuro impatto finanziario sulle aziende e gli investimenti che saranno necessari per sviluppare fonti di generazione alternative. La neutralità climatica può essere raggiunta solo con lo sviluppo di nuove tecnologie e infrastrutture di supporto. Ne sono un esempio lo stoccaggio in batterie, le reti “smart” e la cattura e lo stoccaggio delle emissioni di carbonio.”

Un’azione più ampia per il clima

L’attività di engagement con le utility elettriche condotta da Robeco e Lyxor in qualità di investitori attivi e sostenibili si inserisce nell’ambito della più ampia Climate Action 100+ Initiative, una coalizione globale formata da oltre 360 investitori e asset manager con 34.000 miliardi di dollari di masse in gestione.

L’iniziativa mira a ottenere, dai consigli di amministrazione e dall’alta dirigenza delle aziende, l’impegno (tra l’altro) ad adottare un solido quadro di governance che articoli esplicitamente le responsabilità del consiglio e il suo ruolo di supervisione dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici, nonché a migliorare le informative e le comunicazioni in linea con le raccomandazioni della TCFD.

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