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Mercati emergenti: prediligere i nomi locali nei consumi

Mercati emergenti: prediligere i nomi locali nei consumi

10-04-2019 | Visione
I mercati emergenti sono una promessa non mantenuta? Non secondo noi. Il fondo Emerging Markets Equities di Robeco ha costantemente sovaperformato l’indice dal lancio, avvenuto nel 1994. I rendimenti sono stati ottimi anche in termini assoluti, visto che la strategia ha permesso di conseguire quasi l’8% su base annua (dalla nascita) rispetto al 6% registrato dal benchmark.
  • Wim-Hein  Pals
    Wim-Hein
    Pals
    Head of Emerging Markets team

Il forte contributo apportato dai due principali driver della performance - l’allocazione geografica e la selezione dei titoli - ha garantito il successo del fondo in questi venticinque anni. Il responsabile del team EM di Robeco, Wim-Hein Pals, ci parla della particolare attenzione riservata al tema dei consumi non discrezionali e ai nomi dei Paesi emergenti.

In breve

  • Portafoglio con focus elevato sulla Cina, predilezione per titoli “value” e ROE al di sopra della media
  • Migliore crescita degli utili, valutazioni attraenti e solidi fondamentali nello spazio EM
  • I beni di consumo discrezionali e l’IT rappresentano i temi chiave del fondo
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Focus sull’allocazione geografica e predilezione per i titoli “value”

L’allocazione geografica rappresenta il punto di partenza del processo di investimento del fondo. Segue quindi la selezione dei titoli. Tale approccio riflette la filosofia dei gestori di portafoglio, secondo cui le differenze fondamentali fra i paesi emergenti rimangono un importante fonte di alpha. “I nostri omologhi iniziano con la selezione dei titoli, applicando poi l’overlay di paese," dichiara Pals. “La bellezza dello spazio EM è la sua natura dinamica", spiega Pals. “I paesi entrano ed escono dall’indice. L’Arabia Saudita, ad esempio, è stata appena inclusa mentre l’Israele è stato appena escluso, avendo ottenuto la qualifica di Mercato sviluppato (DM)".

L’approccio bottom-up del fondo alla selezione dei titoli si basa su un mix unico di ricerca di tipo fondamentale e quantitativo abbinata a fattori ESG. Nel processo di selezione dei titoli, "l'enorme vantaggio dell’investimento in azioni EM è rappresentato dalle valutazioni attraenti dei paesi emergenti rispetto a quelli sviluppati," dice Pals. “Il portafoglio esprime quindi una predilezione per i titoli “value”, assieme a un ROE (“return on equity”) superiore alla media. La nostra analisi approfondita della società si basa sui fondamentali, su ricerche di tipo quantitativo e su fattori ESG.

La sovraperformance è guidata sia dalla ripartizione geografica che dalla selezione dei titoli

Efficacia dell’approccio quantitativo e integrazione dei fattori ESG

Dal suo lancio, avvenuto nel 1994, il fondo Emerging Markets Equities ha raggiunto due traguardi importanti. Il primo (nel 2001) è stato il potenziamento quantitativo - ossia l'applicazione di un modello quantitativo al processo di selezione dei titoli. “Ciò ha aggiunto stabilità ai risultati della selezione dei titoli, con minori valori anomali e meno volatilità," aggiunge Pals. Il secondo è stato l'integrazione di fattori ESG. Grazie ai dati forniti dalla società RobecoSAM di Zurigo, abbiamo avviato tale integrazione nel 2001, e dal 2011 essa è divenuta parte integrante del processo. Ciò ha contribuito anche a migliorare i rendimenti per i nostri clienti," aggiunge Pals.

Una nota positiva: i beni di consumo discrezionali

“Qualunque cosa collegata al consumatore EM rappresenta una nota positiva," dichiara Pals. “All'interno di questo spazio, il fondo si concentra sui beni di consumo discrezionali piuttosto che su quelli di base. Siamo decisamente sottopeso sui titoli del settore di beni di base, che tendono a essere piuttosto costosi. Il comparto dei beni di consumo discrezionali, invece, ha rappresentato un sovrappeso strutturale per anni, con conseguenti rapporti P/E e price to book più attraenti," prosegue Pals.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla manifattura. “Le vecchie industrie pesanti non ci sono mai interessate. Le cartiere o i produttori cinesi di macchinari pesanti sono infatti sottopesati nel fondo. Fino a ieri la Cina era la fabbrica del mondo, ma la crescente sovracapacità produttiva sta cambiando tutto ciò". Oltre al focus specifico sul consumatore, il fondo si concentra anche su “nomi” puri dei mercati emergenti, piuttosto che sulle imprese multinazionali. Come afferma Pals, "Privilegiamo un’esposizione di tipo domestico in paesi come India e Cina. In India, per esempio, preferiamo investire in un'azienda alimentare locale che in una multinazionale, perché le multinazionali offrono esposizione anche ai mercati sviluppati, cosa che a noi generalmente non piace."

WPreferiamo nomi puri dei mercati emergenti

Forte focus sull’Asia

Con l’allocazione geografica come punto di partenza, la strategia è orientata principalmente verso l'Asia, che rappresenta due terzi del portafoglio. Tra i paesi asiatici, è la Cina a dominare. Pals ritiene che la recente parziale inclusione delle azioni cinesi di classe A nell’indice MSCI EM significa che il peso relativo del Paese è destinato a crescere. 

In febbraio, l’indice MSCI ha annunciato che avrebbe aumentato il peso delle azioni cinesi di classe A dal 5% al 20% in tre fasi successive. Come risultato, la Cina rappresenterà circa il 40% dell'indice in un futuro non troppo lontano. “Attualmente, stiamo sovrappesando la Cina e non abbiamo intenzione di modificare tale approccio. Abbiamo iniziato a investire in azioni di classe A nel 2009 - un decennio prima che l’indice MSCI decidesse di includerle nel suo benchmark. Anche l'India continuerà a crescere, ma a un ritmo più lento".

Variazioni nel posizionamento settoriale

Nel corso degli anni, il principale cambiamento strategico è stato l’aumento di peso del settore IT. “L'IT è diventato uno dei temi più importanti nei mercati emergenti," afferma Pals. Il settore IT è stato esso stesso oggetto di cambiamenti, in particolare in Cina, dove il focus si è spostato dall’hardware verso il software e l'e-commerce. Il comparto è cresciuto notevolmente anche in paesi come Taiwan e Corea. Il settore IT è ora secondo solo a quello dei finanziari in termini di importanza per gli investitori EM, ritiene Pals.

Outlook positivo per i mercati emergenti: fondamentali solidi e titoli dalle quotazioni attraenti

Secondo Pals, l'attuale congiuntura rende i mercati emergenti particolarmente interessanti per gli investitori a causa di un mix unico di crescita degli utili, sottovalutazione dei titoli e fondamentali solidi. L'universo EM attualmente mostra una crescita del PIL superiore rispetto a quella dei mercati sviluppati - ma questo non è l’unico fattore. Evidenzia anche una migliore crescita degli utili, che Pals ritiene offra prospettive molto positive. In molti paesi emergenti, la crescita degli utili si correla sempre più con quella del PIL. “Prendiamo ad esempio la Cina, dove le aziende hanno ora una comprensione migliore di come generare valore per gli azionisti".

Il terzo driver dell’attrattiva dei paesi EM è quello delle valutazioni. “Gli EM offrono adesso un 30% di sconto rispetto ai DM," afferma Pals, aggiungendo che la situazione attuale è davvero unica. “Questa differenza non pare sostenibile, in quanto storicamente lo sconto medio è stato di circa il 10%. Ecco perché riteniamo che tale differenza sia destinata a tornare sui livelli osservati in passato".

Per quanto riguarda i fondamentali di tipo macro, molti paesi dell'universo EM poggiano attualmente su basi solide - sia che si tratti di riserve di valuta estera elevate, grandi surplus di bilancio, alte riserve bancarie o tassi di risparmio elevati. “In generale, i fondamentali dei paesi EM sono migliori di quelli delle nazioni DM," dice Pals, "il che sarà prima o poi apprezzato da un numero sempre maggiore di investitori!"

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