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Contribuire agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Contribuire agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

16-10-2018 | Visione

Investire negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dettati dall’ONU non è sempre facile, ma oggi è possibile verificare l’effettivo contributo delle aziende.

  • Jan Willem de Moor
    Jan Willem
    de Moor
    Senior Portfolio Manager Credit

In breve

  • Modello SDG in grado di valutare il contributo delle aziende agli Obiettivi di sviluppo sostenibile
  • Processo in tre fasi, finalizzato all’analisi di attività e controversie
  • Punteggi SDG finali utilizzati per creare fondi di credito su misura

Il processo di tre fasi nato dalla collaborazione tra Robeco e RobecoSAM offre un sistema di classificazione che ci aiuta a verificare se i prodotti e i servizi di una determinata azienda contribuiscano o meno a raggiungere i 17 Obiettivi SDG. Il modello consente la costruzione di una strategia di credito personalizzata, che riteniamo in grado di fornire un contributo positivo.

Gli Obiettivi SDG si prefiggono, tra l’altro, di sconfiggere la fame nel mondo, di ridurre il riscaldamento globale e di migliorare la salute e il benessere, l’accesso alle tecnologie e gli standard di istruzione nei mercati emergenti. Lanciati nel 2015, sono stati sottoscritti da 193 paesi e costituiscono una vera sfida per le società di tutto il mondo (asset manager inclusi), chiamate a contribuire alla loro realizzazione entro il 2030.

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Tre fasi di processo

“Abbiamo creato un processo di tre fasi per valutare l’impatto di ciascuna società sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile," ha spiegato Jan Willem de Moor, gestore del fondo RobecoSAM Global SDG Credits durante la Conferenza 2018 sull’Investimento responsabile.

“Durante la prima fase osserviamo i prodotti e i servizi offerti dalle varie società e la misura in cui contribuiscono a un determinato obiettivo. Per quanto riguarda l'Obiettivo SDG 3 (salute e benessere), sarebbe logico puntare sulle aziende farmaceutiche, sui produttori di apparecchiature mediche e sulle compagnie di assistenza sanitaria, tutti in grado di contribuire all’obiettivo in questione.”

I 17 Obiettivi SDG. Fonte: ONU

“Se prendiamo, invece, l’Obiettivo SDG 11 (città e comunità sostenibili), dovremmo prediligere le imprese di costruzione, i fornitori di materiali edili e i produttori di automobili, visto che la fabbricazione di veicoli elettrici aiuta a rendere sostenibili le nostre città.”

“L’Obiettivo SDG 10 (ridurre le disuguaglianze), infine, è un tipico esempio di quanto sia difficile trovare società con prodotti a impatto diretto. Per questo entra in gioco la seconda fase del processo e ci si concentra sulle modalità con cui si vengono realizzati i prodotti: l’ufficio delle risorse umane promuove la parità di genere, le strutture di corporate governance sono adeguate e l'azienda si impegna a fondo per ridurre le emissioni di gas serra?"

“Infine, nella terza fase la nostra attenzione è rivolta alle controversie. Se le prime due fasi si orientano soprattutto sul processo, l’ultima serve a capire se la società ha provocato, per esempio, una fuoriuscita di petrolio, se è stata accusata di corruzione e di condotta fraudolenta oppure se ha venduto prodotti in modo improprio. A questo punto valutiamo se si è trattato di un episodio isolato e se l’azienda stia affrontando o meno il problema."

Sistema di classificazione

Il risultato di queste tre fasi viene quantificato nel modello di rating SDG, basato su un esclusivo sistema di classificazione sviluppato da RobecoSAM e caratterizzato da punteggi compresi fra +3 (per le aziende che contribuiscono positivamente) e -3 (per quelle più deludenti). Società accusate di sfruttare il lavoro minorile, di provocare un eccessivo inquinamento o di vendere prodotti a prezzo eccessivo per generare rapidi profitti sui mercati emergenti ostacolano il raggiungimento degli Obiettivi SDG e ottengono punteggi negativi.

“Ci risulta che circa il 60% delle società incluse nel nostro universo di investimento contribuisca positivamente agli Obiettivi SDG,” sostiene Moor. “I risultati ottenuti vengono utilizzati come screening e come primo passo verso la creazione di un portafoglio del credito a impatto positivo."

“È un concetto del tutto nuovo e diversissimo da come abbiamo operato sinora. I nostri prodotti dedicati al tema della sostenibilità hanno sempre avuto un approccio “best in class” – che peraltro continuiamo a garantire – ma l’attenzione degli Obiettivi SDG si concentra più sui settori. Tutto nasce dall’esigenza di prodotti ad alto impatto da parte della clientela, che non vuole più investire in determinate società.”

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