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Speciale SI: facciamo chiarezza sull’integrazione ESG

Speciale SI: facciamo chiarezza sull’integrazione ESG

21-10-2021 | SI Opener

Noi di Robeco integriamo i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nei nostri investimenti dal 2010. Da molti anni siamo fermamente convinti che l’integrazione dei princìpi ESG nelle nostre tesi d’investimento favorisca l’assunzione di decisioni più consistenti. Gran parte del settore finanziario ha adesso imboccato questa strada e sostiene di integrare i fattori ESG nelle strategie d’investimento relative alla maggior parte delle proprie masse in gestione.

  • Masja Zandbergen - Albers
    Masja
    Zandbergen - Albers
    Head of sustainability Integration

In breve:

  • L’integrazione ESG è essenziale, ma viene spesso fraintesa o male utilizzata
  • L’uso del principio di “doppia materialità” descrive meglio il vero scopo dell’investimento sostenibile
  • Differenza fondamentale con l’impact investing, che punta a generare un valore sociale

A causa del controllo esercitato dalle autorità di regolamentazione e della necessità di utilizzare espressioni più precise quando si parla di investimento sostenibile, un recente articolo di Bloomberg1 ha suggerito che alcuni asset manager hanno smesso di usare la generica locuzione “integrazione ESG”. Siamo fermamente contrari a questa scelta, ma riteniamo che tale espressione debba essere utilizzata nel modo giusto, come fanno i Principi per l’Investimento Responsabile (PRI) da oltre 15 anni.

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Perché smettere di parlare di integrazione ESG?

Anziché smettere di parlare di integrazione ESG, riteniamo importante analizzare perché sia stato suggerito di farlo. Le spiegazioni possibili sono due.

  1. L’integrazione ESG viene usata per segnalare che le strategie di investimento sono sostenibili, il che non è sempre vero.
  2. Gli investitori dichiarano di integrare i fattori ESG, ma spesso non sono in grado di dimostrarlo, e questo può condurre al greenwashing.

In un contributo legato al tema nel 20192, l’integrazione strutturale delle informazioni ESG nel processo d’investimento aiuta i nostri team a prendere decisioni migliori. Questo approccio, tuttavia, non restringe l’universo d’investimento e consente comunque ai nostri gestori di investire in società con bassi punteggi ESG, purché ritengano che i rischi siano pienamente scontati dal mercato.

Benché la sua applicazione sia infinitamente più complessa e profonda rispetto al semplice utilizzo dei punteggi ESG, questo metodo di integrazione non viene spesso classificato come strategia sostenibile. I clienti desiderosi di investire in strategie sostenibili o di impact investing non accettano di investire in “cattive” società ESG, anche se il prezzo dell’azione sconta già questo dato. Riteniamo quindi di dover continuare a fare riferimento all’integrazione ESG, ma nel modo corretto descritto qui.

Noi di Robeco integriamo esplicitamente i fattori ESG nel nostro processo di valutazione in ambito azionario, nei punteggi fondamentali sul versante del credito e nei rapporti sui paesi per gli investimenti in titoli di Stato. Dato che tutto questo si riflette nelle nostre strategie d’investimento, possiamo in effetti dimostrare che integriamo i fattori ESG in modo strutturale. Su queste tesi viene effettuato anche un controllo di qualità volto ad appurare che il nostro metodo sia significativo, cercando di spiegare il valore aggiunto del nostro approccio3.

Spesso viene chiesto ai gestori di dimostrare l’efficacia dell’integrazione ESG, ma si tratta di un’impresa difficile, perché integrare tali considerazioni nel processo d’investimento è come aggiungere lo zucchero al tè: dopo aver mescolato per bene, non è più possibile distinguere l’uno dall’altro. Il tè ha sicuramente un sapore migliore, ma non si può più separare lo zucchero una volta che si è sciolto. Non è difficile immaginare come questo si applichi all’integrazione ESG. Se un gestore sostiene di tener conto dei fattori ESG nelle sue decisioni d’investimento, ma non conserva alcuna documentazione dell’impatto sulle sue valutazioni o sui suoi giudizi fondamentali, difficilmente potrà dimostrare di aver aggiunto lo zucchero al tè, e quindi difficilmente potrà parlare di integrazione ESG.

Il concetto di doppia materialità

È importante e giustificato esercitare un maggiore controllo sull’effettivo contenuto delle strategie d’investimento sostenibili e di impact investing, e nello specifico richiedere maggiore trasparenza sul modo in cui si articola il processo d’investimento. Da questo punto di vista, il piano finanziario dell’UE sta svolgendo il suo lavoro. Il piano si avvale del concetto di doppia materialità (“double materiality”). Si tratta di un concetto tutt’altro che nuovo, che si lega perfettamente allo scopo dell’investimento sostenibile e dell’impact investing.

Ne lformulare una politica d’investimento sostenibile, bisognerebbe sempre interrogarsi sulla sua finalità. Si vuole conseguire una migliore performance dagli investimenti? Si vogliono evitare determinati investimenti per motivi di reputazione? Si vuole cercare di cambiare il mondo, o realizzare tutti questi obiettivi contemporaneamente? Solo una volta stabilita la finalità, ci si può domandare quale sia la modalità di implementazione più efficace. L’integrazione ESG è lo strumento ideale per prendere decisioni d’investimento migliori, ma non è uno strumento adatto per cambiare il mondo o per evitare di produrre un impatto negativo. Nel grafico in basso spieghiamo la differenza tra l’integrazione ESG e l’impact investing, quest’ultimo caratterizzato dalla chiara intenzione di generare valore sociale.

Integrazione ESG vs. investimento sostenibile e impact investing

Come di solito definita, l’integrazione ESG viene effettuata semplicemente per motivi finanziari. L’investimento sostenibile, d’altro canto, può essere fatto per una varietà di ragioni. Alcuni clienti si rifiutano semplicemente di investire in aree di business o in aziende controverse, privilegiando invece le società o i paesi che presentano un soddisfacente track record in termini di sostenibilità.

Altri desiderano trarre profitto dallo sviluppo sostenibile investendo in aziende che creano soluzioni per determinati problemi di sostenibilità come il cambiamento climatico, la disuguaglianza, il miglioramento della salute, e così via. Altri ancora intendono produrre un impatto positivo. Questi obiettivi sono collegati all’impact investing. Dato che gli investitori finali possono avere obiettivi differenti, è possibile che molteplici strategie coesistano una in fianco all’altra. In quanto asset manager con clienti in tutto il mondo, dobbiamo offrire ai nostri investitori strategie e soluzioni che soddisfino le loro esigenze.

Tuttavia, l’asticella generale viene alzata in continuazione: ciò che è considerato sostenibile oggi potrebbe diventare insostenibile in futuro. Di conseguenza, dobbiamo adattare continuamente le nostre offerte standard con nuove aree di esclusione e nuovi temi di engagement, e aumentare le soglie del quadro di riferimento che abbiamo adottato per contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). È così che si arriva all’investimento sostenibile e all’impact investing nel vero senso della parola, e non come qualcuno pensa che sia.

1 (BN) Fund Managers Start Axing ESG Buzzword as Greenwash Rules Bite, 29 settembre 2021
2https://www.robeco.com/it/approfondimenti/2019/05/investimenti-sostenibili-come-evitare-il-finto-ambientalismo.html
3https://www.robeco.com/en/insights/2020/01/from-alchemy-to-gold-how-esg-adds-value-in-a-robeco-fund.html

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