italyit
Sostenere il valore dell’euro

Sostenere il valore dell’euro

07-07-2020 | Previsioni mensili
Un programma di stimoli UE per favorire la ripresa dopo la pandemia da Covid-19 potrebbe agire da catalizzatore per un nuovo rafforzamento dell’euro, affermano gli specialisti multi-asset di Robeco.
  • Peter van der Welle
    Peter
    van der Welle
    Strategist Global Macro team

In breve

  • L’UE sta lavorando ad un fondo per la ripresa da EUR 750 miliardi denominato ‘Next Generation’
  • Il pacchetto di incentivi potrebbe agire da catalizzatore per il rafforzamento dell'euro
  • L'economia USA deve affrontare sfide ancor più grandi per riuscire a superare la crisi

Il pacchetto da EUR 750 miliardi sostenuto dai bond della Commissione Europea per aiutare le economie colpite dai lock-down potrebbe facilitare una maggiore integrazione fiscale.

La ritrovata forza dell’euro potrebbe esprimere tutto il suo potenziale in particolare contro il dollaro americano, a causa delle prospettive economiche più deboli al di là dell’Atlantico. Tutto considerato, il team multi-asset, scommette sul rialzo dell’euro rispetto al dollaro . 

“Coalizzata contro un ‘nemico’ comune, l’Europa sta unendo le forze per riprendersi dal forte impatto negativo del Covid-19”, afferma lo strategist Peter van der Welle. “In tal modo, probabilmente, si è anche innescato un catalizzatore in grado di sbloccare il valore della valuta comune, ossia la prospettiva di un’effettiva integrazione fiscale”.

Scopri gli ultimi approfondimenti
Scopri gli ultimi approfondimenti
Abbonati

Mostrare nuovo vigore

“Il 18 maggio, l'asse franco-tedesco ha mostrato nuovo vigore con la proposta di un fondo per la ripresa di 750 miliardi di euro e denominato ‘Next Generation EU’. È importante ricordare che la Commissione Europea emetterà obbligazioni per conto dell'UE, per finanziare i pacchetti di incentivi”.

“Questo porterà risparmi non trascurabili a quei paesi che avrebbero altrimenti dovuto pagare rendimenti più elevati sui loro titoli sovrani con rating inferiore, rispetto ai titoli UE con rating AAA. Anche se questo potrebbe non comportare una vera e propria mutualizzazione del debito, si tratta comunque di un passo avanti verso una più stretta integrazione fiscale all’interno dell’UE, tanto da poter essere considerato in prospettiva come un evento di portata storica”. 

“L'annuncio di questo nuovo fondo per la ripresa sembra aver agito da catalizzatore per il recente apprezzamento dell'euro. L'annuncio ha coinciso con un punto di flessione del premio al rischio nel tasso di cambio EUR/USD, con gli operatori di mercato che hanno iniziato a chiedere un premio al rischio più basso per avere un'esposizione in euro”.

Overshooting nel premio

Il premio al rischio dell’euro è definito come quella parte del tasso di cambio EUR/USD che non è spiegata dal differenziale dei tassi di interesse a 2 anni tra gli Stati Uniti e l’Eurozona (si veda il grafico). “Le oscillazioni del premio al rischio dell’euro possono essere consistenti e tendono a superare o sottovalutare i fondamentali nel tempo”, afferma Van der Welle.
Il premio di rischio dell’euro è quella parte del tasso di cambio che non viene spiegata dal differenziale di tassi. Fonte: Refinitiv Datastream, Robeco

“A nostro avviso, il premio di rischio dell’euro è andato in overshooting a fine marzo di circa il 10%, in base al differenziale dei tassi a 2 anni. Mancava solo un catalizzatore che potesse sbloccarne il valore. Con i progressi compiuti nei negoziati sul fondo per la ripresa, potremmo essere vicini a un altro importante punto di flessione per il premio al rischio dell'euro”.

“Anche se vi sono ancora dibattiti tra i membri dell’UE, il segnale generale è che l'Europa potrebbe finalmente agire all’unisono, il che comporterebbe un premio al rischio inferiore per detenere l'esposizione nei confronti dell’euro”.  

Europa contro Stati Uniti

Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno uscendo dalla pandemia da coronavirus con più difficoltà dell'Europa, il che fa ben sperare in un rafforzamento dell'euro contro il dollaro, afferma Jeroen Blokland, Senior Portfolio Manager e responsabile del team multi-asset.

“Adesso sono gli Stati Uniti l’epicentro del coronavirus nel mondo sviluppato, mentre in Europa si stanno registrando tassi di disoccupazione più bassi, inoltre l’Europa dispone di politiche migliori per la protezione del posto di lavoro e trae vantaggio dal fatto che i legami commerciali chiave tra Germania e Cina sono qualche mese più avanti rispetto agli Stati Uniti”, prosegue Blokland. 

“Un settore manifatturiero europeo più performante rispetto al resto del mondo è storicamente conciso con un euro più forte, ponderato in base agli scambi commerciali”.

EUR/USD nel lungo periodo

“Confermiamo la nostra opinione positiva sull’euro assumendo una posizione rialzista nei confronti del dollaro USA. Se da un lato riteniamo che una riduzione del premio al rischio sosterrà l'euro rispetto alla maggior parte delle valute, dall'altro vediamo un potenziale di rialzo soprattutto nei confronti del dollaro americano”.

“Il tradizionale fattore trainante della forza del dollaro statunitense – ossia il differenziale dei tassi di interesse a breve tra il rendimento dei titoli di Stato a 2 anni in USA e in Germania – è notevolmente diminuito. Storicamente, questo differenziale ha spiegato in larga parte le variazioni nel tasso di cambio EUR/USD”.

Attrattività relativa

“Tale differenziale si è compresso in modo significativo negli ultimi 18 mesi, scendendo da un valore storicamente elevato del 3,50% a meno dello 0,90% attuale. Ciò significa che l'attrattiva relativa del dollaro americano rispetto all'euro è diminuita”.

Un’altra ragione che spiega la potenziale debolezza del dollaro è il bilancio del governo americano. “In base alle ultime proiezioni, il deficit di bilancio degli Stati Uniti sarà significativamente maggiore di quello dell’Eurozona nei prossimi anni (si veda il grafico)”, afferma Blokland. 

In seguito ai pacchetti di incentivi approvati, gli Stati Uniti ora hanno un deficit di bilancio molto più alto dell’UE. Fonte: Bloomberg.

Attenzione al ‘deficit gemello’

“Inoltre, l’altro grande squilibrio all’interno dell’economia statunitense, ossia il deficit commerciale, potrebbe portare ad un’ulteriore debolezza del dollaro se gli investitori iniziassero a valutare il possibile impatto del deficit gemello”. 

Infine, il dollaro statunitense si indebolirebbe anche nel caso in cui un’ulteriore integrazione fiscale della zona Euro comportasse la creazione dei cosiddetti Eurobond. “Dato che queste obbligazioni rappresenterebbero l'intera Eurozona, esse avrebbero probabilmente un rendimento più alto dei titoli di Stato tedeschi, riducendo ulteriormente il divario di rendimento con gli Stati Uniti”, afferma Blokland.

“Se saranno effettivamente emessi gli Eurobond, sarà possibile una diversificazione dei flussi di capitale verso attività a basso rischio, il che sosterrà il tasso di cambio EUR/USD”.

Gli argomenti collegati a questo articolo sono:
Logo

Disclaimer

Confermo di essere un cliente professionale

Le informazioni e le opinioni contenute in questa sezione del Sito cui sta accedendo sono destinate esclusivamente a Clienti Professionali come definiti dal Regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007 (articolo 26 e Allegato 3) e dalla Direttiva CE n. 2004/39 (Allegato II), e sono concepite ad uso esclusivo di tali categorie di soggetti. Ne è vietata la divulgazione, anche solo parziale.

Al fine di accedere a tale sezione riservata, si prega di confermare di essere un  Cliente Professionale, declinando Robeco qualsivoglia responsabilità in caso di accesso effettuato da una persona che non sia un cliente professionale.

In ogni caso, le informazioni e le opinioni ivi contenute non costituiscono un'offerta o una sollecitazione all'investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un'offerta, finalizzate all'investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.

Prima di  ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare il Prospetto, i KIIDs delle classi autorizzate per la commercializzazione in Italia, la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili sul presente Sito o presso i collocatori.
L’investimento in prodotti finanziari è soggetto a fluttuazioni, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi, ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito.

Rifiuto