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Speciale SI: tutelare i diritti umani nel digitale nell'era post Covid-19

Speciale SI: tutelare i diritti umani nel digitale nell'era post Covid-19

28-05-2020 | SI Opener
La raccolta di dati digitali è cresciuta oltre ogni immaginazione e può creare seri problemi in termini di privacy e diritti umani, soprattutto quando si tratta di informazioni sensibili sulla salute, oggi impiegate nella lotta al Covid-19. Nel 2020, la quantità mondiale di dati raggiungerà i 40.000 miliardi di gigabyte, ovvero più di 5.000 gigabyte per ogni abitante del pianeta. 1 È cinque volte il contenuto di un computer medio e spesso parla di TE.
  • Masja Zandbergen - Albers
    Masja
    Zandbergen - Albers
    Head of sustainability Integration
  • Daniëlle Essink
    Daniëlle
    Essink
    Engagement Specialist

In breve

  • Diritti umani messi alla prova dalla lotta mondiale al Covid-19
  • La tutela dei diritti digitali può realmente contribuire al miglioramento della salute pubblica
  • La buona gestione delle questioni digitali farà la differenza tra le aziende

Robeco è convinta che l’investimento sostenibile non preveda posizioni drastiche, né contempli scorciatoie o risposte facili. Anzi, riteniamo che alcuni dei concetti comunemente accettati in tema di sostenibilità siano errati. Per questo, ci piace sfruttare la nostra posizione di leader nel campo dell’investimento sostenibile per formare la popolazione sull'argomento.

Nella nuova serie di Speciale SI affrontiamo le questioni più significative dell’investimento sostenibile e del progresso dell’umanità, partendo dalla minaccia che il digitale rappresenta per la privacy e i diritti umani. Con questa serie, Robeco vuole attirare l’attenzione sulla complessità dell’investimento sostenibile e sulla necessità di possedere la giusta competenza ed esperienza per poter prendere decisioni di investimento appropriate.

Come avviene per tutti i trend in rapida evoluzione, la mancanza di un quadro normativo adatto comporta nuovi rischi e crea nuove opportunità per tutti gli stakeholder coinvolti. Noi di Robeco abbiamo capito anni fa che la privacy dei dati costituiva un rischio aziendale rilevante per le aziende di telecomunicazioni e di servizi via Internet. Alcuni modelli di business sono interamente basati sulla raccolta, sull’utilizzo o sulla vendita dei dati dei consumatori. Di conseguenza, quando si parla di diritti umani digitali, i temi su cui ci concentriamo sono la cybersicurezza e i rischi sociali dell’intelligenza artificiale (AI).

La risposta al Covid-19 mette alla prova i diritti umani digitali

Così come avviene per molti altri temi ESG rilevanti, l’emergenza Covid-19 sta mettendo alla prova i diritti umani digitali. Da un lato, le app per il tracciamento dei soggetti positivi possono salvare vite umane e contribuire a liberare la società dal lockdown, aiutando così l’economia. Dall’altro, però, se non si sta attenti, si mette a rischio la privacy dei cittadini.

È lecito ribattere che la privacy andrebbe sacrificata per uno scopo del genere. Ma secondo AccessNow, organizzazione senza fini di lucro leader del settore, la tutela dei diritti digitali può realmente contribuire al miglioramento della salute pubblica.2

E noi siamo pienamente d’accordo con loro. Se i diritti digitali non sono tutelati adeguatamente, il download volontario delle app di tracciamento dei positivi verrà rifiutato e, per avere successo, il servizio dovrà essere reso obbligatorio. Molti paesi non lo accetteranno mai, impedendo di fatto ai governi di adottare strumenti di salute digitale.

Questioni in tema di diritti digitali

Ma ci sono anche altre questioni meno evidenti. I dati che riguardano la salute sono tra le informazioni più sensibili che esistano. La loro tutela è fondamentale. Il tracciamento dei dati sulla salute serve alle autorità per reagire a un’epidemia che si muove con estrema rapidità. Tuttavia, la cattiva gestione di questi dati può generare sfiducia e ridurre l’utilizzo degli strumenti di salute digitale.

Un altro tema rilevante è la sorveglianza. I governi, infatti, potrebbero sfruttare questa emergenza per adottare su larga scala strumenti di sorveglianza in parte controversi. Come il riconoscimento facciale, già impiegato per la sorveglianza, il monitoraggio e il controllo dei movimenti durante l’epidemia di coronavirus. La Cina lo usa per il tracking dei soggetti contagiosi e per identificare chi non indossa la mascherina.

A Mosca, le autorità russe ricorrono a telecamere di videosorveglianza, sistemi di riconoscimento facciale e geolocalizzazione per fare rispettare la quarantena e seguire i positivi e i loro familiari.3 Pur nella consapevolezza che l’individualismo è un valore prevalentemente occidentale, secondo noi queste pratiche rischiano di violare gravemente le basi del diritto alla privacy, senza produrre evidenti benefici per la collettività.

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Censura e disinformazione

Le aziende ICT ricevono un crescente numero di richieste da parte dei governi di tutto il mondo, che cercano di limitare l’accesso ai servizi e di bloccare i network. Simili interruzioni implicano, tra l'altro, la limitazione del diritto internazionalmente riconosciuto alla libertà di espressione, impediscono l'accesso a servizi essenziali come il pronto intervento, i pagamenti e la sanità e interrompono i contatti tra parenti e amici.

In alcuni casi, questi mandati rischiano di violare ulteriormente i diritti umani, soprattutto quando limitano la libera circolazione di informazioni in vista di un’elezione oppure se sono riservati a regioni, distretti o gruppi etnici specifici. In questa crisi abbiamo assistito al tentativo delle autorità cinesi, iraniane e persino statunitensi di controllare le informazioni che giornalisti ed esperti hanno condiviso sui social media.

D’altro canto, sono state pubblicate anche molte informazioni fuorvianti, dal consiglio di trattenere il fiato alla descrizione delle più svariate medicine come rimedio per la pandemia. In risposta a quanto sopra, grandi piattaforme come Facebook, Google e Twitter si stanno impegnando attivamente a indirizzare i consumatori verso fonti attendibili come le autorità sanitarie.

Cosa possono fare le aziende?

In assenza di un quadro normativo adeguato, i diritti umani digitali sono un rischio per le società in cui investiamo. Questioni come la privacy dei dati, la cybersicurezza o l’impatto sociale dell’AI possono penalizzarne le attività, mentre una buona gestione delle questioni digitali è in grado di fare la differenza.

Pertanto, nei nostri processi di investimento basati sui fondamentali, analizziamo con sistematicità il modo in cui le aziende affrontano questi temi. Per valutare i rischi, esaminiamo non solo la solidità delle politiche in materia editoriale e di sicurezza informatica, ma anche i processi e i risultati associati a eventuali violazioni e sanzioni. E anche sul fronte dei risultati, alcune aziende sono più trasparenti di altre.

Combinando questa analisi ad altri aspetti rilevanti (come corporate governance e gestione del capitale umano), riusciamo a valutare l’impatto sulla creazione di valore delle società dei comparti in questione. Privacy dei dati, cybersicurezza e rischio sociale dell’intelligenza artificiale sono spesso difficili da quantificare in termini di ricavi o driver di spesa. Pertanto, spesso rettifichiamo le cifre riferite al costo di capitale di una determinata società sulla base della nostra analisi, stimandone il rischio di perdita di credibilità, legale e aziendale.

Punta dell’iceberg

La nostra analisi di investimento e i nostri sforzi di engagement si concentrano sui rischi e sulle sfide del momento, tra cui figurano le discriminazioni e le violazioni della privacy dovute ai pregiudizi generati da algoritmi. Prestiamo attenzione anche all'efficacia della corporate governance in materia di diritti umani digitali, alle loro implicazioni sul fronte del capitale umano e alle opportunità offerte dall’AI. Tutte questioni finanziariamente rilevanti per le attività di un'azienda.

Chiediamo alle società di acquisire conoscenze a livello dirigenziale e di adottare politiche e processi solidi, in grado di rispettare i diritti umani in un mondo sempre più digitalizzato. Chiediamo anche trasparenza in caso di problemi o violazioni. Una app in grado di tracciare e contenere il Covid-19 è di sicuro un’ottima idea, ma il suo successo dipenderà da come verranno tutelati i diritti umani.

1 Fonte: https://techjury.net/stats-about/big-data-statistics/#gref
2 Fonte: https://www.accessnow.org/protect-digital-rights-promote-public-health-towards-a-better-coronavirus-response/
3 Fonte: AccessNow.org

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