italyit
I pionieri non riposano mai sugli allori

I pionieri non riposano mai sugli allori

04-05-2020 | Intervista
La dovevo proprio fare, quella foto. Sul tetto. Il suo tetto. Nonostante le obiezioni di un fotografo che soffriva di vertigini. Masja Zandbergen, Head of ESG Integration, voleva proprio essere ripresa in mezzo ai pannelli solari. Posando con orgoglio. Perché quell’immobile - che è anche la sua casa - dimostra che è veramente possibile fare la differenza. Se lo si desidera. Se si ha una visione. E se si è disposti a investire.
  • Peter van Kleef
    Peter
    van Kleef
    Chief Editor

E investire oggi - per raccogliere i frutti domani - è proprio ciò che caratterizza Masja, anche nel suo ruolo in Robeco. Ma il desiderio impellente di investire nella sostenibilità si avverte solo quando si diventa consapevoli della necessità di fare ciò, o delle opportunità offerte. E tale consapevolezza, nota Zandbergen, ha davvero fatto passi da gigante in questi ultimi anni. All'inizio della sua carriera, nel 1997, Masja - cui non piaceva investire in aziende che sfruttavano il lavoro minorile od offrivano condizioni di lavoro pessime - incontrava resistenze da parte dei gestori quando proponeva argomenti legati alla sostenibilità.

Ora, analizzare sia i rischi che le opportunità della sostenibilità è diventato un aspetto essenziale di ogni analisi finanziaria. "Oggi sono tutti più consapevoli, la società sta cambiando e si manifesta a livello globale non solo per il clima, ma anche contro le disparità salariali, tanto per fare un esempio. Le aziende hanno capito che saranno ritenute responsabili dagli azionisti per le emissioni di CO2, la produzione di plastica monouso, la lealtà fiscale e così via."

Scopri gli ultimi approfondimenti in tema di sostenibilità
Scopri gli ultimi approfondimenti in tema di sostenibilità
Abbonati

Nel ruolo di apripista

Ma la maggiore consapevolezza non è sufficiente. Neanche un po’. "C'è ancora un gap significativo di conoscenze e comprensione del problema per quanto riguarda la sostenibilità", continua Zandbergen. "E nel settore del risparmio gestito, abbiamo ancora molta strada da fare per giungere a un’implementazione efficace della sostenibilità all’interno dei portafogli. Non si tratta semplicemente di una gara ad arrivare primi a offrire un nuovo fondo di tendenza solo perché questo è in grado di attirare nuovi clienti."

Il settore deve fare dei passi concreti, e ciò sta causando tutta una serie di conflitti. Ti senti in gara con i colleghi, vuoi essere il migliore, ma allo stesso tempo è necessario che tutti si muovano nella giusta direzione. Perché lavorare insieme è l’unico modo per cambiare realmente le cose. E Robeco è leader di settore, afferma Masja.

"Il nostro team di ricerca interno non è secondo a nessuno, grazie a RobecoSAM, la nostra filiale svizzera; e i nostri gestori di portafoglio comprendono l’importanza della ricerca. Sanno come implementare i dati, e il ruolo cruciale che tali dati svolgono nell'analisi delle opportunità e dei rischi futuri." E sanno anche che la conoscenza non è una pozza di acqua stagnante, ma un fiume in perenne movimento.

Valore decarbonizzato

"I nostri ricercatori quantitativi sono riusciti a sviluppare una metodologia di calcolo del “valore decarbonizzato”. C'erano molte pressioni per arrivare a questo risultato, in quanto i clienti volevano un portafoglio di tipo “value” con minore impronta ecologica, in altre parole con rischio CO2 inferiore. Molte aziende di tipo “value” appartengono a settori tradizionalmente inquinanti. I ricercatori hanno sviluppato un modello che permette di continuare a sfruttare il fattore “value”, pur riducendo sostanzialmente l’impronta ecologica."

Ma non pensate nemmeno per un istante che Zandbergen stia riposando sugli allori adesso, perché nonostante i progressi quotidiani resta ancora molto da fare. Siamo ancora nelle fasi iniziali per quanto riguarda la nostra capacità di misurare l'impatto. "Abbiamo una lunga strada da percorrere. Voglio continuare ad andare avanti. Stiamo costruendo modelli di rischio, e modelli fattoriali che incorporano criteri ESG nei loro calcoli. Abbiamo sviluppato punteggi ESG per le aziende. Teniamo aperta la porta del dialogo con molte aziende. Ma alla fine della fiera, è necessario sapere, ossia essere in grado di misurare, ciò che si è realizzato nel mondo reale. Ed è proprio qui che il nostro impatto è difficile da misurare, perché non creiamo o produciamo alcunché."

"Il mondo sarà un luogo più sicuro se escludiamo un’azienda che produce armi controverse? E se la escludiamo dal portafoglio, chi ci assicura che tale investimento non venga comunque effettuato da qualcuno che non ha a cuore la questione? E se riusciamo ad abbassare l’impronta ecologica di un portafoglio, in che modo ciò influisce sul mondo reale?" Non vi sono ancora ricerche sufficienti per rispondere a queste domande.

Ricerca di una nuova identità

I clienti vogliono meno rischi nel loro portafoglio, compresi quelli legati al clima. Da una semplice prospettiva di “stewardship”, desiderano anche investire in modo responsabile. Per il momento, gli impatti di natura non finanziaria sono difficili da misurare. Con l'Europa del Nord a fare da apripista, il settore finanziario è impegnato a trovare soluzioni in grado di misurare gli impatti di natura non finanziaria. "Alcuni elementi non possono ancora essere inclusi nell’analisi finanziaria", commenta Zandbergen.

"È possibile includere i rischi legati alla CO2 nelle valutazioni, ma ciò sarebbe ancora più facile se ci fosse un prezzo unitario per il carbonio." Il settore finanziario può dare al mondo una spinta nella giusta direzione? Non è forse sua responsabilità fare ciò, come depositario o gestore di grandi somme di denaro? Non sorprende che il settore si stia mettendo in discussione.

E in un certo senso, la cosa è vera anche per Zandbergen. "La domanda da farsi è: dove inizia e dove finisce la responsabilità? Se un governo decide di costruire impianti a carbone, dovremmo escluderlo dai portafogli? Questo è uno dei molti dilemmi con cui si trova a che fare il settore oggi. E dobbiamo anche considerare i concorrenti, le ONG e altri attori di rilievo, come pure l’impatto che alcune decisioni importanti potrebbero avere sul nostro universo d'investimento."

L'industria dell'olio di palma esemplifica proprio un tale dilemma. La produzione di olio di palma costituisce una minaccia per le foreste pluviali della Terra. "Abbiamo una soglia inferiore molto rigorosa: metà della produzione deve essere sostenibile. Se le aziende non sono neppure lontanamente vicine a questo limite, possiamo discuterne fino alla nausea, ma non si potranno mai avvicinare più di tanto. Escludiamo quindi queste società. Per le altre, chiariamo subito che ci attendiamo che riescano a soddisfare questo requisito. E in questi casi possiamo avere una vera influenza."

Questa intervista è stata pubblicata per la prima volta su SIX.
Leggi tutta l’intervista in formato PDF.
Gli argomenti collegati a questo articolo sono:
Logo

Disclaimer

Confermo di essere un cliente professionale

Le informazioni e le opinioni contenute in questa sezione del Sito cui sta accedendo sono destinate esclusivamente a Clienti Professionali come definiti dal Regolamento Consob n. 16190 del 29 ottobre 2007 (articolo 26 e Allegato 3) e dalla Direttiva CE n. 2004/39 (Allegato II), e sono concepite ad uso esclusivo di tali categorie di soggetti. Ne è vietata la divulgazione, anche solo parziale.

Al fine di accedere a tale sezione riservata, si prega di confermare di essere un  Cliente Professionale, declinando Robeco qualsivoglia responsabilità in caso di accesso effettuato da una persona che non sia un cliente professionale.

In ogni caso, le informazioni e le opinioni ivi contenute non costituiscono un'offerta o una sollecitazione all'investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un'offerta, finalizzate all'investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.

Prima di  ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare il Prospetto, i KIIDs delle classi autorizzate per la commercializzazione in Italia, la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili sul presente Sito o presso i collocatori.
L’investimento in prodotti finanziari è soggetto a fluttuazioni, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi, ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito.

Rifiuto