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Rischio di credito minore nei settori in linea agli SDG

Rischio di credito minore nei settori in linea agli SDG

07-11-2019 | Visione

L’analisi storica delle performance conferma quello che stiamo osservando nella pratica. I settori del credito con punteggi SDG (Obiettivi di sviluppo sostenibile) positivi o neutrali hanno un rischio di credito minore rispetto a quelli con punteggi negativi.

  • Guido Moret
    Guido
    Moret
    Head of Sustainability Integration Credits

In breve

  • Abbiamo analizzato il rischio/rendimento e le insolvenze di 50 settori del credito negli ultimi cinque anni.
  • I settori con punteggi SDG positivi o neutrali hanno sovraperformato quelli con punteggi negativi.
  • Effettuare uno screening dei portafogli di credito in base agli SDG potrebbe contribuire a ridurre il rischio di ribasso.

Identificare le società del futuro

Riteniamo che l’integrazione degli Obiettivi SDG nelle strategie di investimento permetta di essere consapevoli di potenziali fonti di rischio aggiuntive per i portafogli. Lanciati dalle Nazioni Unite nel 2015, gli Obiettivi SDG sono ormai un modello adottato su vasta scala per valutare il comportamento delle aziende rispetto ai criteri ESG, nonché le loro caratteristiche di sostenibilità.

Le aziende e i settori che offrono soluzioni finalizzate al raggiungimento degli SDG potrebbero essere i vincitori di domani, nonché interessanti candidati all’investimento. Al contrario, le società e i settori che non contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi SDG potrebbero subire gravi conseguenze operative e finanziarie, tra cui multe, ritiro delle licenze e rischio di perdita di credibilità, diventando meno appetibili in termini di investimento.

Per sfruttare questi vantaggi e favorire la gestione dei rischi, Robeco ricorre a un’esclusiva metodologia di screening basata sul modello SDG di RobecoSAM, punto di partenza del processo di selezione dei crediti. Si tratta di una metodologia in tre fasi che verifica cosa produce una determinata società, come produce e se è coinvolta in eventuali controversie. Lo screening degli emittenti del credito genera una serie di punteggi SDG che vanno da -3 (per emittenti il cui contributo agli SDG è altamente negativo) a +3 (per chi contribuisce in modo altamente positivo agli SDG).

Nei nostri portafogli SDG escludiamo gli emittenti con rating negativo e investiamo esclusivamente in emittenti con rating SDG neutrale o positivo. Dal processo di screening è emerso che il 24% del nostro universo ha un punteggio negativo e, quindi, non è adatto alle strategie SDG.

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Come unire allineamento agli SDG e performance finanziaria

Per testare la nostra teoria secondo cui le obbligazioni emesse da società che contribuiscono positivamente agli Obiettivi SDG tendono a performare meglio di quelle emesse da aziende il cui contributo è negativo, abbiamo osservato l’andamento di 50 settori del credito negli ultimi cinque anni. 

Utilizzando i punteggi generati grazie alla nostra metodologia di screening, abbiamo mappato i punteggi SDG dei vari settori rispetto agli indici Barclays.

I settori sono stati poi aggregati in tre ipotetici portafogli: uno costituito da settori con punteggi SDG positivi (da +1 a +3), uno da settori con punteggi SDG neutrali (zero) e uno da settori con punteggi SDG negativi (da -1 a -3).

Ma chi è davvero positivo?

Dei 50 settori analizzati, 10 hanno ricevuto un punteggio SDG negativo, 17 hanno totalizzato un punteggio SDG positivo e il resto ha ottenuto un punteggio neutrale.

I risultati evidenziano inoltre una grande differenza di performance tra i settori con rating SDG positivo o negativo. 

Ottimo rapporto rischio/rendimento, miglior tasso di default

I dati mostrano che, negli ultimi cinque anni, i settori con rating SDG positivo o neutrale hanno registrato un rapporto rischio/rendimento superiore rispetto ai settori con punteggi SDG negativi. In altre parole, il rischio è diminuito senza diluire i rendimenti. Questa conclusione vale sia per l'investment grade che per l’high yield. La differenza tra settori con rating positivo e neutrale da un lato e settori con rating negativo dall'altra si è rivelata più netta per quanto riguarda i crediti high yield.

Figura 1 | Crediti investment grade: rischio/rendimento, dati storici a cinque anni

Fonte: Calcoli Barclays e Robeco basati sull’universo globale IG. Dati storici a cinque anni fino ad agosto 2019. Il grafico qui sopra è a scopo puramente illustrativo e non rappresenta la performance di nessuna particolare strategia di investimento di Robeco.

Figura 2 | Credito high yield: rischio/rendimento, dati storici a cinque anni

Fonte: Calcoli Barclays e Robeco basati sull’universo globale HY. Dati storici a cinque anni fino ad agosto 2019. Il grafico qui sopra è a scopo puramente illustrativo e non rappresenta la performance di nessuna particolare strategia di investimento di Robeco.

Il migliore profilo di rischio/rendimento evidenziato dai settori con rating positivo e neutrale dipende dalla riduzione del rischio di credito rispetto ai settori con punteggi SDG negativi. Riduzione che, tra l’altro, è stata raggiunta senza sacrificare i rendimenti e che si riflette anche sulla performance relativa in termini di default. Esaminando i dati degli ultimi cinque anni, ci accorgiamo infatti che, nel tempo, i settori con punteggi SDG positivi hanno tassi di default inferiori rispetto ai settori neutrali. Inoltre, i settori positivi e neutrali hanno tassi di default inferiori rispetto a quelli con punteggi SDG negativi.

Figura 3 | Tassi di default progressivi a 12 mesi

Fonte: Calcoli di Barclays, JPMorgan, Bank of America Merrill Lynch e Robeco. Dati storici a cinque anni fino a dicembre 2018. Il grafico qui sopra è a scopo puramente illustrativo e non rappresenta la performance di nessuna particolare strategia di investimento di Robeco.

Puntiamo a una maggiore granularità: contano i dettagli e non solo il settore

È importante precisare che l’analisi di cui sopra si concentra esclusivamente sulla performance dei settori e non su quella dei singoli titoli di credito. Il nostro modello di misurazione SDG applica un processo di screening articolato in tre fasi che assegna un punteggio SDG alle singole aziende. Se il rating SDG di un determinato settore è negativo, non lo evitiamo del tutto. Il punteggio di settore, infatti, è il punto di partenza per valutare cosa produce una società, come produce e se è coinvolta in eventuali controversie. Nel corso del processo di screening il punteggio potrebbe cambiare, a seconda di quanto la società in questione risulti allineata agli Obiettivi SDG.

La nostra analisi empirica che mappa i punteggi SDG dei settori rispetto alle loro performance mostra un legame virtuoso tra la redditività di portafogli “sani” e punteggi neutrali o positivi in termini di sostenibilità. Man mano che il nostro track record di strategie di credito SDG si allunga, avremo più punti di dati per analizzare ulteriormente questo legame. In particolare, sarebbe interessante effettuare la stessa analisi a livello societario, specialmente per quei settori in cui la gamma dei punteggi SDG ottenuti dai singoli emetti è molto vasta. Nel frattempo, i risultati ottenuti fino a oggi stimolano il nostro impegno per l’integrazione dei criteri di sostenibilità al processo di selezione del credito e confermano la nostra convinzione di poter aiutare a costruire portafogli solidi e capaci di buone performance finanziarie.

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