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“Questa è l’economia, ingenuo”: i mercati seguiranno i dati, non Trump

“Questa è l’economia, ingenuo”: i mercati seguiranno i dati, non Trump

07-02-2017 | Previsioni mensili

Nel determinare il valore degli assets, i mercati finanziari continueranno a basarsi su dati economici reali piuttosto che sui discorsi del presidente Trump, dichiara Lukas Daalder di Robeco.

  • Lukas Daalder
    Lukas
    Daalder
    Chief Investment Officer

In breve

  • Le azioni hanno reagito agli utili delle imprese più che a Trump
  • Le obbligazioni sono più interessate ai dati europei e al rischio locale in Europa
  • Le prospettive invitano ancora alla prudenza, con preferenza per le “relative trades”

Le azioni hanno largamente ignorato tutte le dichiarazioni politiche controverse del nuovo leader statunitense, mentre le obbligazioni sono più interessate a quello che sta accadendo in Europa, dichiara Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions.

Ripetendo una frase resa famosa dal predecessore di Trump, Bill Clinton durante la sua campagna presidenziale vittoriosa del 1992: “Questa è l’economia, ingenuo”, riteniamo sia più probabile che i dati economici restino la spinta prevalente per gli investitori, piuttosto che Trump”, dice Daalder.

“Con le notizie drammatiche alle quali abbiamo assistito nelle prime settimane della sua presidenza, si potrebbe essere portati a pensare che i mercati finanziari abbiano attraversato un periodo difficile, ¬mentre in realtà è accaduto proprio il contrario,” dice Daalder. “Da quasi due mesi le azioni USA registrano una volatilità modesta, con l’indice VIX della volatilità in costante declino fino ai minimi degli ultimi 10 anni.”

“Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, i rendimenti delle obbligazioni USA sono riusciti a stabilizzarsi dall’inizio dell’anno. La volatilità delle obbligazioni dell’Eurozona è inizialmente calata, ma è ora nuovamente in aumento a causa di rischi locali. L’unica componente dei mercati finanziari ad aver registrato un costante aumento della volatilità è stata quella dei mercati valutari, con la volatilità ora chiaramente superiore a quella registrata al momento delle elezioni dell’8 novembre.”

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Dati sorprendentemente positivi

E quindi, cosa sta succedendo realmente? Daalder sostiene che tutto si riduca al fatto che i mercati si stiano concentrando su quel che sta accadendo nel mondo economico reale, anziché nel mondo inebriante della politica.

“I fatti sono molto più chiari se guardiamo al di là dei titoli su Trump e osserviamo le altre notizie, che di recente sono state piuttosto trascurate”, afferma. “Per citarne una, esiste l’economia mondiale. I dati economici hanno costantemente sorpreso in positivo, segnalando un consolidamento del momentum dell’economia.”

I dati economici hanno sorpreso positivamente. Fonte: Bloomberg, Robeco.

“Non si tratta di un fenomeno statunitense, ma è chiaramente visibile anche in Asia - soprattutto un Giappone - e specificamente in Europa. L’indice Citi Surprise è ormai in territorio positivo per queste tre regioni: l’ultima volta che tutte e tre sono riuscite a sorprendere positivamente a questi livelli è stata nel 2010.”

Questo miglioramento dell’attività economica sottostante si rispecchia anche nei rapporti trimestrali sugli utili pubblicati fino ad ora; il quarto trimestre segna una netta inversione di rotta rispetto ai quattro trimestri precedenti, con gli utili che evidenziano una crescita significativa e diffusa. Il periodo in cui si temeva che la recessione degli utili trascinasse al ribasso l’economia mondiale è ormai lontano.”

‘L’Europa sta attualmente evidenziando un momentum migliore di quello USA’

“Questo denota chiaramente che per quanto Trump possa essere rumoroso e dirompente, fintantoché non ha un impatto diretto sulla crescita economica sottostante e sugli utili, le borse hanno ogni motivo per ignorarlo. Detto in altri termini: ‘Questa è l’economia, ingenuo!’”

“Questo spiega anche l’andamento degli spread sui mercati obbligazionari mondiali: i dati economici sull’Europa mostrano che - sebbene molti siano convinti del contrario - l’Europa sta attualmente evidenziando un miglioramento del momentum superiore rispetto agli USA. Secondo i dati di dicembre, gli ordini pervenuti alle fabbriche tedesche (sebbene notoriamente volatili) sono ora dell’8% superiori al livello di un anno fa, mentre l’inflazione headline (1,8%) ha sorpreso al rialzo.”

Rischi politici in Europa

Permangono tuttavia dei rischi politici, con i movimenti populisti determinati a ottenere risultati importanti alle elezioni parlamentari previste nei Paesi Bassi a marzo, e alle elezioni presidenziali in Francia ad aprile e maggio, avverte Daalder. E poi non dimentichiamo la saga sul salvataggio della Grecia che da un po’ di tempo non sollevava la testa, ma che è indirettamente collegata a Trump e a chiunque salga al potere in Europa.

“Le elezioni presidenziali francesi si stanno configurando come l’evento clou per i mercati finanziari,” afferma. “Il Fronte Nazionale, partito anti-UE guidato da Marine Le Pen, è chiaramente in testa nei sondaggi e, sebbene molti di essi indichino che sarà battuta al secondo turno delle elezioni presidenziali, è difficile negare che gli altri candidati non appaiano particolarmente forti in questo momento.”

“Gli ultimi dati economici greci sono stati nuovamente deboli, mentre l’FMI dovrà decidere se prorogare il suo credito al paese,” avverte Daalder. “Fino ad ora l’FMI ha partecipato con riluttanza al pacchetto di salvataggio, ma ora che Trump è diventato presidente del maggiore “azionista” dell’FMI, il quadro potrebbe farsi rapidamente più fosco. In tal caso, l’attenzione sarà rivolta alla disponibilità dei paesi centrali d’Europa - Francia, Germania e Paesi Bassi - ad aiutare la Grecia in un anno elettorale.”

Prudenza nelle allocazioni

Daalder avverte tuttavia che se da un lato i mercati stanno ignorando le dichiarazioni politiche, i livelli di rischio sono comunque aumentati, il che significa che Robeco Investment Solutions resta prudente in materia di allocazioni nel suo portafoglio multi-asset.

“Per ora, preferiamo mantenere un posizionamento neutrale sulle azioni, e ricercare invece opportunità di relative trade,” afferma Daalder. “Abbiamo avviato relative trade su obbligazioni (long USA, short Francia) per sfruttare l’incremento sottostante dei rischi politici europei, e al contempo approfittare dei rendimenti nettamente superiori offerti dalle obbligazioni USA.”

“Inoltre, siamo passati ad una posizione sovresposta sul debito emergente (EMD). Lo spread sull’EMD è attualmente superiore a quello sul segmento high yield, con una qualità del credito nettamente superiore, mentre in media le valute del paniere EMD sono sottovalutate. Anche se questo non garantisce che le valute saranno un volano positivo nel breve termine, il loro potere predittivo aumenta con il tempo. Infine, abbiamo introdotto una posizione lunga sul dollaro USA.”