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NAIDCFT – Non Abbiamo Idea Di Cosa Farà Trump

NAIDCFT – Non Abbiamo Idea Di Cosa Farà Trump

07-12-2016 | Visione

Una volta insediato, il presidente Trump dovrà confrontarsi con una serie di celebri acronimi, NAFTA e NATO compresi. Ma ce n'è un altro appena coniato, molto più difficile da pronunciare e che preoccupa molto i mercati: NAIDCFT.

  • Lukas Daalder
    Lukas
    Daalder
    Chief Investment Officer

In breve

  • Il presidente potrebbe non mantenere le esplicite promesse fatte in campagna elettorale
  • C'è ancora incertezza su sei temi, dagli immigranti alle infrastrutture
  • Poche buone notizie per le obbligazioni, mentre il destino delle azioni è una questione di dettagli

"Non Abbiamo Idea Di Cosa Farà Trump": potrebbe essere questa la maggiore fonte di preoccupazione per gli investitori in vista dell'insediamento del 45o presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio, sostiene Lukas Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions.

La reazione dei mercati alla sua sorprendente vittoria si può già definire bipolare, con i titoli azionari eventualmente disposti a concedergli il beneficio del dubbio e le obbligazioni indebolite per il rischio di maggiore inflazione e di aumento del debito, spiega Daalder. Quello che accadrà realmente sarà fondamentale per i rendimenti futuri.

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Promesse mirabolanti

"Negli ultimi dodici mesi Trump ha fatto molte grandi promesse, dalla riforma dell'attuale sistema fiscale alla rinegoziazione delle relazioni commerciali, dalla deportazione di milioni di clandestini all'impegno per il rilancio della spesa per le infrastrutture," continua Daalder.

"Il problema è che dai toni aspri e accesi della campagna elettorale si è passati alla pacatezza del dopo-vittoria. Pur ribandendo alcune delle promesse fatte in precedenza come la cancellazione del partenariato trans-pacifico e i maggiori tagli alle tasse dai tempi di Reagan, Trump non ha aggiunto grandi dettagli sul suo programma. In pratica ci stiamo tutti chiedendo cos'abbia davvero in mente."

Daalder cita sei temi su cui la realtà potrebbe rivelarsi diversa dalla retorica:

  • Tasse: l'annunciato taglio dell'imposta a carico delle imprese dal 35% al 15% verrà annullato dalla contestuale eliminazione delle deduzioni fiscali?
  • Immigrati: la deportazione degli immigrati clandestini (un duro colpo per il PIL) riguarderà tre milioni di persone come ha detto Trump o solo 800.000?
  • Infrastrutture: le nuove spese saranno finanziate con denaro pubblico tramite una banca ad hoc oppure verranno realizzate grazie a partenariati pubblico-privati incoraggiati da sgravi fiscali?
  • Scambi commerciali: Trump ha soltanto voluto fare il duro oppure gli USA accuseranno sul serio la Cina di manipolare la propria valuta, con la prospettiva di una guerra commerciale e diplomatica?
  • Debito: Trump - nei panni di un moderno Reagan - rilancerà l'economia usando il deficit per finanziare lo stimolo fiscale oppure i tagli alle spese avverranno altrove?
  • Fed: i nuovi membri nominati dal presidente saranno più aggressivi come tutti si aspettano oppure il comitato per la politica monetaria voluto da Trump sarà più accomodante?

"Sono i dettagli a fare la differenza e, al momento, i dettagli ci sfuggono," dice Daalder. "Non Abbiamo Idea Di Cosa Farà Trump o, per dirla con il peggior acronimo di sempre: NAIDCFT. È questa la liberatoria applicabile a tutte le nostre previsioni sul fronte sia dell'economia sia dei mercati finanziari. Possiamo azzardare ipotesi plausibili, ma sempre sottolineando che molto, se non tutto, dipenderà dai dettagli del suo programma, che non verranno resi noti nel breve termine.

Rara discrepanza

Secondo Daalder i mercati brancolano nel buio, il che provoca incertezza, come dimostra lo strano scompenso creatosi tra mercato azionario e obbligazionario. "Lo si nota soprattutto osservando l'andamento degli indici di volatilità dei mercati azionari (l'indice VIX) e obbligazionari (l'indice MOVE) nei giorni successivi al voto," prosegue.

"L'indice VIX ha registrato un forte calo alla notizia dell'elezione di Trump, mentre l'indice MOVE ha subito un'impennata, dando vita a un'inusuale discrepanza. Di solito è il mercato azionario ad essere più sensibile agli avvenimenti politici ed economici, con i mercati obbligazionari che invece godono del sostegno dell'ondata di fuga verso posizioni sicure. Infatti, negli ultimi anni una simile disparità si era vista solo durante il taper tantrum di metà 2013 e nemmeno le forti vendite obbligazionarie del 1994 ne avevano raggiunto la consistenza e la durata."

"È ovvio che gli sviluppi di entrambi gli indici di volatilità riflettono semplicemente l'andamento dei mercati sottostanti. In sostanza, la reazione dei titoli azionari statunitensi è stata minima (se si esclude l'ondata di vendite in Asia il giorno dei risultati), per poi toccare nuovi massimi storici nelle settimane successive alle presidenziali, mentre i rendimenti dei titoli di stato USA hanno fatto registrare un repentino aumento, con la "reflazione" a farla da padrona sui mercati finanziari."

Di conseguenza, è difficile individuare elementi positivi per le obbligazioni, mentre i mercati azionari potrebbero muoversi in entrambe le direzioni, come mostra il grafico sottostante:

Fonte: Robeco

Posizionamento attuale

Secondo Daalder questa incertezza ha in parte modificato il fondo multi-asset di Robeco Investment Solutions. "In termini di posizionamento, il portafoglio appare chiaramente dominato dall'effetto NAIDCFS," afferma. "Il nostro parere sui titoli azionari è neutrale, pur con una suddivisione regionale e, in sostanza, ci manteniamo neutrali anche sulle obbligazioni, bilanciando la sottoesposizione ai titoli di stato con una sovraesposizione ai crediti."

"Inoltre, la nostra posizione sulla coppia di valute dollaro/yen può risultare sorprendentemente limitata considerate le previsioni di un ulteriore indebolimento dell'euro, ma dipende dal fatto che abbiamo temporaneamente chiuso la nostra posizione corta. Al momento il mercato sconta al 95% l'aumento dei tassi da parte della Fed a metà dicembre, lasciando poco spazio a eventuali sorprese su questo fronte."