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Il clima sul mercato obbligazionario richiede flessibilità negli investimenti

Il clima sul mercato obbligazionario richiede flessibilità negli investimenti

03-11-2016 | Visione

Oggi una delle principali sfide per chi investe in titoli a reddito fisso è quella di ottenere rendimenti interessanti in un contesto di disfunzionalità dei mercati. In un clima del genere, le strategie di credito globali non vincolate possono dimostrarsi particolarmente efficaci, essendo libere di cogliere le opportunità presenti sui mercati globali del credito senza le limitazioni dei benchmark tradizionali.

  • Victor  Verberk
    Victor
    Verberk
    Deputy Head of Investments

In sintesi

  • La flessibilità negli investimenti in obbligazioni corporate è particolarmente utile sui mercati attuali
  • I mercati globali del credito offrono numerose opportunità
  • Gestione attiva e diversificazione: strumenti indispensabili per proteggersi da eventuali rischi

L'attuale contesto caratterizzato da volatilità e bassi rendimenti richiede strategie flessibili, in grado di cogliere un’opportunità laddove e quando si presenti. Una strategia non vincolata come Robeco Global Credits predilige soprattutto l'obbligazionario investment grade, ma ha la flessibilità di investire in titoli high yield, mercati emergenti e titoli cartolarizzati prudenti liquidi e privi di rischio. I gestori perseguono uno stile di investimento orientato al value, identificando obbligazioni corporate convenienti rispetto ai loro fondamentali e destinate a mostrare un'inversione di tendenza. Il rischio viene contenuto grazie alla diversificazione, tramite approfondite ricerche di un team di analisti esperti e integrando la gestione del rischio nell'intero processo di investimento.

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Sfruttare le opportunità value

Siamo convinti che i mercati obbligazionari siano influenzati da errori di valutazione comportamentali degli investitori che, troppo spesso, sono in bilico tra avidità e paura. I momenti di panico dei mercati sono per noi un'opportunità: mentre tutti comprano, infatti, noi prendiamo in considerazione la possibilità di vendere qualora non venissimo ripagati per i rischi che abbiamo assunto.

Per esempio, spesso ci rendiamo conto che l'idea di perdere un euro ha sugli investitori un effetto molto più dirompente rispetto all'idea di guadagnare la stessa cifra. La paura di perdere è tra i fattori che maggiormente influenzano le quotazioni di mercato, convincendo a vendere all'improvviso e senza badare al prezzo, dando peraltro vita a buone opportunità.

Altri errori di valutazione sono la predilezione per i titoli domestici e la tendenza a sopravvalutare determinati eventi recenti, prolungando i trend. Sostanzialmente, gli investitori reagiscono in modo eccessivo. Anche la segmentazione del mercato può contribuire alla creazione di valore. Talvolta gli investitori acquistano titoli di credito che avrebbero dovuto evitare, per esempio perché non rientrano del tutto nel loro mandato (obbligazioni corporate con rating BB in un portafoglio investment grade). Lo fanno per ottenere guadagni nel breve termine, senza valutare a fondo i rischi oppure senza avere le risorse di ricerca adeguate. La pressione alla vendita può allora nascere dalla paura o dal panico.

Questi errori di valutazione e queste forme di segmentazione generano opportunità di valore. Dopo un'eccessiva reazione iniziale, gli investitori in titoli value si rendono conto che gli eventi hanno abbassato eccessivamente il prezzo delle obbligazioni corporate e offrono un'ulteriore compensazione per i rischi assunti (value). La nostra ricerca quantitativa dimostra che, nel tempo, la valutazione dell'obbligazionario investment grade tende a invertire la tendenza. In particolare, le migliori opportunità sembrano giungere dal credito meno costoso e a scadenza più breve. Il continuo afflusso di questo genere di posizioni ha un grande impatto del tipo “rolling-down-the-curve”, consentendo performance elevate e alti rendimenti.

Nessuno vuole acquistare crediti che hanno buoni motivi per essere venduti a basso prezzo e, per evitarli, è necessario procedere a un'attenta analisi dei fondamentali.

La copertura di un settore dev'essere totale

L'importanza di un approccio globale

Quali sono i vantaggi di un approccio globale? Innanzitutto e soprattutto una più vasta gamma di opportunità per effetto della diversificazione geografica. Alcuni settori o segmenti di mercato, infatti, sono molto meglio rappresentati in una regione piuttosto che in un'altra. Inoltre, il fatto che varie aree geografiche attraversino fasi diverse del ciclo economico e di mercato può rivelarsi interessante in termini di posizioni non correlate. Se il raggio d'azione è ampio, da qualche parte c'è sempre modo di creare valore. Grazie al nostro approccio basato sulla ricerca, che integra investment grade, high yield, analisi del credito dei paesi emergenti e sviluppati, siamo ben posizionati per cogliere le opportunità esistenti, privilegiando i mercati che offrono premi adeguati per i rischi assunti.

Una strategia caratterizzata da un approccio globale e non vincolato può essere molto attiva e, al tempo stesso, selettiva nella gestione del portafoglio. Sui mercati emergenti, per esempio, le differenze in termini di rendimenti attesi possono essere particolarmente significative. Siamo in grado di assumere posizioni corte se la segmentazione di mercato o l'accumulazione da parte della clientela rendono una determinata regione troppo costosa, assumendo invece posizioni lunghe in aree geografiche più convenienti. Anche quando sono le politiche delle banche centrali a far aumentare i prezzi di una regione, c'è sempre un'altra area geografica in cui la fase di recessione è appena iniziata e dove, sfruttando le differenze tra i cicli di business, è possibile creare alpha.

Numerose opportunità giungono anche dal segmento cross-over tra high yield e investment grade, all'interno del quale identifichiamo "stelle nascenti" o, in alternativa, titoli investment grade che stanno passando alla categoria high yield. Si tratta di crediti che possono subire forti pressioni ma che recuperano rapidamente una volta diventati high yield, grazie a una nuova base di investitori maggiormente interessati alle prospettive di rendimento.

Sostenibilità come strumento per limitare il rischio di ribasso

L'integrazione di fattori Ambientali, Sociali e di Governance (Environmental, Social, and Governance o ESG) nell'analisi del credito può fungere da valido completamento ai dati finanziari tradizionali. Fornisce informazioni aggiuntive e contribuisce a evitare i titoli perdenti, aspetto decisamente più importante rispetto al fatto di saper individuare i titoli vincenti. Per esempio, una corporate governance debole può esporre a forti rischi di ribasso, tra cui il rischio di frode o di insolvenza, mentre una governance solida ha meno probabilità di risultare in un miglioramento della qualità del credito. L'integrazione dei fattori ESG è pertanto un ulteriore passo verso la riduzione del rischio di ribasso, sfruttando al tempo stesso il premio legato al value.

Anche nell'attuale clima di investimento, caratterizzato da bassi rendimenti e dal dominio delle banche centrali, le obbligazioni corporate possono mostrare performance interessanti. Attraverso una strategia del credito globale e non vincolata si può sfruttare l'intero spettro di opportunità offerte dai mercati globali del credito.

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