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Monthly Outlook

Mercati azionari troppo ottimisti sul dopo-Brexit

27-07-2016 | Approfondimenti | Lukas Daalder I mercati azionari sono troppo ottimisti nei confronti delle potenziali conseguenze dello storico voto britannico a favore dell'uscita dalla UE, sostiene Lukas Daalder di Robeco.

In breve:
  • L'indice FTSE 100 si è assestato su valori superiori a quelli pre-Brexit
  • Ma non siamo ancora tornati alla normalità, visto che i prezzi non rispecchiano adeguatamente i rischi
  • Il risultato potrebbe essere uno scenario in cui, comunque vada, c'è solo da perdere
Secondo Lukas Daalder i prezzi dei titoli ancora non riflettono completamente lo scenario in cui, comunque vada, dall'effettiva uscita del Regno Unito ci sia solo da perdere. I mercati azionari sono crollati subito dopo lo scioccante verdetto del referendum del 23 giugno, per poi registrare forti rialzi in assenza di una minaccia immediata per le aziende inglesi che, in alcuni casi, potrebbero addirittura trarre vantaggio da una sterlina più debole.

Tuttavia, il fatto che il governo britannico non abbia ancora tirato il grilletto avviando formalmente la Brexit e i due anni di tempo almeno a disposizione del Regno Unito per negoziare l'uscita stanno dando ai mercati un falso senso di sicurezza, sostiene Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions.

"I mercati finanziari avevano puntato sul Bremain e, di conseguenza, lo shock iniziale è stato enorme: l’indice MSCI World ha perso il 7% in due giorni e i titoli azionari europei sono scesi di oltre l'11%, con le banche europee in declino del 18%," continua Lukas Daalder. "Ma la ripresa è stata improvvisa quanto il crollo: la banca d'Inghilterra ha lasciato intendere di voler ricorrere a un nuovo stimolo monetario nel corso dell'estate, mentre la probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed è stata completamente esclusa."

"Inoltre, con il passare del tempo abbiamo metabolizzato il fatto che il voto sulla Brexit non porterà a movimenti o crolli improvvisi e che ci vorranno almeno due mesi prima di poter fare affermazioni sensate su cosa accadrà in futuro. I titoli azionari hanno recuperato, in particolare l'FTSE 100 che, contro ogni pronostico, ha chiuso a livelli superiori a quelli pre-Brexit favorito dal calo della sterlina britannica."

E adesso?

"E adesso?", si domanda Lukas Daalder. "Pur essendo ben contenti di aver evitato scenari catastrofici, siamo convinti che, al momento, il mercato azionario si stia dimostrando toppo ottimista nei confronti dell'intera situazione," avverte.

"Certo, i prossimi due mesi si prevedono piuttosto stabili e privi di eventi particolarmente significativi, ma questo non va scambiato per un ritorno alla normalità. Osservando l'economia britannica, diremmo che il risultato è uno scenario in cui, comunque vada, ci sarà solo da perdere.

"L'economia del Regno Unito potrebbe uscirne pressoché indenne, con gli utili britannici ed europei solo marginalmente intaccati, dando un chiaro segnale che abbandonare la UE non è così male come dicono e aprendo la strada ad altri stati membri desiderosi di organizzare e vincere referendum separatisti. In uno scenario simile il mercato europeo inizia a disintegrarsi, decretando poi anche la fine dell'Eurozona."

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La reazione dei mercati azionari durante e dopo il referendum. Fonte: Bloomberg, Robeco

"Tuttavia, nemmeno lo scenario alternativo di un forte rallentamento dell'economia dovuto alla recessione nel Regno Unito è particolarmente positivo. Pur fungendo da deterrente nei confronti di altri paesi separatisti, il calo della domanda dal Regno Unito andrebbe sicuramente a scapito della crescita anche nell'Eurozona. In uno scenario del genere, le probabilità di divorzio conflittuale tra Regno Unito e UE aumentano sensibilmente, il che di certo non è positivo per la fiducia e la stabilità dei mercati europei."

"Inoltre, pur capendo la logica di chi sostiene che i titoli USA non sono direttamente toccati da ciò che accade da questa parte dell'oceano, prevediamo che una maggiore debolezza dell'Europa possa ripercuotersi sulla situazione politica globale. Con i titoli USA sempre costosi e gli utili ancora bassi, ci è difficile capire perché questo aumento del rischio politico sottostante dovrebbe essere ignorato del tutto."

Eliminare il rischio

Nel frattempo, Robeco Investment Solutions sta eliminando il rischio dal proprio portafoglio multi-asset, rinunciando al precedente sovrappeso azionario finché la situazione non si sarà chiarita in un senso o nell'altro. Il team mantiene anche posizioni corte sulla sterlina, con i derivati a fare da protezione in caso di ulteriori ribassi della sterlina, già ai minimi degli ultimi 31 anni rispetto al dollaro USA e all'Euro.

"Abbiamo assunto una posizione corta sulla sterlina rispetto al dollaro".

"Di conseguenza, abbiamo venduto alcune azioni europee e stiamo provvedendo a ridurre sostanzialmente la nostra esposizione azionaria", afferma Daalder. "Inoltre, abbiamo assunto una posizione corta sulla sterlina rispetto al dollaro, convinti che la sterlina sia la variabile logica a cui il Regno Unito ricorrerà per alleviare la sofferenza economica. Il Regno Unito ha un deficit delle partite correnti pari quasi al 6% del PIL e la UE come maggiore partner commerciale."

"Infine, abbiamo assunto una posizione corta anche sull'euro contro il dollaro, in previsione del fatto che la valuta statunitense dovrebbe rafforzarsi da una deviazione dei fondamentali rispetto all'Eurozona."

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