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Monthly Outlook

Mercati azionari divisi tra speranze e timori all'inizio di un mese ricco di eventi

06-06-2016 | Outlook | Lukas Daalder Secondo Lukas Daalder, con gli investitori chiamati ad affrontare alcuni eventi importanti, i mercati azionari restano in bilico tra speranzae e timori.

In breve:
  • I titoli registrano andamenti stabili, con l'alternarsi di timori e speranze per i prossimi mesi
  • Regna l'incertezza sul voto per la Brexit e su altri avvenimenti importanti
  • Fattori strutturali come petrolio ed economia USA rendono più ottimisti
In maggio i titoli hanno registrato andamenti stabili e margini di oscillazione non superiori all'1%, apparentemente incapaci di indicare se il futuro sarà positivo o negativo. Abbondano i timori legati al voto sulla Brexit e ad altri eventi fondamentali per l'andamento dei mercati, tra cui le riunioni delle banche centrali di Eurozona, USA e Giappone, le elezioni in Spagna, l'epocale decisione della Germania sul rifinanziamento della BCE e le presidenziali USA a novembre.

Ma tutti questi avvenimenti non dovrebbero provocare grandi scossoni e fattori strutturali di più lungo termine come il prezzo del petrolio e la forza dell'economia USA fanno ben sperare, sostiene Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions.

“Sembra proprio che i mercati finanziari abbiano deciso di temporeggiare,” continua. "A maggio, per esempio, i titoli hanno chiuso in leggero rialzo, senza movimenti estremi o molto direzionali: un giorno salivano, il giorno dopo scendevano.”

"Viene da chiedersi cosa stia aspettando esattamente il mercato. Secondo alcuni, il risultato di un serie di eventi cruciali, tra cui il voto sulla Brexit, le riunioni delle banche centrali o le elezioni spagnole. In caso di esiti sorprendenti, i mercati finanziari potrebbero prendere una nuova direzione, ma l'esperienza ci insegna che difficilmente i mercati seguono il calendario per stabilire la mossa successiva.”

"In realtà abbiamo pochi dubbi sul fatto che un voto pro-Brexit smuoverebbe in modo significativo i mercati, almeno per quanto riguarda i titoli europei e britannici, così come un voto contrario darebbe un certo sollievo. Di sicuro il momento è decisivo, ma non è detto che nel frattempo i titoli restino immobili ad aspettare gli eventi.”

Occhi puntati sul voto per la Brexit
Molti si aspettano che il 23 giugno il popolo britannico voti a favore della permanenza nella UE, anche se i bookmaker quotano questa possibilità più dei sondaggi di opinione, che prevedono una battaglia serrata. Gli altri eventi attesi a breve, invece, potrebbero non portare grandi novità, sostiene Daalder.

"Osservando attentamente gli appuntamenti in calendario, ci viene da pensare che i risultati non saranno pirotecnici," afferma. "Le elezioni spagnole sembrano destinate a diventare la fotocopia delle precedenti e la Fed, probabilmente, finirà con il posticipare di un altro mese l'aumento dei tassi, mentre è difficile sapere se la decisione del Tribunale Federale tedesco sulla costituzionalità delle Operazioni di rifinanziamento mirate a lungo termine (TLTRO) volute dalla BCE farà davvero la differenza.”

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"L'appuntamento più importante è il voto sulla Brexit, ma anche in questo caso si stenta a credere che, alla resa dei conti, la maggioranza dell'elettorato britannico scelga di uscire". Nella UE la Gran Bretagna gode di una posizione privilegiata: è un'economia molto competitiva nel mercato interno più grande del mondo e, al tempo stesso, mantiene la propria autonomia in termini di valuta e di politica monetaria. Un voto a favore dell'uscita porterebbe al caos e influenzerebbe negativamente i mercati.”

Speranze e timori
Allora, cosa stanno aspettando davvero i mercati? È la tradizionale lotta tra speranza e paura, con l’intervento di alcuni "soliti sospetti", come la crescita cinese e il debito USA, sostiene Daalder.

"Osservando i titoli, potremmo dire che si trovano in bilico tra paura e speranza e che nessuna delle due riesce a prevalere sull'altra," prosegue. "I timori riguardano molte questioni potenzialmente in grado di gravare sui mercati azionari. Come si è visto nelle prime sei settimane dell'anno, infatti, la perdita di credibilità da parte delle banche centrali, l'incertezza sulle previsioni di medio termine relative all'economia cinese e la crescita del debito corporate USA con l'aumento dei casi di insolvenza, se affiorassero tutte insieme potrebbero trascinare i mercati al ribasso.”

"Un investimento in azioni può rivelarsi ad alta volatilità"

"Attualmente questi timori sono passati in secondo piano, ma non si sono di certo placati e potrebbero riaccendersi. Inoltre, i movimenti del mercato di inizio anno hanno funzionato da campanello d'allarme, dimostrando che l'investimento azionario può rivelarsi ad alta volatilità - ed essere quindi meno attraente. A tutto questo si aggiunge l'attuale deterioramento della redditività corporate, come dimostrato dal crollo degli utili per azione nelle diverse regioni degli indici MSCI rispetto ai record toccati fino a oggi.”

Scalare il "muro della paura"
"Leggendo quanto sopra, viene da chiedersi come abbiano fatto le azioni a mostrare segni di recupero. E qui entra in gioco la speranza. Tutti sanno che i mercati azionari tendono a guardare avanti e sanno scalare il cosiddetto "muro della paura" - risollevandosi malgrado tutto. Questa "speranza" è in parte dovuta all'attenuarsi di alcuni dei timori che gravavano sul mercato.”

Secondo Daalder sono due i fattori che, nel lungo termine, favoriranno i titoli azionari. "Naturalmente il primo è il petrolio. Nei primi tre mesi dell'anno il petrolio è stato il tema dominante tanto che, a ogni flessione del costo del greggio, i titoli hanno registrato andamenti analoghi. Oggi, con il petrolio venduto a circa 50 USD al barile, il rischio (di bancarotta) non è lo stesso di febbraio.”

"È stata la solita partenza in salita"

"A dare sollievo è stato anche il fatto che l'economia USA non è entrata in recessione, come qualcuno aveva temuto. Nel primo trimestre, la crescita del PIL è stata debole (+0,8% annuo), ma guardando alle ultime previsioni di Atlanta Fed per il secondo trimestre (+2,5% annuo), si può dire che si sia trattato solo della tradizionale partenza in salita.”

"Quindi, per ora, speranza e paura convivono. Non sappiamo quale delle due riuscirà a prevalere e, di conseguenza, manteniamo una posizione neutrale in ambito azionario. In sostanza, rimaniamo propensi al rischio, ma con una posizione sovrappesata in high yield piuttosto che in azioni.”

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