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La grande scommessa di Renzi sul referendum italiano

14-10-2016 | Approfondimenti | Léon Cornelissen Il primo ministro Matteo Renzi si gioca il tutto per tutto con il referendum costituzionale sulla riforma del sistema politico italiano, sostiene Léon Cornelissen, Chief Economist di Robeco.

In sintesi:
  • L’obiettivo del referendum è evitare lo stallo della politica italiana
  • Il Primo Ministro ha minacciato le dimissioni in caso di sconfitta, paventando una nuova crisi
  • Economia italiana ancora debole e previsioni in calo
La sconfitta sul voto del 4 dicembre potrebbe significare la caduta del governo Renzi e la destabilizzazione della UE qualora dovesse succedervi un partito euroscettico, avverte Cornelissen. Gli spread delle obbligazioni italiane si sono già allargati e anche gli investitori si mostrano diffidenti a causa delle deboli prospettive di crescita della terza economia europea. 

"La questione della riforma costituzionale è complessa e tra gli elettori sono in pochi a conoscerne i dettagli tecnici ma, in sostanza, si vogliono limitare i poteri del Senato aumentando quelli della Camera dei Deputati," prosegue Cornelissen.

"Il tutto per evitare lo stallo politico. Un'occasione davvero unica per l'Italia, che finalmente avrebbe un esecutivo solido e stabile, e un cambiamento senz'altro positivo dopo i 63 governi degli ultimi 70 anni.

"Ma Renzi ha trasformato il referendum in una sfida personale, minacciando le dimissioni in caso di sconfitta e, purtroppo, al momento non gode di grande popolarità: molti infatti lo ritengono responsabile dell'austerità imposta dalla UE, della crisi dei profughi e dei problemi delle banche italiane. E considerato che nessuno lo ritiene particolarmente convincente, la sua scommessa pare davvero ambiziosa, tanto che i sondaggi prevedono una battaglia serrata."

Giovane riformatore

Eletto a soli 39 anni, Renzi, capo del Partito Democratico e Primo Ministro italiano dal febbraio 2014, è stato il più giovane capo di governo della UE e del G7. Considerato il principale ideatore del referendum costituzionale, oggi si gioca la carriera:

"Se perde, gli italiani abbandoneranno ogni speranza di riforma, facendo aumentare il rischio di un governo alternativo - magari guidato dal Movimento Cinque Stelle dell'ex-comico Beppe Grillo," afferma Cornelissen. "In questo caso, quindi, accrescerebbero i timori di un governo non tradizionale, ma populista e anti UE."

"Ma non è detta l'ultima parola: in fondo non è certo che Renzi si dimetta e, anche se lo facesse, il Presidente della Repubblica avrebbe sufficienti poteri per garantire un governo provvisorio o tecnico, prendendo tempo fino alle elezioni in programma per il 2018."

"Rischio contenuto per gli spread delle obbligazioni italiane"

"L’eventualità della caduta del governo però rimane, tanto è vero che il premio di rischio dei titoli di stato italiani è salito fino a 135 punti base rispetto ai Bund tedeschi e si mantiene superiore allo spread spagnolo (100 punti base).

"Ma finché il paese avrà un governo intenzionato ad appoggiare le politiche europee, la BCE non farà altro che sostenere il mercato obbligazionario italiano nel momento del bisogno. E con il programma di quantitative easing della BCE in pieno svolgimento, il rischio di una crisi degli spread rimane contenuto."

Crescita debole

Secondo Cornelissen, il principale problema di Renzi è di natura economica e non politica, soprattutto dopo la riduzione delle previsioni di crescita, scese allo 0,8% per il 2016 e all'1,0% per il 2017.

"E i guai non finiscono qui: con il budget di ottobre, infatti, il governo voleva riservare agli italiani una bella sorpresa, ma con prospettive di crescita così deludenti sarà davvero difficile riuscirsi," prosegue. "La mancata crescita e la correzione al ribasso delle stime sono sconfortanti e non generano certo sentimenti positivi nei confronti della UE."

Nel tentativo di stimolare la ripresa, Renzi ha citato alcuni nuovi progetti infrastrutturali, compreso il tanto discusso ponte di 3 km sullo Stretto di Messina che dovrebbe unire la Sicilia alla terraferma e costare oltre 6 miliardi di Euro.

"È il sogno di tutti i politici italiani che però non sono mai riusciti a realizzarlo, per il rischio di fenomeni di corruzione e per l'enorme sfida tecnologica che un'opera simile rappresenta," spiega Cornelissen. "Ma non credo che gli elettori rimarranno particolarmente colpiti."

Contagio Brexit

Un'altra potenziale fonte di preoccupazione è il diffondersi dello scetticismo nei confronti della UE dopo la sorprendente decisione del Regno Unito di lasciare l'Europa. A inizio ottobre Il Primo Ministro Theresa May ha annunciato di volersi appellare all'articolo 50 del Trattato di Lisbona - che formalizzerebbe l'uscita del paese dalla UE - a fine marzo 2017.

"Per ora la Brexit ha avuto conseguenze soltanto economiche, dovute al calo della sterlina britannica," afferma Cornelissen. "Oggi a preoccupare è soprattutto la possibile crescita del sentimento euroscettico in Italia, visto e considerato che il Movimento Cinque Stelle vorrebbe indire un referendum sulla permanenza nella UE."

"BCE a guardia del mercato obbligazionario italiano"

"BCE a guardia del mercato obbligazionario italiano"
"L'eventuale uscita dell'Italia dalla UE avrebbe ripercussioni maggiori rispetto alla Brexit. A differenza del Regno Unito, infatti, l'Italia fa parte dell'Eurozona ed è uno dei fondatori dell'Unione Europea. Inoltre, il paese ha un enorme debito pubblico (130% del PIL) e un sistema bancario in grave difficoltà, che lo rendono fortemente dipendente dal sostegno della BCE e dall'Eurozona.

"Di conseguenza, se la situazione dovesse degenerare, con Renzi che perde il referendum e apre la strada a una possibile nuova crisi della UE, sarebbe un vero disastro per tutta l'Eurozona. Ma finché l'Italia ha un governo disposto ad attenersi alle regole dell'Unione Europea, la BCE garantirà la stabilità del mercato obbligazionario italiano.”

Inquisizione spagnola

Ai problemi dell'Italia si aggiunge l'incapacità della Spagna di formare un governo dopo le inconcludenti elezioni del dicembre scorso anche se, secondo Cornelissen, il paese mostra migliori prospettive economiche.

"La crescita dell'economia spagnola è molto più solida di quella italiana ed è associata a un debito pubblico nettamente inferiore," aggiunge. "Probabilmente a dicembre ci saranno nuove elezioni. Esistono parallelismi tra Italia e Spagna, per esempio sul fronte della crescita dell'euroscetticismo e dell'ascesa di partiti populisti ma, in generale, i politici spagnoli riescono a far funzionare il paese, mentre la politica italiana è quasi all'impasse."

Altre questioni di attualità sono le elezioni presidenziali francesi dell'aprile 2017, dove rischia di essere eletta la candidata di estrema destra Marine Le Pen, e le meno incerte elezioni tedesche di settembre, in cui l'attuale governo di SPD/CDU dovrebbe restare al potere.

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